Guida alle veglie

Veglie

per il superamento
della omotransbifobia

Materiali per preparare le veglie e i culti di preghiera

Scarica la guida sulle veglie: ITA  ENG  ESP

Scarica la liturgia per le veglie della Commissione Fede, Genere e Sessualità
delle chiese battiste, metodiste e valdesi: ITA  ENG

VEGLIARE IN PREGHIERA è

Una veglia o culto domenicale è un atto di preghiera. È un tempo condiviso di Parola, silenzio e intercessione, in cui una comunità cristiana sceglie di stare davanti a Dio portando gioie e ferite reali, forze e fatiche personali e comunitarie. Vegliare vuol dire essere con le nostre chiese.

VEGLIARE IN PREGHIERA non è

La veglia e un un culto sul tema non è una manifestazione, non è un dibattito, non è una presa di posizione politica.
Proprio perché è preghiera comunitaria, crea uno spazio di cambiamento: affida a Dio ciò che ferisce e chiede alle chiese di essere casa, un luogo sicuro capace di ascolto.

Le veglie o i culti domenicali per il superamento dell’omotransbifobia si svolgono nel mese di maggio; ogni comunità può sceglie liberamente il giorno più adatto per celebrarli.

Quattro pilastri

  • Parola di Dio (letture brevi e scelte)
  • Silenzio reale (spazio per ascoltare)
  • Intercessione (pregare per persone e comunità)
  • Cura ecclesiale (sobrietà, rispetto, protezione)

Quattro regole d’oro

  • Sobrietà: poche parole, precise
  • Nonviolenza: nessuno e nessuna viene umiliata
  • Comunione: “qui puoi pregare senza paura”
  • Tempi chiari: 60 minuti

Evitare

  • Slogan aggressivi 
  • Ironie che feriscono
  • Etichette generiche (“voi siete…”)
  • Nomi e dettagli non necessari 
  • Microfono aperto senza moderazione

Le veglie sono ecumeniche: nate e vissute insieme da comunità cristiane diverse, unite nella preghiera

 «Non temere, perché ti ho riscattato,
ti ho chiamato per nome»
(Isaia 43,1).

Ogni anno un versetto accompagna le veglie

Una commissione ecumenica e interconfessionale propone una prima selezione dei versetti biblici segnalatici, seguita da una votazione online aperta a tutti.
Per il 2026 è stato scelto Isaia 43,1: “Non temere, perché ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome”. Dire “ti ho chiamato per nome” restituisce un riconoscimento personale. Il verbo “riscattare” richiama il go’el, colui che interviene per restituire libertà e dignità. Non nega il dolore, ma afferma che non ha l’ultima parola. Diventa una responsabilità condivisa: chiamarsi per nome e dire, con parole e gesti, “non temere, non sei solo”.

Tutela e protezione

In alcuni Paesi o contesti, organizzare pubblicamente una veglia per il superamento dell’omotransbifobia può esporre le persone a rischi legali, sociali o fisici.
In questi casi è opportuno evitare annunci pubblici, indicazioni precise e qualsiasi dettaglio che renda le persone identificabili.
Proteggere le persone non è una mancanza di coraggio, ma un atto di responsabilità e di cura. Nessuno dovrebbe essere esposto a rischi per poter pregare.


Organizzare una veglia è facile.

Bussate alle porte delle nostre chiese finché non trovate una comunità cristiana che accolga questo momento di preghiera, creare un piccolo gruppo per costruirlo, invitate le persone delle vostre comunità a viverlo con voi.

La veglia nasce e prende forma nelle chiese, dove il Vangelo è ascoltato e condiviso. Coinvolgere una figura ecclesiale di riferimento è parte del cammino, quando possibile l’invito è di viverlo insieme ad altre comunità, perché il contrasto all’omotransbifobia attraversa l’esperienza cristiana nel suo insieme. Quando si bussa alle porte delle nostre comunità per organizzare una veglia evitate le email, è meglio chiedere un incontro di persona, portando una proposta semplice e ascoltando le indicazioni locali. Un eventuale rifiuto non è una sconfitta: spesso nasce da timori o impreparazione. Si ringrazia per l’ascolto, si lascia la porta aperta e si va oltre. Come invita il Vangelo, quando non c’è accoglienza si scuote la polvere dai sandali e si prosegue il cammino (Matteo 10,14; Marco 6,11; Luca 9,5).

 

Il manuale pdf è ancora più ricco

Sì, il manuale in PDF è ancora più completo ed è completamente gratuito, scritto con cura per voi.

Scarica la guida completa ITA ENG ESP e scarica l’allegato speciale per le chiese evangeliche ITA ENG

Sono materiali gratuiti già predisposti per la stampa o la lettura digitale.

