In Svezia e in Irlanda per la prima volta si veglierà per il superamento dell’omotransbifobia
In Svezia e in Irlanda, alcune comunità cristiane si preparano a vivere per la prima volta una veglia di preghiera per il superamento dell’omotransbifobia, in comunione con tante altre realtà europee.
«Quest’anno, per la prima volta, ci saranno veglie anche in Svezia. A Lund ci sarà una veglia ecumenica il 19 maggio alle 19:30 presso il convento dei Domenicani. A Stoccolma, il 22 maggio alle 19:00, ci sarà una veglia cattolica presso il centro pastorale di Brunnsgränd. Non abbiamo assolutamente idea se qualcuno parteciperà o se ci saranno commenti offensivi, ma siamo già molto grati al sacerdote domenicano e priore del convento che, nonostante i commenti contrari di alcuni suoi confratelli, ci apre la porta».
In queste poche righe sento il peso e la curiosità di un inizio: l’incertezza, la paura, la gratitudine. Prima ancora di sapere quante persone parteciperanno, qualcosa di importante è già accaduto.
Anche dall’Irlanda arriva una testimonianza simile, nata dentro un percorso comunitario più strutturato. Nella parrocchia di Kimmage Manor, a Dublino, un gruppo di parrocchiani legato a We Are Church Ireland ha formato nell’autunno del 2023 un gruppo di solidarietà LGBT+ chiamato Le Chéile, “insieme”. Così raccontano il loro cammino:
«Il nostro obiettivo è essere proattivi nel mostrare aperta accoglienza e inclusione verso i nostri fratelli e sorelle LGBT+. Papa Leone ha detto che gli insegnamenti della Chiesa non cambieranno finché non cambieranno gli atteggiamenti. Noi ci vediamo coinvolti proprio in questo cambiamento degli atteggiamenti: quelli dei cattolici praticanti che non vedono l’ingiustizia degli insegnamenti sull’omosessualità nella nostra Chiesa, e quelli dei nostri fratelli e sorelle LGBT+ che sentono rifiuto ed esclusione dalle comunità di fede».
La loro prima veglia di preghiera a Dublino nasce in solidarietà con le comunità europee che, negli stessi giorni, pregano contro la violenza e l’esclusione. Per prepararla, il gruppo ha scelto di usare il materiale messo a disposizione da La Tenda di Gionata.
Ma anche qui non mancano alcune difficoltà: «Uno degli elementi che abbiamo trovato difficile includere è la condivisione di testimonianze personali, perché molte persone, comprensibilmente, sono molto esitanti a parlare pubblicamente in questo modo».
Non è un fallimento… forse più una misura. Se molte persone non se la sentono ancora di esporsi, significa che il bisogno di spazi sicuri e rispettosi è ancora molto forte.
«Siamo in acque inesplorate, non sappiamo se alla nostra veglia parteciperanno 10 persone o 100. Ma sappiamo che avremo una serata, in uno spazio caldo e accogliente, dove uniremo le nostre preghiere sincere a quelle dei nostri amici europei per la fine della violenza contro i nostri amati fratelli e sorelle in Cristo».
«Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.» (Mt 18, 15-20)
Dieci persone o cento, non cambia il cuore del gesto. Qualcuno ha scelto di esserci. Qualcuno ha scelto di pregare. Qualcuno ha scelto di dire, con discrezione ma senza ambiguità, no all’omotransbifobia, e ha scelto di farlo con la propria Chiesa, nella propria chiesa.
La Svezia che apre per la prima volta, due luoghi di preghiera. L’Irlanda che costruisce, passo dopo passo, una comunità capace di accoglienza. Due testimonianze diverse, unite dalla stessa emozione: la gratitudine inquieta degli inizi. Quella gratitudine che non cancella la paura, ma non le lascia nemmeno l’ultima parola.
Per approfondire> Info sulle veglie 2026

