L’inclusione è nel Vangelo. Mons Francesco Savino riflette su chiesa cattolica e persone LGBT+
Testo di Alessandro Previti*, pubblicato sul blog del Global Network of Rainbow Catholics – Rete Globale dei Cattolici Arcobaleno GNRC il 25 ottobre 2025. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata
(…) Il vescovo Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha ricordato al mondo che a nessuno dovrebbe essere negata la possibilità di amare ed essere amato.
Parlando dalla sua diocesi di Cassano all’Ionio (Italia), ha ripreso la sua esperienza al pellegrinaggio Giubilare delle persone LGBTQ+ a Roma e ha detto: «Non si deve negare loro la possibilità di essere amati e di amare, anche sul piano intimo e sessuale. Perché dovremmo negare quello che definisco un loro diritto?»
Mons. Savino ha descritto quel Giubileo come «un punto di non ritorno per una pedagogia inclusiva della chiesa». Ha invocato un dialogo rinnovato con le scienze umane, insistendo sul fatto che l’antropologia non è statica, ma in evoluzione.
«Dobbiamo lasciarci alle spalle gli approcci ideologici», ha affermato, «e imparare di nuovo ad accompagnare». Ha denunciato l’ipocrisia di chi, in pubblico, mette ai margini le persone LGBTQ+ mentre in privato le sfrutta o fa loro del male, e ha esortato a porre onestà e compassione come fondamento della testimonianza cristiana.
Ha legato questa visione inclusiva all’idea di don Tonino Bello sulla «convivialità delle differenze», aggiungendo che «dalla comunione delle diversità dipende la maturità della democrazia e della chiesa stessa».
Per Savino, l’inclusione non è una gentilezza opzionale, ma la manifestazione stessa del Regno di Dio: «Quando escludiamo qualcuno, feriamo il corpo di Cristo».
Forse vi chiederete se si è trattato di un atto di coraggio isolato. Non lo è stato. Il vescovo Savino ha raccontato pubblicamente di essersi confrontato sia con papa Francesco sia con papa Leone, prima di presiedere al pellegrinaggio Giubilare e che entrambi lo hanno incoraggiato ad andare avanti.
Questo conferisce una chiara legittimità istituzionale alla sua scelta e conferma la crescente consapevolezza, all’interno della chiesa, che lo Spirito sta muovendo in questa direzione.
Poi è arrivato uno dei passaggi più sorprendenti dell’intervista. Parlando di dottrina, Savino ha detto:
«Credo che certe verità di fede, o per esempio il nostro atteggiamento verso i nostri fratelli e sorelle omosessuali, debbano cambiare, e quindi anche il Catechismo deve registrare con chiarezza questo cambio di posizione».
Per un vescovo della chiesa italiana e vicepresidente della CEI, questo è straordinario.
La visione di Savino guarda ancora più lontano. Chiama la chiesa ad affrontare le grandi crisi del nostro tempo con la stessa apertura. Denuncia ego, narcisismo e paura come radici dell’esclusione e difende il migrante come risorsa e non come minaccia. L’inclusione, per lui, non è una posizione politica ma un imperativo evangelico.
Per Global Network of Rainbow Catholics (GNRC, Rete Globale dei Cattolici Arcobaleno) e la sua rete di comunità, questo momento è profondamente incoraggiante. Dimostra che presenza fedele, dialogo paziente e amore coraggioso stanno lentamente trasformando la chiesa dall’interni.
Abbiamo molti amici dentro la chiesa che vedono la luce che brilla nelle nostre vite e sanno che la nostra speranza è la stessa che sostiene loro.
Ora la domanda tocca a noi. Come possiamo aiutare le nostre chiese locali a vedere più chiaramente questa realtà? Come possiamo presentarci non come persone LGBT+ che chiedono di entrare, ma come cristiani che sono anche LGBT, persone che amano, sostengono e rafforzano le comunità a cui appartengono?
* Alessandro Previti è responsabile dei contenuti del sito del Global Network of Rainbow Catholics (GNRC); ha collaborato all’organizzazione del pellegrinaggio Giubilare de la tenda di Gionata con le persone LGBTQ+ e segue diversi progetti di comunicazione sulle esperienze delle persone LGBTQ+ nelle chiese.
Testo originale: Inclusion Is the Gospel Itself — Mons. Francesco Savino’s Courageous Vision of Church and Humanity