Un pastore

ed un luogo

Referente

ed accoglienza

Programma,

testi, musica

Visibilità e

safeguarding

LA VERSIONE PDF È PIÙ RICCA DI CONSIGLI

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LITURGIA CONSIGLIATA (60”)

Domande guida interiori: cosa porto a Dio, dove ho trovato accoglienza, quale ferita va riconosciuta, quale speranza affido alla preghiera.

10′

Accoglienza
e introduzione 

15′

Liturgia
della Parola

15′

Meditazione e
testimonianze

15′

Gesto simbolico
e intercessioni

5′

Invio e
conclusione

Accoglienza e introduzione
Musica di sottofondo, accoglienza discreta e consegna dei testi.
Un referente spiega il senso della veglia: preghiera per il superamento dell’omotransbifobia, tempo di Parola, silenzio e intercessione, attenzione alla dignità di ogni persona. Eventuale richiesta di non fare foto o video. Ingresso nella preghiera. Se previsto, breve saluto del ministro ospitante.

Liturgia della Parola
Una o più letture bibliche con salmo. Un momento di silenzio dopo le letture. Breve invito ad ascoltare la Parola senza difese.

 «Non temere, perché ti ho riscattato,
ti ho chiamato per nome»
(Isaia 43,1).

Il Gesto e la preghiera

Il gesto deve essere semplice. Può consistere nell’accensione di candele in silenzio, nella deposizione di biglietti anonimi con intenzioni di preghiera, nella condivisione di una parola significativa (dignità, ascolto, pace, casa, cura) oppure in un gesto legato all’acqua come memoria battesimale. Il gesto va spiegato brevemente e svolto con sobrietà, perché accompagni la preghiera senza sostituirla.

Meditazione e testimonianze

Questo momento della veglia è pensato come un tempo di ascolto e di attraversamento, scandito in due movimenti simbolici: il buio e la luce. Si inizia con una testimonianza che dà voce al buio dell’omotransfobia. Dopo un breve momento di preghiera o di invocazione, si propone una seconda testimonianza, segno di luce, che mostra gesti concreti di accoglienza delle persone LGBTQ+ e dei loro familiari.

Le testimonianze vanno concordate in anticipo, mantenute entro i 3–4 minuti ciascuna, ed è importante evitare riferimenti diretti a persone o comunità facilmente riconoscibili, per tutelare la riservatezza di tutti.

Dal buio

La prima parte dà spazio a testimonianze di esperienze di omofobia e rifiuto. È il tempo del buio, in cui ciò che ferisce viene nominato senza provocazioni e senza esposizioni inutili. Lo scopo non è denunciare qualcuno, ma permettere che il dolore emerga e venga portato davanti a Dio e alla comunità.

Alla luce

La seconda parte apre alla luce. Qui trovano spazio racconti di relazioni che hanno attraversato il conflitto e il cambiamento, in particolare esperienze di genitori e figli e figlie, o di legami familiari e comunitari che hanno trovato nuove forme di ascolto e accoglienza. Non si tratta di storie “a lieto fine”, ma di cammini reali che mostrano come sia possibile superare la solitudine e ricostruire fiducia.

“Dio fedele, che ascolti il grido dei tuoi figli e delle tue figlie, stasera veniamo a te con ciò che è fragile e reale: ferite, paure, silenzi, desiderio di casa. Donaci uno sguardo pulito, una parola sobria, un cuore capace di cura. Fa’ che questa veglia sia un luogo di comunione e di pace, e che la nostre chiese siano casa per tutti. Amen.”

“Signore Gesù, tu non hai avuto paura delle persone ferite. Insegnaci a vegliare con te: ascoltare, non giudicare, custodire, non ferire. Resta con noi. Amen.”

“Signore, quando abbiamo taciuto davanti a parole che ferivano, abbi pietà di noi. Cristo, quando abbiamo preferito la comodità all’ascolto, abbi pietà di noi. Signore, quando abbiamo confuso la verità con la durezza, abbi pietà di noi.”


Per le persone che hanno subito violenza o esclusione a causa del loro orientamento o identità, perché trovino protezione, giustizia e pace, preghiamo.

Per le famiglie che vivono incomprensioni e paura, perché imparino un amore che ascolta e non umilia, preghiamo.

Per le comunità cristiane, perché sappiano essere luoghi sicuri, dove nessuno deve nascondersi per pregare, preghiamo.

Per chi ha responsabilità pastorali, perché abbia sapienza, parole sobrie e coraggio di cura, preghiamo.

Per chi è tentato dal disprezzo o dalla violenza, perché cambi strada e impari la dignità dell’altro, preghiamo.

