L’abbraccio dei genitori e delle Veglie che mi ha fatto sentire finalmente amato
.Testimonianza di Nicola del gruppo Kairos e di Gabriel Forum
Lo scorso weekend (dal 12 al 13 maggio 2019) sono stato a Firenze il sabato per un incontro con alcuni genitori cristiani di ragazzi o ragazze LGBT di Kairos e per partecipare anche alla messa domenicale nella parrocchia della Madonna della tosse, in cui si è pregato con tutta la comunità per il superamento della violenza dell’omo-transfobia.
È stata la prima volta in vita mia che ho sentito una preghiera dei fedeli per le vittime dell’omofobia. Alla fine di ogni intenzione tutti ripetevano: “Signore…tu che ci hai chiamato per nome, ascoltaci“. Perché Gesù ci chiama per nome, senza eccezioni, come ci ha fatti. A lui andiamo bene così come siamo.
Il mio desiderio ora è chiedere perdono a me stesso e a Dio per come non mi sono chiamato per nome per un tempo infinito ed ancora fatico a farlo; per come mi sono deturpato il volto e mi sono lasciato deturpare, subendo da chi mi circondava ogni sorta di giudizi, pregiudizi e inappellabili sentenze. Confido che incontrare persone autentiche mi aiuti in questa mia rinascita, tanto faticosa.
Grazie cari genitori cristiani per i vostri abbracci, i vostri sorrisi, il vostro esserci, la vostra testimonianza di mamme e papà fortunati; mi dispiace tanto non avervi incontrato prima. In questo ambito della vita siete i genitori che non ho mai avuto; cerco con fatica di non dar loro la colpa per le mancanze commesse in buona fede, anche perché il mio papà non c’è più da un’infinità di tempo.
Grazie per ciò che fate, per la forza che mi date, per il senso di normalità che trasmettete a me a cui l’omosessualità è stata sempre dipinta come qualcosa di profondamente anormale, una deviazione, qualcosa da combattere e da tenere nascosta.
Voi fate la differenza; che tutto il mondo lo sappia, siete splendidi. E ogni figlio rifiutato sappia che può guardare oltre, può andare avanti; che uscendo un po’ allo scoperto può trovare l’amore e l’accoglienza in persone come voi. Vi voglio bene. Grazie


