In India con suor Prema alla Kinner Day, la giornata dedicata alla comunità transgender
Il 7 gennaio 2026 Rainbow Home of Seven Sisters (RHoSS), realtà attiva nel Nord-Est dell’India, ha organizzato l’Annual Kinner Day, una giornata dedicata alla comunità kinner, donne transgender che spesso vivono ai margini e subiscono rifiuto e disumanizzazione.
A raccontarlo è suor Prema Chowallur, managing trustee e direttrice di RHoSS, che ha voluto creare un’occasione pubblica semplice ma precisa: far incontrare persone, storie e sguardi, e aprire uno spazio in cui questa comunità potesse essere vista e ascoltata per ciò che è, non per lo stigma che le viene incollato addosso.

Secondo sorella Prema, hanno partecipato circa 20 persone kinner, insieme a una quindicina di persone interessate a conoscere meglio la loro realtà e a circa 20 professionisti dei media, presenti per dare visibilità all’iniziativa.
Il punto, spiega, è che nel contesto locale esistono forme di transfobia e omofobia “radicate”, che portano molte persone a considerare le kinner come “non normali”, persino “non umane”. A questo si aggiunge un meccanismo frequente e ingiusto: se una singola persona della comunità finisce coinvolta in un fatto di cronaca, la colpa viene facilmente attribuita all’intero gruppo. La giornata è stata pensata proprio come risposta culturale e civile: ricordare alla società che la comunità kinner non coincide con le caricature che la descrivono, e che molte di queste donne compiono anche azioni positive e riconosciute nel tessuto sociale.
Durante l’evento sono intervenuti ospiti invitati dagli organizzatori: la Chief Guest Mrs Nazma Mukerjee, autrice che ha scritto sui temi dell’intersessualità; le Guests of Honour Mrs Indrani Chakraborty, madre di una donna transgender, che ha condiviso un percorso di fatica e resistenza familiare, e la dottoressa Deepshika Carpenter, impegnata su questioni sociali.
La giornata ha incluso anche momenti artistici con canti, danze e interventi. Suor Prema riferisce reazioni molto incoraggianti: diverse persone hanno definito il programma “unico” e hanno ringraziato chi lo ha reso possibile per l’energia e il coraggio di proporre un’iniziativa di questo tipo in un contesto spesso ostile.

Suor Prema racconta di aver parlato direttamente con i media, insistendo su un messaggio molto concreto: capire prima di giudicare, riconoscere l’umanità delle persone, smettere di trattarle come oggetti da usare e poi respingere. Ha richiamato anche diritti essenziali e spesso negati nella pratica: accesso al lavoro, all’istruzione e alla salute per le persone transgender.
Tra i momenti che le sono rimasti più impressi, cita l’attenzione dei media e la rapidità con cui la notizia si è diffusa tra stampa e social: per lei è un segnale di consapevolezza che si allarga, perché raggiunge persone che altrimenti non avrebbero mai ascoltato una storia diversa da quella dello stereotipo.
Per chi vive fuori dall’India, questa vicenda aiuta anche a capire una dinamica specifica del contesto: la comunità kinner o hijra viene spesso descritta come un gruppo che accoglie persone transgender cacciate dalle famiglie, talvolta in modo improvviso e violento, offrendo protezione e appartenenza dentro relazioni comunitarie guidate da una guru.
Suor Prema ricorda anche la dimensione della sopravvivenza economica: molte persone vivono di lavori precari e stigmatizzati, alcune svolgono ruoli sociali tradizionali, come visitare famiglie per benedizioni legate a nascite o cerimonie. In questo quadro, una giornata pubblica può essere un passo piccolo ma reale: spostare lo sguardo, cambiare parole, aprire alleanze.
Rainbow Home of Seven Sisters, spiega suor Prema, è un organizzazione registrata il 2 giugno 2021 con l’obiettivo di offrire accoglienza a persone transgender e a sopravvissute e sopravvissuti alla tratta, senza discriminazioni di colore, genere, sessualità, casta o religione. Il lavoro quotidiano include accoglienza, bisogni di base e supporto, e quando possibile percorsi di autonomia.
In un contesto in cui spesso la semplice esistenza di una persona transgender viene ridotta a etichetta, l’Annual Kinner Day diventa un gesto pubblico di riconoscimento: rimettere al centro la persona, il volto, la dignità.
Due frasi di suor Prema, condivise come messaggio finale, riassumono bene il senso della giornata: “Qualunque sia il genere, il cuore di ogni persona è pieno di compassione, cura, gioia e pace. È questo che rende l’essere umano diverso dalle altre specie.”
E ancora: “Indipendentemente da genere e sessualità, ogni essere umano ha il diritto di godere di tutti i diritti umani.”

