Le storie nascoste dei cattolici LGBTQ+ in Cina
Articolo di Eros Shaw* pubblicato sul sito di Outreach (USA) il 5 agosto 2026, tradotto liberamente da Luigi e Valeria de La Tenda di Gionata.
Al centro della fede cristiana c’è una verità semplice e incontrovertibile: Dio è presente, fedele e pieno di amore per noi. La sua presenza non è distante né sottoposta a condizioni e limitazioni, ma intima e compassionevole. Dio dimora in ogni vita umana, indipendentemente dal fatto che si sia santi, peccatori o qualcosa a metà strada tra le due condizioni.
Nel 2013, quando papa Francesco, a bordo di un aereo di ritorno a Roma da Rio de Janeiro, pronunciò le sue famose parole: «Se una persona è gay, cerca Dio e ha buona volontà, chi sono io per giudicare?», la sua dichiarazione brillò come un faro tenue ma persistente. Attraversando vasti oceani, squarciò l’oscurità e illuminò i cuori di una comunità profondamente nascosta ed emarginata all’interno della Cina continentale.
In questa terra, lontana dal Vaticano e caratterizzata da uno scenario culturale peculiare, esiste un gruppo di persone cattoliche noto come Tongzhi (同志/LGBTQI+), che da tempo lotta in solitudine nello spazio precario tra la propria fede e il proprio orientamento sessuale. È stato per me un privilegio, sia come testimone che come compagno di viaggio, partecipare a questo straordinario percorso di «costruzione di ponti» nel deserto.
La storia della pastorale per le persone cattoliche LGBTQ+ in Cina è una storia di ricerca, un percorso dal silenzio dell’anonimato alla condivisione nella comunità. Già nel 2009, mentre lavoravo a Pechino, ho contribuito a fondare la China Rainbow Witness Fellowship, un gruppo ecumenico di sostegno reciproco tra persone cristiane appartenenti a minoranze sessuali.
Durante i nostri primi incontri, spesso ero l’unico cattolico presente. Le norme culturali profondamente radicate e il silenzio della Chiesa sull’omosessualità hanno lasciato molti di noi isolati, con un senso di frammentazione della nostra identità più profonda. Eppure, i semi del Vangelo sono portatori di una grande vitalità. Man mano che altri fratelli e sorelle cattolici si univano a noi, abbiamo compreso la necessità di un rifugio spirituale sicuro, curato all’interno di un contesto cattolico. Nel 2013 è stata fondata la China Catholic Rainbow Community.
Abbiamo creato gruppi di preghiera online e abbiamo iniziato a organizzare incontri di persona in città come Shanghai. Lungo il percorso, abbiamo incontrato dei «buoni pastori» davvero compassionevoli, sacerdoti e suore pieni di misericordia, disposti ad affrontare pressioni significative per fornirci degli spazi sicuri di incontro. Guidati dalla loro cura pastorale, i nostri parrocchiani gay e lesbiche hanno dimostrato un profondo legame alla vita della Chiesa e alla liturgia; hanno prestato servizio come chierichetti e lettori, e hanno dedicato le loro vite, ricche di doni, al servizio di Dio.
Sebbene le interferenze esterne provenienti da ambienti estremamente conservatori abbiano alla fine costretto alla sospensione dei nostri incontri in presenza nei locali della chiesa, questa comunità, fondata nel Signore e unita dall’amore reciproco, non ha mai cessato di esistere. Nell’ottobre 2015 ho avuto il privilegio di rappresentare una delegazione cinese a Roma in occasione dell’assemblea costitutiva della Rete Globale dei Cattolici Arcobaleno, dove sono stato eletto nel comitato direttivo come membro responsabile per gli affari giovanili. In quel momento, ci siamo resi conto nel profondo del nostro cuore che le voci flebili dei “cattolici arcobaleno” cinesi si erano finalmente intrecciate con il cuore pulsante della Chiesa universale.
Sulla base di queste esperienze, mi sono impegnato affinchè queste storie di vita, forgiate nel crogiolo delle lacrime e della preghiera, potessero essere ascoltate da un pubblico più ampio. Per raggiungere questo obiettivo, ho intrapreso un percorso pluriennale di scrittura e raccolta di contributi. Nel gennaio 2018, in Malesia è stato pubblicato il libro da me curato May Your Lips Kiss Mine, Chinese Tongzhi (LGBTQ) Catholics’ Tales. Il titolo del libro è tratto dalla prima riga del Cantico dei Cantici dell’Antico Testamento ed esprime il profondo desiderio delle persone “cattoliche arcobaleno” cinesi di ricevere l’abbraccio amorevole della madre Chiesa.
La qualità unica e preziosa di questo libro risiede nella sua capacità di superare i confini geografici, fungendo da “mappa” vivente della comunità cattolica cinese “arcobaleno”, un arazzo intessuto con i fili di innumerevoli vite individuali. Il volume, infatti, raccoglie oltre cinquanta storie vere provenienti da varie province e città della Cina continentale, nonché da Hong Kong, Taiwan, Macao e dalle comunità della diaspora cinese all’estero (tra cui Corea del Sud, Thailandia, Malesia, Australia e Canada).
