In Europa a maggio tante veglie di preghiera per superare l’omotransbifobia
Anche quest’anno, intorno al 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, in diversi Paesi europei stanno nascendo o consolidandosi veglie, incontri di preghiera, conferenze e momenti di confronto promossi da comunità cristiane, gruppi di credenti LGBT+, parrocchie, realtà ecumeniche e associazioni locali.
Il portale Gionata, attraverso la sezione dedicata alle veglie, continua a raccogliere e rendere visibili queste iniziative, offrendo guide, materiali liturgici e strumenti grafici per chi desidera organizzare una veglia nel proprio territorio. Anche il Global Network of Rainbow Catholics sta contribuendo alla diffusione internazionale delle informazioni, aiutando gruppi e comunità cattoliche LGBT+ di diversi Paesi a riconoscersi parte di un cammino comune.
Dalla Svezia arriva quest’anno una notizia particolarmente significativa: per la prima volta sono state segnalate due veglie legate a questo percorso. A Lund, il 19 maggio alle 19:30, si terrà una veglia ecumenica presso il convento dei Domenicani.
A Stoccolma, il 22 maggio alle 19:00, è prevista una veglia cattolica presso il centro pastorale di Brunnsgränd. Chi organizza racconta con semplicità l’incertezza dell’inizio: non sapere quante persone parteciperanno, né se ci saranno reazioni negative. Ma racconta anche la gratitudine per chi ha scelto di aprire una porta, in particolare per il priore domenicano che ha reso possibile uno spazio di preghiera e accoglienza nonostante alcune resistenze.
Anche dall’Irlanda arriva una testimonianza importante. A Dublino, nella parrocchia di Kimmage Manor, un gruppo di parrocchiani legato a We Are Church Ireland ha dato vita, nell’autunno del 2023, a un gruppo di solidarietà LGBT+ chiamato Le Chéile, “insieme”. Il loro obiettivo è mostrare in modo concreto e visibile accoglienza e inclusione verso fratelli e sorelle LGBT+, dentro la vita della comunità cattolica.
Quest’anno in Irlanda l’associazione Le Chéile, insieme a We Are Church Ireland, si prepara a vivere la sua prima veglia di preghiera a Dublino, in solidarietà con le comunità europee che pregano per il superamento della violenza e dell’esclusione. Per prepararla, il gruppo ha scelto di usare il materiale messo a disposizione dalla Tenda di Gionata. Una delle difficoltà incontrate riguarda la condivisione di testimonianze personali: molte persone, comprensibilmente, non si sentono ancora libere di parlare pubblicamente. Ma anche questo dice qualcosa del cammino necessario. Una veglia non nasce quando tutto è già risolto; nasce quando qualcuno prepara uno spazio caldo, rispettoso, dove si possa cominciare a pregare insieme.
In Belgio, la diocesi di Liegi propone due incontri in prossimità della giornata contro l’omotransfobia. Il 6 maggio, alle 19:00, all’Espace Prémontrés, si terrà una conferenza dedicata all’accoglienza e all’accompagnamento pastorale delle persone LGBT+. L’8 maggio, alle 19:30, sempre all’Espace Prémontrés, è prevista una conferenza-dibattito con il teologo e sacerdote James Alison sulla questione LGBT nella Chiesa cattolica. Le immagini ricevute indicano il coinvolgimento della diocesi di Liegi, del Service diocésain des Couples et des Familles, della Librairie Siloé e di altre realtà locali.
Sempre in Belgio, a Bruxelles, il 16 maggio, nel contesto della Brussels Pride, è segnalata una celebrazione ecumenica sul tema del Pride. Quest’anno la celebrazione si terrà in una chiesa protestante, in alternanza annuale con una chiesa cattolica del centro di Bruxelles.
Ad Anversa, alla fine di maggio, il festival cattolico “Amen. En nu”, promosso da cattolici fiamminghi e olandesi, ospiterà anche uno spazio di confronto sulla presenza e l’inclusione delle persone LGBT+ nella Chiesa cattolica. Il panel, intitolato “Para todos!”, si inserisce nel più ampio cammino di riflessione sulla sinodalità.
Anche dalla Polonia arriva la notizia di due celebrazioni IDAHOBIT: una a Varsavia il 15 maggio e una a Cracovia il 17 maggio. I dettagli sono ancora da integrare, ma la segnalazione conferma che anche lì il cammino continua.
Queste iniziative sono diverse tra loro: alcune sono veglie di preghiera, altre conferenze, altre celebrazioni ecumeniche o spazi di dialogo. Ma insieme mostrano una cosa importante: in molte parti d’Europa ci sono credenti, gruppi e comunità che non vogliono più lasciare sole le persone LGBT+ e le loro famiglie.
A volte sono grandi eventi, altre volte piccoli inizi in cui non si sa se arriveranno dieci persone o cento. Ma anche una piccola veglia può avere peso, perché rende visibile una promessa: nessuno dovrebbe sentirsi escluso dalla preghiera della Chiesa.
Per approfondire> Info sulle veglie 2026

