La nuova presidente degli Scouts francesi si dimette dopo continui attacchi omofobi
Articolo pubblicato su Stop Homophobie (Francia) il 5 agosto 2025. Liberamente tradotto dai volontari del progetto Gionata.
Meno di due mesi dopo la sua nomina, accolta con entusiasmo da un’ampia maggioranza, Marine Rosset ha annunciato mercoledì 5 agosto 2025 le sue dimissioni dalla presidenza degli Scouts et Guides de France (SGDF), citando pressioni diventate “insostenibili” e attacchi diretti “esplicitamente contro il suo orientamento sessuale”.
In un’intervista rilasciata al quotidiano cattolico La Croix, Rosset – 39 anni, ex consigliera socialista del V arrondissement di Parigi – ha spiegato che ha scelto di fare un passo indietro per “proteggere il movimento degli scout francese, la sua famiglia e se stessa, di fronte a una violenza quotidiana”.
“Hanno messo in discussione la mia fede soltanto perché sono omosessuale. È profondamente ferente”, ha dichiarato.
Prima donna apertamente lesbica a dirigere il più grande movimento scout francese – con oltre 100.000 aderenti – Marine Rosset incarnava una volontà di apertura e rinnovamento degli scout francesi.
‘Tuttavia, la sua elezione a metà giugno ha immediatamente generato reazioni ostili. Diversi siti di estrema destra l’hanno attaccata, riprendendo accuse violente legate al suo sostegno al diritto all’aborto, al suo passato politico e al fatto di essere genitore al di fuori del modello eterosessuale tradizionale.
“Alcuni hanno usato le mie posizioni per tentare di delegittimare l’intero movimento. Non ero io la vera destinataria di questi attacchi, ma ciò che rappresento: una visione di scoutismo che non è chiusa, conservatrice, né silenziosa di fronte alle discriminazioni. E non potevo permettere che ciò passasse sotto silenzio”, ha aggiunto Rosset.
Il contesto politico ha accelerato la sua decisione. Nel suo collegio elettorale è stata indetta un’elezione legislativa parziale, rendendo ogni sua presa di parola facilmente strumentalizzabile.
“Il movimento rischiava di essere ridotto alla mia persona. Ma il movimento è ben più ampio, più ricco e più prezioso di così.”
Di fronte alla crescente ondata di messaggi d’odio, Rosset ha presentato denuncia all’inizio di luglio per molestie e insulti omofobi.
In un comunicato diffuso poco dopo le sue dimissioni, gli Scouts et Guides de France hanno espresso “sostegno pieno e convinto” alla loro ormai ex-presidente, condannando “con forza tutte le parole violente, discriminatorie o disumanizzanti pronunciate in queste settimane”.
Il movimento ha affermato che le sue dimissioni permetteranno di preservare “la neutralità e l’universalità della missione educativa” del SGDF. L’interim sarà affidato a una governance collegiale guidata dal vicepresidente Pierre Monéger, in attesa dell’elezione di una nuova presidenza.
Ma oltre allo sconcerto per questo abbandono, il caso di Marine Rosset evidenzia la persistente fragilità dei progressi raggiunti dalle persone LGBTQ+, anche all’interno di realtà che si dichiarano inclusive.
“Non è un passo indietro,” ha concluso Rosset. “È un segnale d’allarme. Non potremo costruire un mondo più giusto finché alcune voci verranno considerate illegittime nel parlare di fede, di impegno o di educazione solo perché queer.”
A lei va il nostro rispetto, il nostro affetto e tutta la nostra gratitudine per il coraggio dimostrato.
Testo originale: Marine Rosset quitte la présidence des Scouts et Guides de France, dénonçant des attaques homophobes