Le persone che hanno collaborato provengono da contesti estremamente diversi: giovani delle aree urbane alle prese le famiglie che premono continuamente perché si convincano a mettere su una famiglia tradizionale che garantisca la discendenza: questi ragazzi e ragazze piangono amaramente nel confessionale, ma si aggrappano con fermezza all’orlo del mantello di Gesù; fedeli delle campagne che cercano di definire la propria identità chiusi all’interno di contesti rurali tradizionali, affidandosi soltanto allo schermo di un computer per trovare un senso di comunione; seminaristi che hanno scoperto il proprio vero io durante la formazione, e che si sforzano di conciliare la propria identità personale con la vita consacrata; e persino parroci coraggiosi che si sono fatti avanti per esortare la Chiesa a mostrare maggiore «rispetto, compassione e sensibilità» nei confronti delle minoranze sessuali.
Queste oltre cinquanta voci costituiscono una preziosa testimonianza storica, la prima nel suo genere nella Cina continentale e nel più ampio mondo di lingua cinese, in cui persone cattoliche gay e lesbiche hanno scritto le proprie storie, condividendo i loro percorsi personali di fede e di lotta.
Il libro ha suscitato un’eco silenziosa ma profonda nella comunità cattolica cinese; rappresenta una vera e propria “lettera d’amore dal deserto”, che sussurra a coloro che rimangono nascosti nell’ombra: «Non siete soli; Dio vi ama esattamente così come siete».
Con il passare del tempo, abbiamo deciso di condividere queste testimonianze di fede provenienti dall’Oriente con la Chiesa occidentale e quella mondiale. Nel 2022, la stessa casa editrice ha pubblicato un’edizione inglese ampliata del libro, dal titolo Beati coloro che piangono — Racconti dei cattolici cinesi Tongzhi (LGBTQI+).
La scelta del titolo dell’edizione inglese — tratto dalle Beatitudini del Vangelo di Matteo: «Beati quelli che piangono, perché saranno consolati» (Mt 5,4) — non è stata casuale, poiché coglie con profonda accuratezza lo stato spirituale dei cattolici cinesi Tongzhi (LGBTQI+). Soggetti a una doppia emarginazione, sia da parte della cultura cinese che delle istituzioni ecclesiastiche tradizionali, le loro vite sono spesso accompagnate da un profondo senso di lutto: lutto per l’impossibilità di rivelare la propria identità alle famiglie, lutto per il senso di esclusione che provano all’interno delle loro parrocchie e lutto per la radicata insicurezza che permane nei loro cuori. Eppure, proprio come ha promesso Gesù, questo lutto non è uno stato di disperazione definitiva, ma un punto di partenza da cui scaturiscono consolazione e guarigione. La pubblicazione dell’edizione inglese non solo ripercorre lo sviluppo della pastorale LGBTQ+ in Cina durante un determinato periodo storico, ma offre anche alla Chiesa mondiale una prospettiva pastorale interculturale unica nel suo genere.
Oggi, l’impegno pastorale di papa Francesco nei confronti della comunità LGBTQ+ continua e si approfondisce, spaziando dal riconoscimento del diritto alle unioni civili alla concessione di benedizioni non liturgiche per le coppie dello stesso sesso in circostanze specifiche. Ogni volta che assisto a questi segnali di apertura provenienti da Roma, provo un profondo senso di conforto per quei cattolici cinesi che, in terre lontane, continuano a rimanere saldi nella loro fede con silenziosa perseveranza.
Riflettendo sull’esperienza di oltre un decennio — dalle prime riunioni per condividere le nostre storie in una saletta privata di un piccolo bar di Sanlitun a Pechino nel 2009, al dare forte testimonianza attraverso libri in cinese e in inglese — sono giunto a una profonda consapevolezza. Le persone cattoliche LGBTQ+ non sono “estranee” alla Chiesa. Sono membri indispensabili del corpo mistico di Cristo, portatori di ferite ma traboccanti di energia. La loro opera continua; stiamo ancora attraversando il deserto. Eppure, restiamo saldi nella nostra convinzione che Dio, Colui che asciuga le nostre lacrime e bacia le nostre anime, ci stia già aspettando dall’altra parte del ponte.
* Eros Shaw è uno scrittore, missionario e attivista LGBTQ+ originario della Cina. È stato cofondatore della Rainbow Witness Church of China (2009) e della China Catholic Rainbow Community (2013) e ha ricoperto il ruolo di membro del comitato direttivo del Global Network of Rainbow Catholics dal 2015 al 2017. Eros ha conseguito un master in teologia, spiritualità e diritti umani e attualmente sta conseguendo un dottorato in teologia presso il Boston College.
Testo originale: The hidden stories of China’s LGBTQ Catholics

