La Caritas di Firenze lancia un progetto per sostenere le persone LGBTQ+ e i loro familiari in difficoltà
Articolo di Elisa Belotti*, pubblicato sul sito cattolico New Ways Ministry (Stati Uniti), il 30 giugno 2026. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
La Caritas di Firenze, espressione territoriale della Caritas italiana, l’organismo ufficiale della Chiesa cattolica impegnato nella solidarietà e nella promozione umana, ha avviato quello che sembra essere il primo progetto strutturato in Italia dedicato in modo specifico ai giovani adulti LGBT+ e alle loro famiglie.
L’iniziativa, chiamata Progetto Andrea, comprende un servizio di accoglienza abitativa temporanea, sostegno psicologico, accompagnamento per i genitori, una linea telefonica di ascolto, percorsi formativi e attività di sensibilizzazione sul territorio. Il progetto è finanziato attraverso i fondi dell’8×1000 destinati alla Chiesa cattolica.
Per il sito statunitense Bondings 2.0, Elisa Belotti ha intervistato don Andrea Bigalli, coordinatore dell’iniziativa, parroco e teologo. Don Bigalli è anche impegnato nel percorso di pastorale dell’inclusione dell’Arcidiocesi di Firenze e che accompagna il gruppo Kairos Firenze, una comunità di cristiani LGBT+.
Il Progetto Andrea non è nato da una riflessione teorica, ma dall’incontro concreto con una persona in difficoltà. Alcuni membri di Kairos avevano infatti chiesto aiuto per una donna transgender che stava vivendo una situazione molto complessa, segnata da problemi di salute, lavoro e alloggio. Dopo aver cercato diverse soluzioni, il gruppo si è rivolto ai responsabili della diocesi.
L’arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, ha accolto con disponibilità questa richiesta e ha chiesto alla Caritas diocesana se fosse possibile mettere a disposizione una sistemazione abitativa.
Proprio durante quei colloqui è emerso che non esisteva alcun servizio specifico capace di rispondere ai bisogni delle persone transgender e dei giovani adulti LGBT+ che vivono il rifiuto familiare, la perdita della casa o altre situazioni di grave vulnerabilità. Da questa consapevolezza è nato il Progetto Andrea.
L’iniziativa è stata costruita grazie alla collaborazione tra la Caritas diocesana, Kairos Firenze e Arcigay Altre sponde di Firenze, una delle principali associazioni italiane per i diritti delle persone LGBT+. L’Arcigay di Firenze, che da anni gestisce a Firenze una casa di accoglienza per giovani persone transgender, ha messo a disposizione la propria esperienza e ha contribuito alla formazione degli operatori. Il sostegno psicologico professionale rappresenta inoltre uno degli elementi fondamentali del progetto.
Il cuore dell’iniziativa è Casa Andrea, una struttura di accoglienza temporanea destinata a giovani persone trangender tra i 18 e i 35 anni che hanno bisogno di un luogo sicuro in cui vivere. Gli ospiti possono rimanervi da pochi giorni fino a diciotto mesi, ricevendo un accompagnamento personalizzato per ritrovare autonomia e stabilità.
Al momento Casa Andrea dispone di pochi posti ed è rivolta soprattutto alle persone che vivono nell’area fiorentina. I promotori sperano però che, se il progetto darà i risultati attesi, possa diventare un modello da proporre anche ad altre Caritas diocesane in tutta Italia.
Secondo don Andrea Bigalli, questo progetto rappresenta un passaggio importante dalle parole ai fatti:
«Questa è la prima iniziativa di questo genere all’interno della Caritas italiana. È importante perché la Chiesa non si limita più a delineare prospettive di accoglienza e reciprocità con il mondo LGBT+ sul piano ideale, spirituale o pastorale, ma trasforma tutto questo in un’iniziativa concreta, soprattutto a favore delle persone che oggi vivono le situazioni di maggiore difficoltà.»
Don Bigalli descrive così l’atteggiamento pastorale con cui avvicinarsi alle persone transgender:
«Il mondo delle persone transgender va incontrato con un rispetto profondo. È un mondo spesso segnato dal rifiuto collettivo, personale e familiare. È giusto che la Chiesa si impegni anche su questo fronte, per rimanere radicalmente fedele al Vangelo, che non ci chiede di definire la persona che abbiamo davanti né di subordinare il nostro aiuto a ciò che riusciamo a comprendere.
Ci chiede piuttosto di arrivare alla comprensione attraverso l’aiuto che possiamo offrire, attraverso quel rispetto fondamentale che Dio manifesta in Gesù Cristo verso ogni essere vivente.»
Per il sacerdote è significativo anche il lavoro svolto insieme a una realtà laica:
«È importante anche che tutto questo sia stato realizzato insieme ad associazioni di cultura laica, alcune delle quali in passato sono state anche critiche nei confronti del mondo cattolico, come Arcigay. Diventa ancora più significativo quando si costruiscono collaborazioni positive tra realtà che, pur partendo da prospettive diverse, mettono al centro la cura delle persone.»
Resta da vedere se il Progetto Andrea rimarrà un’esperienza locale o diventerà un modello per altre diocesi italiane. Già oggi, però, rappresenta un passaggio importante: trasforma anni di riflessioni sull’inclusione delle persone LGBT+ nella Chiesa in un’azione concreta a favore di chi vive le situazioni di maggiore fragilità.
*Elisa Belotti è giornalista e collaboratrice di New Ways Ministry, dove si occupa di raccontare le esperienze delle persone LGBT+ nelle Chiese cristiane, con particolare attenzione al contesto cattolico e italiano.
Testo originale: Italian Caritas Launches Its First Project for LGBTQ+ Young Adults

