«L’odio non vincerà». Il grido delle Chiese tedesche sgomente dopo l’attentato al Pride di Berlino
Durante la festa organizzata dopo il Pride di Berlino, la Christopher Street Day, nella serata di sabato 25 luglio 2026 un’automobile è piombata sulla folla che ballava nei pressi del parco Tiergarten. Una donna è morta e almeno altre sedici persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave.
La polizia di Berlino ritiene che possa essersi trattato di un attacco deliberato e ha avviato le ricerche di una persona sospettata. Le responsabilità e le motivazioni del gesto sono ancora in fase di accertamento.
Il Christopher Street Day, spesso abbreviato in CSD, è il nome con cui in Germania vengono indicati i Pride. La denominazione ricorda la Christopher Street, la strada di New York dove si trova lo Stonewall Inn, divenuto nel giugno 1969 uno dei luoghi simbolo della nascita del moderno movimento di liberazione LGBT+.
Il Pride di Berlino è uno dei più partecipati della Germania: ogni anno centinaia di migliaia di persone attraversano la città per rendere visibili le persone LGBT+ e rivendicarne i diritti. Una giornata di festa, libertà e partecipazione che quest’anno si è conclusa improvvisamente nella paura e nella violenza.
L’arcivescovo cattolico: «L’odio non deve vincere»
L’arcivescovo cattolico di Berlino, Heiner Koch, ha reagito con sgomento alla notizia del presunto attentato: «È terribile! Una festa così gioiosa e coinvolgente è stata distrutta brutalmente».
L’arcivescovo ha annunciato che durante le celebrazioni domenicali le comunità cattoliche avrebbero pregato per le persone colpite dall’attacco e per una convivenza pacifica nella società. Il suo messaggio si è concluso con poche parole, semplici e nette: «L’odio non deve vincere».
Il vescovo evangelico: «Le persone LGBT+ hanno la protezione della comunità»
Anche Christian Stäblein, vescovo della Chiesa evangelica di Berlino-Brandeburgo-Alta Lusazia slesiana, ha espresso dolore e vicinanza alle vittime: «Da una giornata piena di diversità e di amore siamo passati a una notte piena di terrore».
“I suoi pensieri e le sue preghiere”, ha aggiunto, “sono rivolti alle vittime, alle loro famiglie e a tutte le persone che si sono trovate sul posto e hanno vissuto momenti di paura, violenza e smarrimento”.
Stäblein ha ricordato anche quanto era stato detto durante la celebrazione evangelica organizzata il venerdì precedente per il Christopher Street Day: «L’amore ha bisogno della protezione della comunità. Vivere e amare come persone LGBT+ ha bisogno di questa protezione, e la riceve». Il vescovo evangelico ha infine ringraziato le forze dell’ordine, il personale sanitario e tutte le persone impegnate nei soccorsi.
I giovani cattolici accendono una candela
Anche il Bund der Deutschen Katholischen Jugend – BDKJ, la federazione che riunisce le principali associazioni giovanili cattoliche tedesche – si è dichiarato «sconvolto e addolorato» per quanto accaduto. In un primo messaggio pubblicato sui social, la federazione ha scritto: «Accendiamo una candela e preghiamo per tutte le persone colpite da questo terribile gesto».
Il BDKJ non aveva osservato il Pride da lontano. Attraverso la propria federazione diocesana di Berlino e altre associazioni aderenti, aveva infatti partecipato direttamente alla parata. Una presenza che rende ancora più concreta la vicinanza espressa dopo l’attentato: la solidarietà di giovani cattolici che avevano camminato accanto alle persone LGBT+ durante una giornata di festa e che, poche ore dopo, hanno scelto di raccogliersi nella preghiera.
«L’arcobaleno oggi si è incrinato»
Anche la comunità LGBT+ tedesca ha reagito con dolore all’attacco avvenuto durante il Pride di Berlino. «L’arcobaleno oggi si è incrinato. È un giorno buio per la nostra comunità e per il nostro Paese. I nostri pensieri sono rivolti a tutte le persone direttamente colpite».
Lo ha scritto su Instagram il LSVD+ – Verband Queere Vielfalt, l’associazione nazionale che rappresenta e tutela gli interessi delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersex e delle altre persone LGBT+ in Germania.
Anche la sezione del LSVD+ di Berlino-Brandeburgo ha affidato ai social il proprio cordoglio: «Oggi è un giorno di lutto. I nostri pensieri sono rivolti alle persone ferite, ai loro familiari e a tutti coloro che hanno dovuto assistere a quanto accaduto durante il CSD di Berlino».
L’associazione ha inoltre invitato a non diffondere ipotesi e ricostruzioni non verificate, chiedendo di attendere informazioni certe da parte delle autorità.
Dopo una giornata nata per celebrare la libertà di essere sé stessi, l’arcobaleno di Berlino si è dunque incrinato. Ma nelle preghiere delle Chiese, nelle candele accese dai giovani cattolici e alla vicinanza alla comunità LGBT+ rimane la stessa speranza: che la paura non diventi odio e che l’odio non abbia l’ultima parola.

