La commissione vaticana, per ora, dice “no” al diaconato femminile
Articolo di Nicole Winfield e Associated Press, pubblicato su Crux Now (Stati Uniti) il 4 dicembre 2025. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
Una seconda commissione di studio vaticana ha stabilito che le donne non devono essere ordinate come diacone, infliggendo un nuovo colpo alle donne cattoliche che speravano un giorno di poter presiedere matrimoni, battesimi e funerali.
Giovedì il Vaticano ha compiuto un gesto poco abituale pubblicando una sintesi delle conclusioni della commissione, inclusi i voti dei membri su specifiche questioni teologiche. Il rapporto lascia aperta la possibilità di ulteriori approfondimenti, ma propone, al posto del diaconato, la creazione di nuovi ministeri laicali destinati alle donne.
I diaconi sono ministri ordinati che svolgono molte funzioni simili a quelle dei sacerdoti: possono presiedere matrimoni, battesimi e funerali, e possono predicare. Non possono celebrare la Messa.
Per i seminaristi maschi, il diaconato è un passaggio obbligato verso l’ordinazione sacerdotale. Anche uomini sposati possono essere ordinati come diaconi permanenti. Le donne no, anche se gli storici ricordano che nella chiesa cristiana delle origini esistevano donne diacone.
Nel 2016 Papa Francesco aveva istituito una prima commissione di studio sul tema, su richiesta dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali. Poiché quella commissione non era arrivata a un consenso, nel 2020 Francesco ne ha creata una seconda, presieduta dal cardinale Giuseppe Petrocchi, che ha pubblicato il nuovo rapporto.
Petrocchi conclude che oggi esistono due scuole teologiche inconciliabili sulla questione: una favorevole al diaconato femminile, l’altra contraria. Per questo, spiega, il Vaticano deve adottare un atteggiamento prudente.
Alla luce di tale impasse, lo stato attuale della ricerca «esclude la possibilità di muoversi nella direzione di ammettere le donne al diaconato inteso come grado del sacramento dell’Ordine», si legge nel rapporto. Tuttavia la commissione non chiude definitivamente la porta: sostiene infatti che non è ancora possibile formulare un «giudizio definitivo».
Molte donne cattoliche chiedono un riconoscimento ministeriale
Le donne svolgono buona parte del lavoro della chiesa cattolica in scuole e ospedali e sono solitamente le prime a trasmettere la fede alle nuove generazioni. Da lungo tempo però denunciano di essere trattate come fedeli di “seconda classe” in un’istituzione che riserva il sacerdozio agli uomini. Per questo hanno chiesto ruoli più ampi sia nelle responsabilità decisionali sia nei ministeri.
Chi sostiene l’ampliamento del diaconato alle donne ritiene che ciò darebbe loro un ruolo più incisivo nel ministero e nel governo della chiesa cattolica, oltre ad aiutare a fronteggiare la carenza di sacerdoti in varie regioni del mondo, permettendo alle donne di svolgere alcune funzioni oggi affidate ai preti.
Gli oppositori temono invece che ordinare donne al diaconato aprirebbe la strada all’ordinazione sacerdotale femminile, cosa che la chiesa cattolica non considera possibile perché, come sostiene, Gesù scelse solo uomini tra i Dodici apostoli.
Finora Francesco aveva lasciato spazio al dibattito senza prendere decisioni definitive. Il tema era stato trattato nel Sinodo per l’Amazzonia del 2019 e, ancora, nel processo del grande Sinodo sulla sinodalità, che nel 2024 aveva chiesto di mantenere la questione aperta.
Ma un gruppo speciale di studio sui diaconi donne all’interno del Sinodo ha consegnato le proprie ricerche alla commissione Petrocchi, di fatto concludendo il proprio lavoro. Petrocchi ha osservato che la questione riguarda solo «pochi Paesi», e che erano pervenute appena ventidue proposte: un numero ritenuto troppo esiguo per rappresentare la chiesa cattolica globale.
Papa Leone XIV appare non impegnato sul tema
Papa Leone XIV ha chiesto la pubblicazione della sintesi, e questo potrebbe suggerire che per lui la questione sia ora conclusa.
Il cardinale Robert Prevost aveva già affermato che le donne non possono essere ordinate sacerdoti e si era mostrato non committale riguardo alla possibilità che potessero diventare diacone.
Durante una conferenza stampa del 2023, Prevost aveva riconosciuto che Francesco aveva istituito due commissioni di studio, ma aveva avvertito che trasformare le donne in membri del clero «non necessariamente risolve un problema, potrebbe crearne di nuovi».
Phyllis Zagano, ricercatrice alla Hofstra University di New York e già membro della commissione del 2016, ha criticato duramente il documento pubblicato giovedì. Secondo lei, «fa di tutto per presentare il tema sotto una luce negativa», sostenendo che «poiché alle donne è preclusa l’ordinazione sacerdotale, non possono essere ordinate diacone».
«Il lungo rapporto non presenta né prove né un argomento teologico, ma solo l’opinione che servano ulteriori studi. In breve, non possono dire “no”, ma non vogliono dire “sì”», ha dichiarato.
Testo originale: “Vatican commission says ‘No’ to making women deacons”

