La chiesa cattolica tedesca invita a riconoscere la diversità degli orientamenti sessuali anche nelle scuole cattoliche
Articolo di Christoph Brüwer* pubblicato sul sito cattolico katholisch.de (Germania) il 18 novembre 2025, Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata
Il documento “Creati, redenti e amati. Visibilità e riconoscimento della diversità delle identità sessuali nella scuola” (“Geschaffen, erlöst und geliebt. Sichtbarkeit und Anerkennung der Vielfalt sexueller Identitäten in der Schule”) della Commissione scolastica della Conferenza episcopale tedesca ha suscitato dibattiti e critiche. In qualità di dirigente scolastico e insegnante di religione, Johannes Stollhof accoglie positivamente il testo – ed esprime desideri per il futuro in un’intervista con katholisch.de.
Nel documento i vescovi invitano a riconoscere la diversità degli orientamenti sessuali anche nelle scuole e parlano dell’importanza di un approccio aperto e rispettoso.
Tuttavia questo documento ha anche suscitato forti critiche. Recentemente il vescovo di Passavia Stefan Oster, il vescovo di Ratisbona Rudolf Voderholzer e il cardinale di Colonia Rainer Maria Woelki si sono dissociati dal contenuto del documento.
Johannes Stollhof è un teologo con dottorato, insegnante di religione e dirigente scolastico del Franziskus Gymnasium di Mutlangen (distretto dell’Ostalb). In un’intervista con katholisch.de parla del perché non vuole rinunciare al testo.
Se dovesse indicare un punto del documento dei vescovi che le è particolarmente importante – quale sarebbe?
La formulazione secondo cui le scuole cattoliche sono “segno e strumento” della “visibilità e riconoscimento” di ogni persona mi ha colpito particolarmente. Perché in essa si rende evidente per cosa esistiamo come scuole cattoliche e in quale orizzonte ci troviamo. E c’è un’altra formulazione in cui riconosco l’identità della nostra scuola.
Quale?
La scuola deve accompagnare bambini e giovani nelle domande dell’essere: Chi sono? Chi voglio essere? Qual è il mio posto nella società?
Le linee guida dei vescovi sono utili per lei nella pratica o avrebbe potuto farne a meno?
No, non avrei voluto farne a meno. So che è stata una lotta approvare questo documento e che non ha trovato il consenso di tutti i vescovi. Per questo sono grato a tutti coloro che si sono battuti per questo, e sono grato per questo testo.
Perché?
Come presumibilmente molte scuole, anche noi ci troviamo attualmente di fronte alla domanda su come accompagnare bambini e giovani queer o transidenti. L’ho vissuto in modo molto concreto l’anno scorso in un caso. Come scuola cattolica francescana ci troviamo forse in una tensione ancora maggiore rispetto alle scuole pubbliche, perché da un lato ci si aspetta che sosteniamo il Magistero e dall’altro abbiamo un’esigenza pedagogica su come vogliamo accompagnare bambini e giovani.
In che modo questo testo può aiutarvi in questo?
Abbiamo fatto molto esattamente come viene stabilito ora dal documento. Ma in un caso del tipo, ovviamente fa bene poter dire: Non ce lo siamo inventati da soli, ma questa è la posizione attuale per le scuole cattoliche.
Se vuole, è l’argomento di autorità, che in alcuni dibattiti aiuta certamente – ad esempio, quando mi si rimprovera che non rappresenteremmo più l’insegnamento della Chiesa e non saremmo più una scuola cattolica. In tal caso avrei voluto dire: Le mando volentieri un documento episcopale, con cui può confrontarsi.
Tuttavia, il documento della Commissione scolastica ha generato delle controverse all’interno della Conferenza episcopale e anche all’interno della Chiesa nel suo complesso. Può comprendere le critiche al testo?
Come teologo so da dove provengono queste critiche. Ciononostante, sono contento che la Commissione scolastica abbia scelto questa strada. Abbiamo semplicemente bambini e giovani che si trovano in queste situazioni di decisione e se io, come scuola cattolica, ho l’ambizione di accompagnare i giovani nella ricerca della loro identità e nello sviluppo della loro personalità, allora non posso fare a meno di farlo nel modo in cui viene formulato qui. Sono contento che nella teologia tedesca, complessivamente, abbiamo un posizionamento più liberale. E spero che l’accaduto reale nelle nostre scuole porti a tirare fuori un vescovo o l’altro dalla sua critica e a mostrargli che accompagnare i giovani queer è nostro compito.
Quali sfide pratiche si trova ad affrontare in questo campo come dirigente scolastico?
Si tratta, ad esempio, di misure strutturali, come la realizzazione di servizi igienici, della questione della partecipazione alle lezioni di educazione fisica, dell’appartenenza al gruppo durante le gite scolastiche. E ci sono anche scuole cattoliche che lavorano separando i generi. Lì queste domande si pongono in modo ancora più accentuato. Per gli insegnanti si tratta inoltre di creare spazi privi di discriminazione, in modo che si possa parlare anche delle insicurezze quando, dopo un coming out, un compagno di classe è improvvisamente diventato una compagna di classe.
Quale sostegno desidererebbe da parte della Chiesa?
Comprendo molte posizioni magisteriali e posso ricostruirne la genesi storica. Dal mio punto di vista, però, è importante che non sviluppiamo la dottrina a prescindere dalla realtà della vita delle persone. Gesù è andato dagli emarginati ai margini della società, anche Papa Francesco ci ha ripetutamente esortati ad andare verso le periferie. Questo è anche il luogo in cui le persone queer si trovano ancora nella nostra società.
Mi risulta difficile, a causa di una morale sessuale antiquata, non stare al fianco delle persone. In questa persona incontriamo Dio – anche se per alcuni forse è una pretesa.
Non dobbiamo buttare a mare ogni posizione magisteriale, ma dobbiamo – specialmente nel contesto educativo – essere in grado di accompagnare le persone.
*Christoph Brüwer è un giornalista tedesco specializzato in tematiche ecclesiastiche e religiose.
Testo originale: Papier der Schulkommission der Bischofskonferenz sorgte für Kritik. Schulleiter: Bin dankbar für DBK-Leitlinien zur Vielfalt an Schulen

