Le tre Marie. Chi è davvero Maria Maddalena?
Testo di Mary Ann Beavis* tratto da Who is Mary Magdalene? in Women in the Bible pubblicato in Christian Reflection: A Series in Faith and Ethics, a cura di Robert B. Kruschwitz, Waco, editore The Center for Christian Ethics at Baylor University, 2013, pp. 23-29. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata
Chi è davvero Maria Maddalena? Una prostituta pentita, una discepola centrale nel cammino di Gesù, o una figura su cui nei secoli si sono stratificate leggende e fantasie moderne? Questo testo ci aiuta a distinguere tra Vangeli, tradizioni successive e riletture contemporanee, restituendo a Maria Maddalena il suo volto biblico e storico. Un percorso chiaro e rigoroso che interroga anche noi: sul ruolo delle donne, sull’umanità di Gesù e sul modo in cui leggiamo la Bibbia
L’immagine tradizionale di Maria Maddalena come prostituta pentita – per non parlare delle ipotesi più recenti che la vorrebbero sacerdotessa, figura divina o addirittura sposa di Cristo – è piuttosto fuorviante. Tutte queste letture non rendono giustizia alla donna reale, biblica e storica, che sta dietro la leggenda.
Per i cristiani occidentali, Maria Maddalena è stata a lungo vista come una peccatrice pentita, una prostituta perdonata da Gesù e poi totalmente devota a lui. Negli ultimi decenni, però, questa immagine è stata messa in discussione dalle bibliste femministe, che hanno chiarito meglio come Maria viene presentata nei Vangeli e nella Chiesa delle origini.
Dopo aver spiegato come si è formata l’immagine tradizionale della Maddalena penitente e perché non corrisponde alla donna biblica e storica, voglio accennare ad alcuni nuovi filoni di ricerca negli studi più recenti su Maria Maddalena.
Partiamo da ciò che dicono i Vangeli su Maria Maddalena. È citata in tutti e quattro come una delle donne della Galilea che seguivano Gesù e sostenevano lui e gli altri discepoli con i propri beni (Matteo 27,55-56; Marco 15,40-41; Luca 8,2-3).
Luca aggiunge un dettaglio unico: Maria Maddalena era stata liberata da “sette demòni”, un esorcismo attribuito a Gesù anche nella finale lunga di Marco (16,9). Giovanni 19,25 la colloca ai piedi della croce insieme alla madre di Gesù, al discepolo amato e a Maria di Clèofa.
Lei, insieme ad altre donne, assiste alla sepoltura di Gesù (Marco 15,47; Matteo 27,60-61; Luca 23,50–24,10). Matteo (28,1-10) e Giovanni (20,11-18) la presentano come prima testimone della risurrezione, come fa anche la finale lunga di Marco (16,9). Sia in Matteo sia in Giovanni, Gesù la incarica di annunciare la risurrezione agli altri discepoli (Matteo 28,10; Giovanni 20,17; cfr. anche Marco 16,10).
Il termine “Maddalena” è di solito interpretato come un riferimento al suo luogo di origine, Magdala, un centro di pesca sul lago di Galilea (anche se va detto che non esiste una menzione certa di una città con questo nome nel I secolo).
Un’ipotesi minoritaria vede invece “Maddalena” (cioè “torre”) come un titolo onorifico, legato al suo ruolo di punto di riferimento nella fede (Girolamo, Lettera a Principia 127, 255). La sua importanza è confermata dal fatto che negli elenchi delle discepole è sempre nominata per prima (Matteo 27,56.61; 28,1; Marco 15,40.47; 16,1; Luca 8,2-3; 24,10).
Un caso di identità confuse
[…] Il ritratto evangelico di Maria Maddalena come discepola, sostenitrice e annunciatrice della buona notizia di Gesù ha ben poco a che fare con lo stereotipo occidentale della peccatrice pentita.
L’idea che abbia condotto una vita dissoluta prima di incontrare Gesù sembra nascere dalla confusione tra più figure femminili: una donna anonima, definita “peccatrice”, che unge i piedi di Gesù in Luca 7,36-50; un’altra Maria, sorella di Marta e Lazzaro di Betania, che unge i piedi di Gesù durante un banchetto nella loro casa (Giovanni 12,1-8).
Le due donne sono descritte in modo molto diverso. La “peccatrice” di Luca entra senza invito a un banchetto a Cafarnao (Luca 7,1), nella casa di un fariseo (7,36). Il centro del racconto è la sua fede e il perdono dei suoi peccati (7,47-50).
Nel racconto di Giovanni, ambientato a Betania, Maria è presentata come un’amica amata da Gesù (11,5), che compie il gesto dell’unzione nella casa del fratello (12,1) come segno di gratitudine per la risurrezione di Lazzaro; Gesù collega questo gesto alla propria sepoltura (12,7).
