John McNeill. Un pioniere della teologia cattolica che si è interrogato sull’omosessualità
Articolo di Lynnzee Corrine pubblicato su New Ways Ministry (Stati Uniti) il 23 ottobre 2025. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
L’Università Fordham di New York ha recentemente celebrato la vita e l’eredità del teologo cattolico queer John McNeill, considerato uno dei pionieri della teologia gay, con la proiezione del film Taking a Chance on God, un documentario che racconta la sua vita e il suo impegno a favore delle persone LGBTQ+ all’interno della Chiesa cattolica. La notizia è stata riportata dal Fordham Observer.
Dopo la proiezione si è svolta una tavola rotonda che ha visto la partecipazione del regista Brendan Fay, della teologa femminista Mary Hunt, del docente Jason Steidl-Jack del St. Joseph’s College e del gesuita padre Bryan Massingale, professore alla Fordham.
Tutti e tre sono cattolici dichiaratamente gay o lesbiche. Il dibattito è stato moderato dal professore di teologia Michael Lee, direttore del Curran Center for American Catholic Studies della Fordham University.
Nato nel 1925 e scomparso nel 2015, McNeill fu fatto prigioniero durante la Seconda guerra mondiale, esperienza che lo spinse a entrare nell’ordine dei Gesuiti.
Ordinato sacerdote alla Fordham nel 1959, si dedicò poi alla teologia e pubblicò tre articoli sulla rivista cattolica Homiletic and Pastoral Review, in cui mise in discussione la dottrina cristiana sull’omosessualità e descrisse le relazioni tra persone dello stesso sesso come “sante e portatrici di vita”.
Questi tre scritti confluirono nel suo libro del 1976 The Church and the Homosexual (La Chiesa e l’omosessuale), il primo volume organico che contestava l’opposizione cattolica alle relazioni tra persone dello stesso sesso.
Padre Massingale ha raccontato che, quando era seminarista e non aveva ancora fatto coming out, la scoperta di quel libro fu per lui “un’esperienza che cambiò la vita”. Mary Hunt, presente nel documentario, ha aggiunto che molti attivisti cattolici queer non avrebbero mai intrapreso il proprio lavoro se non fosse stato per McNeill e il suo esempio.
Il libro ottenne inizialmente l’approvazione del Superiore generale dei Gesuiti a Roma, ma l’autorizzazione fu poi revocata. Sotto la pressione del Vaticano, i Gesuiti gli proibirono di parlare pubblicamente di tematiche gay e lesbiche.
McNeill accettò il silenzio per dieci anni, ma nel 1986 decise di rompere il divieto dopo la pubblicazione del documento della Congregazione per la Dottrina della Fede che per la prima volta definiva l’orientamento omosessuale come un “disordine oggettivo”.
Scrisse allora al suo superiore per comunicargli che non poteva più tacere, e fu espulso dall’ordine. Per il resto della sua vita dovette affrontare lo stigma della sua comunità religiosa, ma non smise mai di difendere i cattolici queer.
Durante il dibattito alla Fordham, Mary Hunt ha ricordato che il trattamento riservato a McNeill “non era un’eccezione, ma la norma allora, e purtroppo lo è ancora oggi. La dottrina non è cambiata di una virgola, e la prassi, per la maggior parte delle persone, non è cambiata”.
I relatori hanno discusso anche della rilevanza attuale della sua eredità in un tempo in cui alcuni governi cercano di vietare le cure di affermazione di genere per i giovani trans.
Jason Steidl-Jack ha denunciato che, negli ultimi dieci anni, il Vaticano ha emesso dichiarazioni e preso decisioni che “disumanizzano le persone transgender”, alimentando un movimento anti-trans nella Chiesa che è “particolarmente dannoso”.
Padre Massingale ha concordato, affermando che la leadership della Chiesa resta resistente al cambiamento: “Viviamo in un paese dominato da un’ideologia di nazionalismo cristiano bianco, che non è solo anti-nera o anti-immigrati, ma anche profondamente anti-LGBTQ+.
E sappiamo che i nostri leader ecclesiali — almeno nella Chiesa cattolica — non sono disposti a sfidare chi diffonde quell’ideologia, purché possa presentarsi come pro-life, pro-ruoli tradizionali di genere e anti-trans”.
Rispondendo a una domanda del pubblico su come i giovani cattolici queer dovrebbero reagire alla crescita del conservatorismo negli spazi cattolici statunitensi, Massingale ha invitato a “creare la Chiesa di cui abbiamo bisogno”, spiegando che a volte questo può avvenire restando dentro la Chiesa, ma altre volte “è necessario allontanarsene e poi, forse, tornare”.
Brendan Fay e Jason Steidl-Jack, invece, hanno insistito sull’importanza di restare: secondo loro, i giovani queer che desiderano riformare la teologia cattolica dall’interno sono essenziali per ogni cambiamento positivo.
Nonostante la sua espulsione dall’ordine dei Gesuiti, Massingale ha osservato che “tra tutte le istituzioni gesuite, la Fordham è la più aperta e accogliente” e che oggi si trova “in prima linea in questo movimento”.
John McNeill è stato un vero pioniere del movimento cattolico LGBTQ+. Le sue sofferenze e la sua perseveranza rispecchiano la realtà vissuta da tante persone LGBTQ+ cattoliche. (…)
Testo originale: Gay Theology Pioneer Is Remembered at Fordham University

