In/verse. Joy Ladin parla della sua identità trans, di bibbia e poesia
Nel webinar “IN/VERSE su identità trans, giudaismo e poesia“, la poetessa, teologa e pioniera del pensiero queer ebraico Joy Ladin ha raccontato come la propria vita di donna trans ed ebrea abbia trasformato il suo modo di leggere la Bibbia. Non come esercizio accademico, ma come atto di sopravvivenza.
Tutto nasce dal Libro di Giona: la fuga del profeta diventa per lei la metafora della lunga resistenza a essere sé stessa, il desiderio di morire pur di non affrontare la propria verità. Come Giona nel ventre del pesce, Ladin scopre un Dio che non libera dalla sofferenza ma che “preserva nelle profondità”, fino a renderla capace di rinascere. La sua riflessione intreccia racconto, teologia e poesia: chiede se i testi biblici possano ancora parlare a chi vive forme di umanità che la Bibbia non ha previsto, a chi non rientra nei binari del maschile e del femminile.
La risposta è sì, ma solo se leggiamo la Scrittura non come codice di norme, bensì come racconto di trasformazioni. Lì dove Dio chiama Abramo a diventare qualcosa che non è mai stato, o Giona a vivere ciò che teme, si apre anche lo spazio per le vite transgender: vite che cambiano, che imparano ad ascoltare una voce divina che spesso contraddice la saggezza del mondo.
Il discorso attraversa esperienze di solitudine, dissociazione, tentazioni di morte, e mostra come la poesia — insieme alla fede — diventi il luogo dove il linguaggio può ancora contenere il dolore e restituirlo come senso. Scrivere, per Ladin, è una forma di grazia: un modo per restare vivi quando ogni altra parola fallisce. L’ebraismo, da tradizione normativa, si trasforma così in una grammatica del divenire, una lingua che può ancora imparare nuove parole per Dio e per l’umano.
Per leggere e scoprire altri testi di Joy Ladin cliccare su gionata.org/tag/joy-ladin
Video intervista realizzata da Alessandro Previti nell’ambito del Progetto Cornerstone, coordinato da La Tenda di Gionata e co-finanziato dal fondo Otto Per Mille della Chiesa Valdese (OPM/2024/47240). Un’iniziativa che vuol raccogliere testimonianze e riflessioni sull’inclusione delle persone LGBT+ credenti e delle loro famiglie nelle comunità cattoliche ed evangeliche, affinché “La pietra che i costruttori hanno scartato” diventi “testata d’angolo” (Luca 20:17-18). Altre info su https://www.gionata.org/cornerstone/

