L’Italia resta cattolica, ma i giovani e le donne sono sempre più distanti dalla Chiesa
Articolo di Hendro Munsterman*, pubblicato sul giornale cristiano Nederlands Dagblad (olanda) il 14 novembre 2024. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
L’Italia continua a portare impressi i segni della sua anima cattolica. Le immagini della Vergine Maria e i volti dei santi occhieggiano ovunque: agli angoli delle strade, nelle case, nei bar e persino negli uffici pubblici. A Roma, anche chi denuncia il furto del proprio zaino lo fa in una stazione di polizia dove, accanto al crocifisso, sono appese le fotografie dei Papi. È un Paese dove il sacro e il quotidiano si intrecciano ancora, quasi naturalmente.
Eppure, sotto la superficie, qualcosa sta cambiando. Le donne italiane non sono più, come un tempo, più religiose degli uomini; anzi, oggi si mostrano più critiche verso la Chiesa cattolica, proprio come i giovani. E se il 61 per cento degli italiani continua a ritenere che il cattolicesimo sia parte dell’identità nazionale, la Chiesa cattolica italiana si trova di fronte a una delle sfide più grandi della sua storia recente. Ma fino a quando potrà durare questa immagine dell’Italia come “giardino del Papa”, dove le Madonne vigilano da ogni nicchia e i campanili scandiscono il ritmo della vita quotidiana?
Un Paese ancora cattolico, ma con crepe profonde
Domenica 10 novembre 2024, il quotidiano cattolico Avvenire rassicurava i lettori: «L’Italia rimane fondamentalmente un Paese cattolico, che si riconosce nei valori della fede cristiana e dedica tempo alla preghiera». Il giornale, di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), presentava i risultati di una ricerca nazionale condotta proprio su incarico dei vescovi italiani.
Tuttavia, i dati completi non sono mai stati pubblicati, e la CEI non li ha forniti neppure su richiesta. Il giornale cattolico olandese Nederlands Dagblad è invece riuscito a ottenerli. E ciò che emerge è chiaro: si sta allargando la distanza tra la Chiesa cattolica italiana e le donne, così come con i giovani tra i 18 e i 34 anni.
Giovani che non si riconoscono nella Chiesa cattolica
Il 40,1 per cento degli italiani afferma di «non riconoscersi nella Chiesa cattolica» (una percentuale che sale al 41,4 per cento tra le donne). Tra i giovani, il dato è ancora più netto: il 48,3 per cento dichiara di non riconoscersi nella Chiesa, e un ulteriore 23,7 per cento dice di non sapere cosa pensare.
Secondo il sacerdote e teologo pastorale Francesco Zaccaria, docente presso la Facoltà Teologica di Puglia, a Bari, questi numeri non sorprendono: «Questa tendenza si osserva da tempo. La vera novità è che ormai non esistono quasi più differenze tra uomini e donne in materia di religiosità. Un tempo le donne erano più praticanti, oggi quella differenza è scomparsa». (…)
«Il Papa vuole che la Chiesa cattolica italiana si converta»
«Se si va più a fondo nei dati – spiega Zaccaria – si scopre che le voci più critiche provengono proprio da donne e giovani. Sono loro a chiedere con più forza che la Chiesa cattolica si apra di più alla società, che superi la cultura maschilista e che dia maggiore spazio alla leadership femminile».
Quasi la metà degli italiani, il 45,1 per cento, considera la Chiesa cattolica “vecchia” o “superata”. La percentuale sale al 47,2 per cento tra le donne e arriva al 54,9 per cento tra i giovani.
Zaccaria, oltre a insegnare, è anche consulente teologico del Sinodo nazionale italiano, che proprio nel novembre 2024 si è riunito a Roma per la prima volta. Da più di duecento diocesi italiane sono arrivati circa mille delegati. «Papa Francesco – ha sottolinea il teologo – ha voluto che la Chiesa cattolica italiana si convertisse. È stato lui a chiederle di organizzare questo Sinodo nazionale, iniziato nel 2021».
«Un dono della Provvidenza»
Il teologo spiega che il cammino sinodale si è articolato in tre fasi: «Abbiamo iniziato con una “fase narrativa” di ascolto, seguita da una “fase sapienziale” di approfondimento. Quest’anno viviamo la “fase profetica”, in cui dobbiamo formulare proposte concrete da consegnare ai vescovi nell’aprile 2025».
Zaccaria definisce questa esperienza «un dono della Provvidenza». Secondo lui, la Chiesa cattolica italiana ha oggi l’occasione di accogliere e mettere in pratica quanto emerso dal Sinodo mondiale conclusosi a Roma poche settimane fa.
Aprirsi al dialogo con la cultura contemporanea
Un dato significativo della ricerca riguarda l’idea di Chiesa che gli italiani immaginano per il futuro. Credenti o no, praticanti o semplicemente “cattolici culturali”, tutti rifiutano la visione di una “piccola chiesa dei puri”. Il 60,8 per cento degli intervistati pensa che la Chiesa cattolica «debba adattarsi al mondo contemporaneo», mentre solo il 13,9 per cento preferirebbe una Chiesa più piccola ma “più coerente”.
«Come Chiesa cattolica italiana – afferma Zaccaria – vogliamo cercare vicinanza e dialogo con la società, anche se il numero dei fedeli diminuisce. Lo studio conferma ciò che abbiamo scoperto nel Sinodo nazionale: la grande maggioranza dei cattolici italiani vuole una Chiesa aperta al dialogo con la cultura contemporanea, e non una controcultura. Una Chiesa accogliente, anche su temi difficili come i divorziati risposati e le persone LGBTQ+».
Giovani in cerca di senso
Quasi la metà delle donne italiane (46,5 per cento) e più della metà dei giovani (53,6 per cento) considera la Chiesa cattolica «un’istituzione maschilista». Inoltre, il 41,4 per cento delle donne e il 51,7 per cento dei giovani afferma di «non rivolgersi mai a un sacerdote per un consiglio».
Il 51,2 per cento degli italiani e il 57,4 per cento dei giovani pensa che la Chiesa cattolica non sia più capace di parlare alla società di oggi. Tuttavia, il 71,5 per cento dei giovani continua a definirsi cattolico: di questi, il 15,5 per cento è praticante e il 34,4 per cento frequenta la Chiesa solo occasionalmente.
Due terzi degli italiani (66 per cento) dichiarano di credere in Dio: il 62,9 per cento tra gli uomini e il 68,9 per cento tra le donne. Tra i giovani, la percentuale scende al 52,6 per cento. Tuttavia, solo l’8,8 per cento degli italiani – e il 10,4 per cento dei giovani – afferma che la spiritualità «non ha alcun significato» nella propria vita.
* Hendro Munsterman è corrispondente da Roma e Vaticanista del giornale cattolico olandese Nederlands Dagblad. Laureato in teologia, è tra i più noti commentatori europei della vita della Chiesa cattolica e delle riforme promosse da Papa Francesco.
Testo originale: Italië is nog steeds katholiek, maar jongeren en vrouwen vormen grote uitdaging voor kerk

