Il vescovo di Washington ha chiesto scusa ai cattolici LGBTQ+ per le sofferenze che hanno subito
Articolo di Phoebe Carstens* pubblicato sul sito di New Ways Ministry (USA) il 14 agosto 2025, liberamente tradotto da Luigi e Valeria de La Tenda di Gionata
Un sacerdote dell’arcidiocesi di Washington ha pubblicato una riflessione su una funzione religiosa celebrata nel gennaio 2025 per le persone LGBTQ+, durante la quale ha «trattenuto le lacrime» per il senso di guarigione e riconciliazione di cui è stato testimone in quella occasione.
In un articolo per il National Catholic Reporter, padre Peter Daly, sacerdote in pensione membro di Dignity/Washington e componente del consiglio di amministrazione di New Ways Ministry, ha raccontato di come il cardinale Wilton Gregory ha rivolto le sue scuse alla comunità LGBTQ+ di Washington, D.C.: un evento storico, che il sacerdote non aveva mai visto accadere prima.
Daly ha raccontato che la sera del 22 gennaio 2025 il cardinale Gregory (che attualmente non è più l’arcivescovo di Washington), ha presieduto una funzione religiosa che mirava a facilitare la riconciliazione tra l’arcidiocesi e i cattolici LGBTQ+, in particolare i membri dell’associazione Dignity/Washington, una comunità locale di persone LGBTQ+ cattoliche.
La liturgia è stata significativa per diversi motivi. Per la prima volta dal 1987, quando al gruppo Dignity fu proibito l’uso delle strutture diocesane per messe, ritiri e altri eventi, i membri di questa comunità sono stati invitati e incoraggiati a partecipare a questa liturgia cattolica, celebrata nella parrocchia della Santissima Trinità, a Washington.
Ancora più significativo è il fatto che, durante la funzione religiosa, il cardinale Wilton abbia chiesto personalmente scusa per le sofferenze e le offese subite da molti cattolici LGBTQ+ e abbia riconosciuto la propria responsabilità in tali danni (anche se all’epoca della proibizione lui non era ancora arcivescovo).
Secondo padre Daly, quella serata ha «guarito una ferita spirituale vecchia di trentasette anni». Ha detto:
«La preghiera serale è stata solenne. Il canto era bellissimo. I brani della Scrittura sono stati letti dai membri di Dignity. Alcune persone hanno pianto. Per trentasette anni, la comunità di Dignity ha pregato ad ogni liturgia per l’arcivescovo di Washington. Finalmente hanno potuto pregare con l’arcivescovo di Washington».
Per padre Daly, la serata è stata particolarmente coinvolgente. Durante un incontro tra il vescovo Gregory, padre Daly, il direttore esecutivo di New Ways Ministry Francis DeBernardo e la cofondatrice suor Jeannine Gramick, il sacerdote ha chiesto al cardinale se fosse disposto a presiedere una liturgia di riconciliazione. Il cardinale ha accettato e il suo ufficio ha organizzato la funzione religiosa. Daly non era preparato all’intensità spirituale ed emotiva della celebrazione. La sua reazione:
«Sono rimasto senza parole. Nel corso degli anni ho ascoltato molte omelie da parte di vari vescovi, ma non avevo mai sentito un’omelia così piena di umiltà e un tentativo di riconciliazione così sincero. Quando abbiamo lasciato la chiesa, il cardinale ha stretto la mano a tutti quelli che erano alla porta. Quando è arrivato il mio turno, trattenendo le lacrime, gli ho detto: ‘Lei non ha idea di quanto questo significhi per me e per molte altre persone’».
Assumendosi le proprie responsabilità, ascoltando e mostrando il proprio sostegno a una comunità emarginata, il cardinale Wilton non solo ha fornito un esempio straordinario ad altri rappresentanti della gerarchia della Chiesa, ma ha anche incarnato pienamente cosa significa vivere secondo il Vangelo. Daly ha riassunto l’impatto di questo incontro nei suoi paragrafi conclusivi:
«Quindi, con un po’ di ritardo, voglio ringraziare Gregory per la sua cura pastorale e la sua delicatezza. Voglio lodarlo per il suo coraggio nel cercare la riconciliazione. E voglio riconoscergli il merito di aver voltato pagina con una iniziativa storica, promuovendo così la guarigione di una ferita spirituale».
«Gregory ha dimostrato di essere un buon pastore, prendendosi cura di tutti i membri del suo gregge, alcuni dei quali pensavano di essere stati dimenticati».
*Phoebe Carstens è una persona non binaria che sta completando un percorso di formazione alla Saint John’s School of Theology, dove lavora anche con studenti universitari nella pastorale universitaria. Dopo aver conseguito la laurea alla Loyola University di Chicago e aver trascorso un anno lavorando in una fattoria biologica, ora sta seguendo un Master in Teologia con la speranza di promuovere spazi più queer e fondati sulla fede nelle comunità cattoliche.
Testo originale: Priest Reflects on Prayer Service Which Brought Healing to DC’s LGBTQ+ Catholics

