La mia omosessualità è un dono di Dio
Testo di Toni Pramstaller, pubblicato su Salto.bz (Alto Adige, Italia) il 9 luglio 2025.
Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
Ai custodi della fede, là a Roma.
Forse per voi l’omosessualità è un disordine oggettivo,
una questione morale da guardare con sospetto,
un argomento su cui la scienza umana non vi interessa,
e nel Catechismus (Catechismo) nessuna parola è cambiata,
nemmeno un soffio, nemmeno un accento.
Eppure dite di essere generosi con noi, cristiani omosessuali,
ma subito — nello stesso respiro — ci chiedete astinenza,
pretendete che la nostra intimità resti muta, invisibile,
che l’amore tra due uomini, tra due donne,
non abbia lo stesso valore dell’amore che voi benedite.
Ci negate il rito, il segno, il gesto che dice: Dio è qui.
Con la vostra fermezza non ci date casa,
ma ci lasciate fuori, a mani vuote,
e con questa esclusione insegnate agli altri
che anche Dio ci esclude.
Ma io, cattolico e omosessuale, vi dico:
la mia omosessualità è un dono di Dio.
La mia relazione con mio marito,
che dura da più di trentadue anni,
è una benedizione.
E questa benedizione non viene da voi,
non ha bisogno del vostro imprimatur,
viene da Dio,
perché in amore e responsabilità
cerchiamo di camminare insieme,
giorno dopo giorno.
Nell’abbraccio di una notte vissuta con tutto il cuore,
c’è più Dio che peccato.
C’è luce, non ombra.
C’è verità, non vergogna.
Se anche voi non riconoscete la nostra unione,
se non le date lo stesso valore delle altre,
questa nostra alleanza
per me è sacra.
Per me è divina.
Tanti cristiani e cristiane ci danno accoglienza. Ci fanno spazio. Ci guardano negli occhi.
E io lo credo con tutto me stesso:
le persone queer sono amate da Dio,
beJAht, direbbe la lingua tedesca:
benedette con un “sì”.
* Toni Pramstaller, 65 anni, omosessuale, cattolico, vive in un’unione registrata da molti anni. Ha inviato questo testo poetico alla redazione di Salto.bz per la rubrica dedicata alle storie di vita queer.
Testo originale: Homosexualität ist ein Geschenk Gottes