Per chi si sente lontano dalla fede perché ferito da esperienze ecclesiali, perché incontri mani tese e non muri, preghiamo.

Per i giovani, perché crescano in una cultura del rispetto e della nonviolenza, preghiamo.

Per noi qui riuniti, perché ciò che preghiamo diventi stile di vita e responsabilità quotidiana, preghiamo.

Preghiera per la pace delle comunità: “Spirito Santo, rendi la nostre chiese capaci di ascolto. Dove c’è paura, dona fiducia; dove c’è rigidità, dona sapienza; dove c’è ferita, dona cura; dove c’è rabbia, dona nonviolenza. Fa’ che nessuno si senta estraneo nella casa della preghiera. Amen.”
Preghiera conclusiva: “Dio della vita, ti affidiamo le persone ferite e chi si sente solo. Ti affidiamo le famiglie e le comunità. Donaci la grazia di parole giuste e di gesti concreti, perché la nostra fede non diventi un peso ma una casa. Benedici il nostro cammino e rendici strumenti di pace. Amen.”

Preghiere dei presenti: All’ingresso viene consegnato un foglietto su cui, liberamente, si può scrivere una preghiera da deporre anonimamente in un contenitore.  Durante la veglia se ne leggono alcune, scelte con discrezione. Se una preghiera contiene dati anagrafici precisi, evitate di leggerli.

Canto finale e benedizione (5 minuti): Canto semplice, poi benedizione o preghiera conclusiva. Invio possibile (una frase): “Portiamo fuori da qui ciò che abbiamo pregato: parole sobrie, gesti di rispetto, cura delle persone.

Le veglie sono un cammino comune

Le veglie nascono e crescono come cammino condiviso, non come iniziative isolate. Per questo è importante segnalare ogni veglia attraverso il Google Form dedicato: serve a rendere visibile la rete, aggiornare la mappa, coordinare le date e offrire supporto alle comunità.

Raccontaci della tua veglia


Se state organizzando una veglia o ne avete già celebrata una, segnalatecelo. Raccogliere queste informazioni permette di dare visibilità alle veglie, rafforzare la rete tra comunità e sostenere chi, in contesti diversi, sceglie di pregare e camminare contro l’omotransbifobia.

WWW.GIONATA.ORG/INVEGLIA/FORM

La mailing list è il canale informativo principale per ricevere news in inglese. 

Per iscriversi basta scrivere a progetti@gionata.org con oggetto “iscrizione mailing list”.

Un gruppo Telegram è disponibile per conoscersi, rimanere aggiornati.

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Pronti a vegliare

Vegliare è
restare davanti a Dio
con le nostre ferite
e la nostra speranza,
con le nostre chiese.

Nella notte, non al buio,
vegliamo insieme,
lievito di pace e di speranza.

Le veglie sono preghiera.
ascolto, silenzio, cura,
pellegrinaggio.

2008. «Io ho un sogno» (dal discorso di Martin Luther King Jr., Washington, 28 agosto 1963)

2009. «Chi ha paura non è perfetto nell’amore» (Prima lettera di Giovanni 4,18)

2010. «Chi ci separerà dall’amore di Cristo?» (Lettera ai Romani 8,35)

2011. «Dio mi ha insegnato a non chiamare profano o impuro alcun uomo» (Atti degli Apostoli 10,28)

2012. «Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre» (Prima lettera di Giovanni 2,9)

2013. «Nell’amore non c’è timore!» (Prima lettera di Giovanni 4,18)

2014. «Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo ha accolto voi» (Lettera ai Romani 15,7)

2015. «Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere» (Salmo 139,14)

2016. «Amatevi come io vi ho amato» (Vangelo di Giovanni 13,35)

2017. «Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite» (Lettera ai Romani 12,14)

2018. «Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Vangelo di Giovanni 8,32)

2019. «Non temere perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni, sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno e io ti amo» (Isaia 43,1.4)

2020. «Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù» (Lettera ai Galati 3,28)

2021. «Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati» (Vangelo di Giovanni 15,12)

2022. «Dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà» (Seconda lettera ai Corinzi 3,17)

2023. «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato» (Vangelo di Matteo 10,40)

2024. «Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore, tuo Dio, cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà» (Deuteronomio 31,6)

2025. «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone» (Atti degli Apostoli 10,34–35)

2026. «Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome» (Isaia 43,1)

17 maggio 2022> Veglia di preghiera per il superamento dell’omotransfobia nella parrocchia del Carmine di MONTESILVANO (Pescara) organizzata da SIAMO TUTTI “PEZZI” UNICI, gruppo di genitori credenti con figli Lgbt+ di Abruzzo-Marche, con l’Arcidiocesi di Pescara-Penne.

