Il Vaticano ha accolto i cattolici LGBTQ+. Saprà fare lo stesso con le donne?
Riflessioni di Jamie Manson*, pubblicato su Religion Dispatches (Stati Uniti) il 16 settembre 2025. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
Negli ultimi giorni ho seguito con il cuore in tumulto quello che è accaduto a Roma. Ho guardato le foto, ho ascoltato i racconti e quasi non ci credevo: la mia grande famiglia cattolica LGBTQ+ ha varcato le Porte Sante del Giubileo, a testa alta e con orgoglio.
Hanno celebrato la Messa nella chiesa del Gesù, così gremita da non esserci posto neppure in piedi, con suore e sacerdoti confusi tra i presenti. E, cosa che mai avrei immaginato di vedere, la liturgia è stata presieduta da un vescovo: Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza episcopale italiana.
Un pellegrinaggio LGBTQ+ finito, seppure in forma semi-ufficiale, nel calendario del Giubileo del Vaticano. Fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile.
Io, che sono una cattolica lesbica dichiarata e che da decenni lotto per l’inclusione piena delle persone LGBTQ+ nella nostra chiesa cattolica, mi sono ritrovata a piangere di gioia.
Ricordo ancora la mia prima rubrica sul National Catholic Reporter nel 2008, quando decisi di fare coming out: un’accoglienza così, da parte del Vaticano, allora non riuscivo neanche a immaginarla. Eppure so bene che tutto questo oggi è possibile solo grazie alle sofferenze e alle lotte di generazioni di uomini e donne coraggiose.
Eppure, mentre guardavo le immagini della processione con quella splendida croce arcobaleno, mi è saltato subito agli occhi un dettaglio che ormai conosco bene: erano soprattutto uomini. Non è una novità.
Negli anni, in tanti eventi cattolici LGBTQ+, ho visto ripetersi sempre la stessa scena: molti uomini, poche donne, e pochissime persone trans. Spesso gli uomini cattolici omosessuali mi hanno chiesto — con un tono che a volte sembrava velatamente accusatorio — “dove sono le donne?”. Come se toccasse a loro portare avanti la battaglia anche a nome nostro.
Quello che cerco di far capire è che, anche se sono gay, restano uomini. E gli uomini, nella chiesa cattolica, hanno sempre avuto davanti agli occhi uomini al potere, uomini nei ruoli religiosi e clericali. Questo li ha resi sicuri che la chiesa appartenesse anche a loro di diritto.
Per noi donne non è stato così. Non ci è mai stato neppure permesso di immaginare di avere quella stessa autorità. Non è una colpa, è un fatto: è così che funziona la rappresentazione.
Così, vedendo Roma riempirsi di uomini LGBTQ+, mi sono chiesta: se fossero state solo le donne e le persone con identità di genere diverse a vivere l’amore tra persone dello stesso sesso, questi eventi si sarebbero mai svolti?
La voce delle sole donne queer avrebbe mai avuto lo stesso peso sulla coscienza della chiesa, e soprattutto della sua gerarchia tutta maschile? Quanto incide, insomma, il privilegio maschile nei passi avanti che stiamo facendo?
Durante l’omelia, il vescovo Savino ha detto che “il Giubileo è il tempo per liberare gli oppressi e restituire dignità a chi ne è stato privato”. Ma se a essere oppresse fossero state solo le donne, sarebbe stato lì a dirlo? Una Messa così sarebbe mai stata celebrata? Nel mio cuore la risposta è chiara: no.
Lo so perché a Roma noi donne abbiamo lottato per anni. Abbiamo manifestato, e ci siamo trovate circondate da polizia, perfino dall’unità antiterrorismo. Abbiamo alzato la voce in piazza San Pietro e siamo state arrestate, i passaporti sequestrati, portate via per essere interrogate.
Ricordo nel 2018 una protesta pacifica in cui ho visto donne cattoliche strattonate con violenza, e persino cavalli mandati contro di noi. Ancora pochi mesi fa, durante il conclave, alcune donne sono state fermate per ore e bandite da piazza San Pietro: non stavano neppure protestando, erano lì come tutti ad attendere la fumata bianca. Ma il Vaticano le aveva già segnalate e le ha fatte portare via.
Io non desidero niente di più che la mia comunità LGBTQ+ possa sentirsi al sicuro nella chiesa, soprattutto a Roma. Ma come possiamo parlare di pace se le donne cattoliche non possono dire lo stesso?
Lo so bene: quello che è successo a Roma è importantissimo. Il Global Network of Rainbow Catholics raccoglie attivisti e attiviste che nei loro Paesi rischiano la vita. Per loro, il riconoscimento di Roma può fare la differenza tra vita e morte.
Non lo dimentico, e non voglio sminuire niente. E so anche che dietro questo evento ci sono decenni di lavoro ostinato e coraggioso di donne queer cattoliche. Alcune di loro erano presenti al Giubileo: senza di loro nulla di questo sarebbe successo.
Eppure mi chiedo: perché il Vaticano riesce ad aprirsi alla giustizia LGBTQ+, ma resta così chiuso alla questione dell’uguaglianza delle donne? Forse perché la prima riguarda tanti uomini, persino tra i preti e i vescovi.
Non lo scrivo per mettere in concorrenza due lotte. Lo scrivo perché vivo entrambe: da sempre combatto per la giustizia LGBTQ+ e, insieme, per l’ordinazione delle donne. Da trentacinque anni sento questa vocazione, dieci anni prima ancora di dichiararmi lesbica. Non posso fare a meno di porre queste domande difficili, perché sono parte della mia stessa vita.
Non voglio togliere nulla alla gioia di Roma. Io stessa esulto insieme alla mia comunità. Ma non posso tacere una verità che conosco sulla mia pelle: l’oppressione delle persone LGBTQ+ nella chiesa cattolica nasce dagli stessi insegnamenti che opprimono le donne. Finché i nostri destini resteranno divisi, sarà impossibile scalfire quelle radici teologiche che ci tengono ai margini.
Io sogno che un giorno i cammini paralleli delle donne cattoliche e delle persone LGBTQ+ possano incontrarsi davvero. Forse allora, e solo allora, le porte di Roma si spalancheranno per accogliere chiunque desideri attraversarle.
*Jamie Manson è scrittrice e voce di riferimento per la giustizia nella chiesa cattolica. Per dodici anni è stata editorialista del National Catholic Reporter e ha ricoperto il ruolo di presidente di Catholics for Choice. I suoi scritti sono apparsi su numerosi media, dal New York Times a Full Frontal with Samantha Bee.
Testo originale: The Vatican Welcomed LGBTQ+ Catholics — Can it Do the Same for Women?

