Le persone transgender raccontate dalla testimonianza itinerante di suor Prema

Riflessioni di Alessandro Previti per La tenda di Gionata
Quando una vita porta con sé una missione, non resta mai confinata a un solo ambito. Viaggia. Attraversa contesti diversi, linguaggi diversi, tavoli diversi. E nel farlo mette subito in crisi le compartimentazioni.
In questi giorni a Nuova Delhi si tiene una consultazione nazionale all’All India Institute of Medical Sciences sulla salute delle persone trans. Un luogo tecnico, istituzionale, dove si parla di politiche sanitarie, protocolli, sistemi. Sorella Prema è stata invitata per portare testimonianza e conoscenza.
Suor Prema Chowallur è spesso in viaggio. É una di quelle suore di frontiera, che porta avanti temi coraggiosi, senza fermarsi, perché alcune storie, se restano ferme, smettono di parlare.
Poco prima, però, la sua storia era altrove. A Guwahati, nel Nord Est dell’India, dove sorella Prema ha partecipato al meeting regionale “Integral Ecology and Climate Response of the North East Church”, insieme a vescovi, religiose e religiosi, responsabili diocesani e organismi ecclesiali dei sette Stati della regione. Due giorni di confronto su ecologia, crisi climatica, scelte pastorali e responsabilità istituzionali della Chiesa. Un linguaggio diverso, una cornice diversa. Ma non un altro mondo.
Quando si vive accanto a persone transgender in contesti segnati da povertà, marginalità e violenza, l’ecologia è un tema pratico… l’accesso all’acqua, all’aria respirabile, alle cure, all’igiene. Diventa territorio che protegge o espelle. Diventa salute che regge o crolla.
Così, anche davanti a vescovi e preti, ciò che Prema porta non è “un’aggiunta”, ma una verifica concreta di cosa significa parlare di ecologia integrale.
Il viaggio continua ancora. Dal Nord Est all’India settentrionale, per una riunione dell’esecutivo del Religious Forum for Justice and Peace, dove Prema è coordinatrice regionale. Un altro tavolo, un altro lessico.
Stessa pressione della realtà che chiede di essere presa sul serio. Giustizia, diritti, persone senza voce che devono entrare nei luoghi in cui si decide.
La stessa esperienza passa di stanza in stanza, di città in città, e costringe chi ascolta a tenere insieme ciò che spesso viene separato. Corpi e ambiente. Salute e spiritualità. Ecologia e persone transgender. Chiesa e mondo.
E speriamo che sempre più suore coraggiose possano raccontare storie che forse, piano piano, cambiano il mondo.