Anche se tutti e quattro i Vangeli raccontano episodi di donne che ungono Gesù (Marco 14,3-9; Matteo 26,6-13), nessuna di esse viene identificata come Maria Maddalena. Tuttavia, nella tradizione post-biblica compaiono riferimenti alle sorelle Marta e Maria di Betania che visitano il sepolcro e incontrano il Risorto, e questo portò alcuni cristiani antichi a ritenere che Maria Maddalena e Maria di Betania fossero la stessa persona.
Col tempo, questa figura “composita” di Maria finì per inglobare anche la peccatrice anonima di Luca 7,36-50, il cui racconto precede immediatamente l’elenco delle donne discepole provenienti dalla Galilea: Maria Maddalena, Giovanna e Susanna (Luca 8,2-3).
Solo nel 591 papa Gregorio Magno dichiarò ufficialmente che la peccatrice di Luca, Maria di Betania e Maria Maddalena erano un’unica persona (Omelia 33,1). Anche se Gregorio non la definì esplicitamente una prostituta, interpretò i “sette demòni” come la totalità dei vizi e sostenne che l’olio usato per ungere i piedi di Gesù fosse stato in precedenza impiegato per profumare il proprio corpo a fini sensuali.
Da qui in poi, nella cristianità occidentale (cattolica) prese piede la leggenda di Maria Maddalena, sorella di Marta e Lazzaro, come donna bellissima, vanitosa e lussuriosa, salvata da una vita di peccato grazie alla sua devozione a Gesù. La tradizione orientale (ortodossa), invece, ha sempre mantenuto distinte Maria Maddalena e Maria di Betania e non ha mai identificato nessuna delle due con la peccatrice di Luca.
Per gran parte della storia del cristianesimo occidentale, le tradizioni su Maria Maddalena non hanno reso giustizia alla figura biblica. Lungi dall’essere semplicemente una prostituta pentita, i Vangeli la presentano come una discepola fedele e una sostenitrice di Gesù, scelta dal Cristo risorto per annunciare la buona notizia agli altri discepoli.
Le speculazioni contemporanee su un “matrimonio sacro” tra Cristo e la Maddalena, intesa come sua controparte femminile, non trovano conferma nelle fonti gnostiche e catare spesso citate dalla cultura popolare. Allo stesso modo, non sono fondate le ipotesi su una discendenza regale, né le rappresentazioni di Maria Maddalena come sacerdotessa o come figura divina.
Un’altra donna biblica il cui ruolo è stato profondamente distorto nel corso dei secoli è Maria di Betania. Non solo è stata molto presto confusa con Maria Maddalena e poi etichettata come prostituta, ma il suo ruolo nella tradizione extra-biblica come una delle donne al sepolcro è stato dimenticato nel cristianesimo occidentale (mentre è ricordato nella tradizione ortodossa, che considera Maria e Marta di Betania tra le “Sante portatrici di profumi” al sepolcro).
Anche se Maria Maddalena è stata spesso chiamata “apostola degli apostoli” dai teologi medievali, l’uso più antico di questo titolo si trova in un’omelia cristiana primitiva in cui esso si riferisce alle sorelle di Betania, Marta – nominata per prima – e Maria (Ippolito di Roma, Commento al Cantico dei Cantici 25,6). Come si è visto, inoltre, il ruolo di Maria di Betania nella figura gnostica di Maria “Maddalena” è stato quasi del tutto trascurato dagli studiosi.
Anche se le speculazioni della cultura popolare su Maria Maddalena come moglie di Gesù e manifestazione del divino al femminile trovano scarso riscontro storico, ciò non significa che queste idee siano prive di significato.
L’ampio interesse suscitato da queste ipotesi può aprire spazi di confronto su temi molto rilevanti per i cristiani di oggi: l’umanità di Gesù, il ruolo delle donne nei ministeri, la teologia del matrimonio e il senso dell’insegnamento biblico secondo cui uomini e donne sono stati creati a immagine di Dio (Genesi 1,27).
Da una prospettiva cristiana femminista, resta però una questione urgente: dopo venticinque anni di teologia femminista, il significato di Maria di Betania nel cristianesimo delle origini è stato messo in ombra dall’entusiasmo per Maria Maddalena.
I ruoli di entrambe queste donne bibliche, come discepole, testimoni e annunciatrici del Regno di Dio, meritano un riconoscimento uguale e pieno.
* Mary Ann Beavis è professoressa e responsabile del Dipartimento di Religion and Culture presso lo St. Thomas More College di Saskatoon, Saskatchewan (Canada). Biblista di rilievo internazionale, è specializzata in Nuovo Testamento, studi su Maria Maddalena, Vangeli canonici e apocrifi, e interpretazioni femministe delle Scritture. Le sue ricerche uniscono rigore accademico e attenzione alla divulgazione, con particolare sensibilità al ruolo delle donne nelle origini cristiane.
Testo originale: Who is Mary Magdalene? (File PDF)