17 maggio 2020> Veglia ecumenica di preghiera on line per la celebrazione delle diversità organizzata da Progetto Ruah, in collaborazione con le chiese evangeliche Luterana e Valdese-Metodista

14 maggio 2020>  Veglia on line di preghiera contro l’omofobia del gruppo di cristiani LGBT Emmanuele di Padova e La Parola di Vicenza guidata da don Dario Vivian

17 maggio 2020> Vegliamo insieme contro l’omotransfobia nella Chiesa Parafia Ewangelicko-Augsburska św. Marcina w Krakowie (chiesa Evangelico-Asburgica di San Martino) di Cracovia (Polonia)

2020> Testi delle veglie di: Bologna , Parma , Trieste (PDF)

2018 > Testi delle veglie di: BolognaPadovaFirenzeMadrid (Espana)TriesteParma (PDF)

Testi dei culti domenicali: Roma (PDF)

2017 > Testi delle veglie di: FirenzeParma,  TriesteSiviglia (Espana) (PDF)

Gallery foto di: ParmaMilanoReggio EmiliaSiviglia (Spagna), Trieste

2016 > Testi delle veglie di: BolognaFirenzeParma (PDF)

Gallery foto di: CataniaFirenzeMilano,  Siviglia (Spagna) 

2015 >  Testi delle veglie di: FirenzePadova

2014 > Testi delle veglie di: FirenzeMilano , Padova (PDF)

2013 > Testi delle veglie di: FirenzePadova (PDF)

2012 > Testi delle veglie di: Cremona,  FirenzeMilano , Padova,  Rimini (PDF)

2011 > Testi delle veglie di: FirenzePalermoPadovaParmaRimini (PDF)

Testo dei culti domenicali: Palermo (PDF)

.2010 > Testi veglie di: FirenzeMilanoPadovaPalermoRimini (PDF)

Testi culti domenicali di: Roma (file Pdf)

I testi delle veglie estere: Oracion comunitaria dell’Asociación Crismhom di Madrid – Spagna (file Pdf)

2009 > Testi delle delle veglie di:FirenzeMilanoPadovaPalermoPinerolo(file Pdf)

Testi dei culti domenicali: Roma, Rimini (file Pdf)

2008 > Testi delle liturgie delle veglie di:AostaBolognaCremonaFirenzeMilanoPadovaPineroloRiminiRoma (file PDF)

2007 > I testi delle liturgie delle veglie di: Firenze , RiminiRoma , MilanoTrento (PDF)

  • Si può organizzare davvero una Veglia per il superamento dell’Omotransbifobia in una chiesa “normale”? Sì, serve l’ospitalità di una comunità e l’accordo con chi la guida (prete, pastore\pastora o referente). 

Provate a bussare anche a comunità di altre confessioni (valdese, metodista, battista, evangelica) o a gruppi ecumenici locali. Se non si trova un luogo, si può fare una veglia da remoto o una veglia piccola e sobria guidata da laici, in due o tre persone, ricordando: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20).

  • Devo essere un esperto\a? La veglia non richiede competenze, richiede cura.

  • Simboli, bandiere, cartelli? Solo se aiutano la preghiera. Ciò che distrae si evita. 

  • E la politica? La veglia non è una conferenza né un dibattito. È un tempo di preghiera per la nonviolenza.

  • Il parroco (o il pastore\a) ha dei dubbi: come rassicurarlo? Ascoltate cosa lo preoccupa davvero. Rassicuratelo e proponete di costruire la veglia insieme.

  • Serve il permesso del vescovo o di un livello “superiore”? Partite dalla relazione locale; se chi ospita ritiene opportuno informare, lo farà.

  • Deve essere grande? No. Anche una veglia piccola è preziosa.

  • E se viene qualcuno ostile? È raro. Se non è aggressivo, invitatelo a pregare con voi o ad andar via. Se è aggressivo, chiedete supporto alle autorità.

  • E se sui social arrivano insulti o provocazioni? Evitate discussioni, bloccate e segnalate se necessario. Se serve una posizione pubblica, basta una frase: “In questa pagina non sono tollerati insulti.

  • Quanto costa? Una veglia può essere organizzata senza alcun costo economico. Può basarsi su ciò che è già disponibile: uno spazio offerto da una comunità e tempo donato gratuitamente. La comunicazione può avvenire tramite email e social media.

  • Quanto tempo serve per organizzarla? Il passo principale è trovare una comunità e un responsabile disponibili ad accogliere la veglia, è bene iniziare per tempo. Una volta confermato il luogo e condiviso lo svolgimento, la preparazione è semplice. Come indicazione generale, circa tre settimane sono sufficienti.

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