La risurrezione dice che tu vali
Riflessioni di Alessandro L. Previti
La risurrezione di Gesù è una delle affermazioni più strane e radicali del cristianesimo. Non perché qualcuno torna dalla morte, le religioni del mondo sono piene di reincarnazioni, possessioni, spettri e morti che camminano, ma perché Gesù torna restando sé stesso, ma glorificato.
Attraversa i muri, appare e scompare, le ferite restano ma non fanno più male. È trasformato, ma è lui. E resta un uomo.
Ma se Cristo risorto resta se stesso resta anche maschio e questo è fonte di controversie, non è forse un segno di maschilismo interno alla religione? Non andrebbe reinterpretato? Cambiato?
La questione è seria, trascendere e rimanere così umano… non si tratta di un dettaglio del Risorto. É su questo tema che si reggono l’idea di salvezza cristiana e l’idea di persona, perdono e dignità.
In molte visioni religiose e filosofiche il mondo materiale è visto come corrotto, inferiore, quasi un errore. La salvezza consiste nel liberarsi dal corpo, dalla storia, dalla materia. Svanire, dissolversi, perdere identità magari.
Nel cristianesimo succede l’opposto: non si salva scappando dal mondo o da se stessi, dal vissuto… si salva la vita concreta. Non si salva un’anima generica, si salva una persona.
La risurrezione cristiana non è cambiare, è portare a compimento un’identità. È come un seme che diventa pianta: cambia completamente, ma non è un’altra cosa, è lo stesso essere arrivato alla sua maturità.
La continuità conta, l’integrità pure. Perché se una parte di noi viene scartata, possiamo non sentirla nostra e accusarla dei nostri mali, delle nostre colpe… dunque non sentirci responsabili. Il Cristianesimo ci riporta a vederci integri, liberi, responsabili, ma anche amati, perdonati, capiti da Dio nella nostra interezza. Qui il punto non è il genere.
Il punto è difendere la continuità della persona. Cristo risorto resta uomo non perché il maschio valga di più, tanto che in paradiso non ci sarà né uomo né donna dice la Bibbia (inteso certo non come assenza di genere ma di differenze di ruolo!) ma perché la salvezza cristiana non funziona smontando la persona e ricostruendola diversa. Funziona salvando la persona concreta, la sua storia, il suo corpo, la sua vita.
La risurrezione non è la vittoria di uno spirito che scappa dal mondo.
È la promessa che la tua vita, proprio la tua, può essere salvata. E questo ci dice che nulla viene scartato, il tuo orientamento anche, la tua identità di genere, il tuo amare, le tue gioie, ferite, storia, tutto é parte di te, degna di glorificazione e salvezza. Parte di te. Di un te integro e amato.
Se vuoi approfondire meglio questo tema, ne parlo nel video uscito per Pasqua.

