Ma è da cristiani scegliere chi amare?

La vignetta di Nakedpastor, come sempre, va dritta al punto con una semplicità che spiazza.
Da una parte c’è il gruppetto degli zelanti fedeli che chiede: «Tu dici di amare tutti. Ma cos’è l’amore?»
Dall’altra parte c’è Gesù che risponde: «Suona come quando mi chiedevano: “Chi è il mio prossimo?”» – richiamando esplicitamente il Vangelo di Luca (Lc 10,29), cioè la domanda che dà origine alla parabola del buon Samaritano.
Il senso è ironico e profondo: ogni volta che qualcuno prova a rendere l’amore più universale, più libero, più inclusivo, c’è sempre chi vuole ridurlo a definizioni, confini, categorie.
È lo stesso meccanismo che vediamo raccontato nel Vangelo di chi cerca di limitare il comandamento dell’amore: dobbiamo amare tutti oppure solo quelli “giusti” secondo noi?
Il vignettista Nakedpastor ribalta la domanda: invece di chiedersi che cos’è l’amore in astratto, invita a guardare al modo in cui l’amore agisce.
E l’amore – quello vero – è come lo scrive nel suo commento che accompagna la vignetta: non fa selezioni, non discrimina, non pesa meriti o appartenenze, abbraccia come il sole, la pioggia, la gravità, che toccano tutti allo stesso modo.
Il punto, insomma, non è dare una definizione teologica, ma accorgersi che l’amore autentico si riconosce perché include, non esclude. Perché unisce, non separa. Perché è la “colla”, come dice l’autore, che tiene insieme l’umanità intera.
È una vignetta che, con un sorriso, ricorda ai cristiani la cosa più semplice e più difficile del Vangelo: amare senza chiedere prima i documenti, le appartenenze, l’orientamento, la morale, la categoria.
Amare, appunto, a “todos, todos, todos”.
* David Hayward, conosciuto come Naked Pastor, è un ex pastore canadese che attraverso vignette semplici e ironiche mette a nudo (da qui il nome) le contraddizioni delle chiese e dei rapporti umani.

