Mille e una domanda. L’omosessualità è una scelta, una fase o una malattia?
Brano tratto dal libro “Our Children A Gift” (Dono del Signore sono i figli) a cura di Drachma Parents*, edito da Midsea Books, Malta, 2023. Traduzione dell’edizione italiana a cura de La tenda di Gionata**
Anche se sei il genitore più aperto del mondo, sai che essere lesbiche, gay, bisessuali o transgender può portare ulteriori complicazioni nella vita di tuo figlio o tua figlia. È comprensibile che tu abbia molte domande: Perché mio figlio è gay? Ha scelto lui stesso di essere gay? Mio figlio sarà felice? È una malattia? È solo una fase passeggera? È colpa nostra? Mio figlio può diventare eterosessuale? Che cosa significa “intersessuale”? Cosa si intende per queer e questioning?
In questo capitolo risponderemo a queste e ad altre domande, basandoci sulle nostre esperienze di vita come genitori di figli lesbiche, gay, bisessuali e transgender.
Ha scelto mio figlio di essere omosessuale?
No, non è stato tuo figlio a scegliere di essere gay o bisessuale. Di fatto, non può scegliere il suo orientamento sessuale né cambiarlo. Ciò che può scegliere tuo figlio è se accettare il suo orientamento sessuale, il modo in cui viverlo e se aprirsi con te e con gli altri su questo.
Se sei eterosessuale, non sei stato tu a scegliere il tuo orientamento sessuale: questo vale per ogni persona e per tutti gli orientamenti sessuali, non solo per le persone lesbiche, gay e bisessuali.
Alla domanda «Cosa porta una persona ad avere un particolare orientamento sessuale?» l’Associazione Americana di Psicologia ha risposto in questo modo:
«Non c’è consenso tra gli scienziati sulle ragioni esatte per cui un individuo sviluppi un orientamento eterosessuale, omosessuale, bisessuale. Sebbene molte ricerche abbiano esaminato le possibili influenze genetiche, ormonali, dello sviluppo, sociali e culturali sull’orientamento sessuale, non sono emersi risultati che permettano agli scienziati di concludere che l’orientamento sessuale sia determinato da uno o più fattori particolari.
Molti pensano che biologia e cultura giochino entrambe un ruolo complesso; la maggior parte delle persone vive poca o nessuna possibilità di scelta riguardo al proprio orientamento sessuale» (Risposte alle vostre domande: Per una migliore comprensione dell’orientamento sessuale e dell’omosessualità).
No, non è stato tuo figlio a scegliere di essere gay o bisessuale. Di fatto, non può scegliere il suo orientamento sessuale, né cambiarlo.
L’omosessualità è una malattia?
L’omosessualità non è né un disturbo né una malattia psichiatrica. Pertanto, non è qualcosa da cui si debba guarire. Questo lo diciamo con tutto il rispetto verso le persone che soffrono di disturbi psichiatrici.
L’omosessualità ha iniziato a essere considerata un problema di salute mentale quando l’Associazione Americana di Psichiatrial’ha inserita nel primo DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) pubblicato nel 1952. Oggi c’è un ampio consenso sul fatto che non c’era alcuna base scientifica per tale conclusione.
La seconda edizione del Manuale, pubblicata nel 1968, la includeva nuovamente, ma nel 1973 la stessa Associazione Americana di Psichiatria, dopo diversi studi scientifici, tra cui quelli di Alfred Kinsey ed Evelyn Hooker, decise che l’omosessualità non doveva più essere considerata un disturbo psichiatrico e la eliminò definitivamente dall’elenco. Nel 1975 l’Associazione Americana di Psicologiaseguì l’esempio e decise di non considerare più l’omosessualità come un disturbo psichiatrico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità fece lo stesso nel 1990.
Alla domanda «L’omosessualità è un disturbo psichiatrico?» l’Associazione Americana di Psicologiaha risposto così:
«No, gli orientamenti omosessuale e bisessuale non sono disturbi. Gli studi scientifici non hanno trovato alcuna associazione intrinseca tra questi orientamenti sessuali e condizioni psicopatologiche. Sia il comportamento eterosessuale che quello omosessuale sono aspetti normali della sessualità umana. Entrambi sono stati documentati in molte culture ed epoche storiche diverse.
Nonostante la persistenza di stereotipi che ritraggono le persone lesbiche, gay e bisessuali come affette da un disturbo, diversi decenni di ricerca e di esperienza clinica hanno portato tutte le più importanti organizzazioni di medicina e di salute mentale di questo Paese a concludere che questi orientamenti rappresentano forme normali dell’esperienza umana.
Le relazioni omosessuali e bisessuali sono forme normali di legame fra gli esseri umani. Pertanto, queste storiche organizzazioni hanno abbandonato da tempo la classificazione dell’omosessualità come disturbo psichiatrico».
L’omosessualità non è né un disturbo psichiatrico né una malattia psichiatrica. Pertanto, non è qualcosa da cui si debba guarire.
* Drachma Parents, fondato nel 2008, è un gruppo maltese di genitori cattolici di persone lesbiche, gay, bisessuali o transgender. Sono madri e padri che sostengono altri genitori e li aiutano a capire, accettare e sostenere i loro figli, che sono figli di Dio.
** La versione italiana del libro “Our Children A Gift” è stata realizzata da La tenda di Gionata in accordo con Drachma Parents ed è stata curata da Luigi Laviola, Ilaria Sparacimino, Valeria Sparacimino e Amelia Chierici.
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