Isabella e Glenda, la forza di una coppia di mamme che hanno cambiato la legge
Dialogo di Katya Parente con Isabella Passaglia e Glenda Giovannardi
Una vittoria di civiltà. Una vittoria d’amore. Credo che si possa commentare così la sentenza (68/2025) della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il divieto per le coppie di donne omosessuali di riconoscere entrambe come genitori del figlio nato in Italia tramite procreazione assistita.
Protagoniste di questo avvenimento storico Isabella Passaglia e Glenda Giovannardi che con la loro tenacia hanno rivoluzionato la giurisprudenza italiana.
Che effetto vi fa essere le protagoniste di questa sentenza storica?
Sicuramente è un’emozione unica. Siamo felicissime del fatto che i nostri bambini, così come tanti altri bimbi che si trovavano nella loro stessa situazione, abbiano finalmente ottenuto il riconoscimento dei propri diritti.
Non è fondamentale che sia arrivato alla Corte Costituzionale, ma il risultato ottenuto. Poi è innegabile che il fatto che sia stata la nostra famiglia a portare ad una decisione così importante, è motivo di grande felicità.
E i padri gay? Non è possibile che il legislatore estenda anche a loro il portato di questa sentenza – in fondo, anche nel loro caso si tratterebbe di un genitore biologico e di uno d'”elezione”?
In questo caso, la pronuncia riguarda le coppie di donne lesbiche che hanno effettuato la PMA in un Paese in cui è lecita. In ogni caso, la portata e l’applicazione ai casi concreti della sentenza è già al vaglio di Rete Lenford. Esprimiamo solidarietà e vicinanza nei confronti di tutti i padri gay.
In Italia l’iter per per i diritti civili delle coppie omosessuali sta andando avanti, seppure a rilento. Cosa ne pensate? Quali gap ci sono ancora da colmare?
Purtroppo la strada è ancora lunga. Dobbiamo continuare a lottare, uniti, per ottenere il riconoscimento dei diritti civili. Step by step. Questa pronuncia è un grande passo in avanti; da alcuni è ritenuta ‘storica’ ed in effetti lo è. Adesso è il momento di continuare su questa strada.
Una curiosità. I vostri bimbi hanno il doppio cognome?
Sì.
Quella di Isabella e Glenda è una storia a lieto fine. Di più. Una pietra militare nella giurisprudenza del nostro Paese. Ma è una vittoria a metà – purtroppo.
Bisogna comunque gioire, e continuare a lottare, perché anche i padri gay vedano riconosciuto il proprio diritto alla genitorialità. Per loro, ma soprattutto per i loro figli.

