Nella notte della storia. Santi compagni di Quaresima per le persone LGBTQ+
Articolo di Mickey McGrath, O.S.F.S., pubblicato su Outreach (Stati Uniti) il 3 marzo 2026. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata
Ci sono santi che non sembrano santi. Persone imperfette, a volte difficili, perfino scomode. Eppure proprio loro, dentro le contraddizioni della vita, hanno saputo lasciare passare qualcosa del Vangelo.
Durante le settimane della Quaresima l’artista e religioso statunitense Mickey McGrath propone di riscoprire alcune di queste figure come compagni spirituali di cammino, soprattutto per le persone che oggi vivono paura, solitudine o esclusione. Tra loro anche le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali), migranti, persone senza dimora, persone malate o fragili.
Sono storie che parlano di resistenza, di fede vissuta dentro la storia, di speranza che non si spegne. Come quella del gesuita Alfred Delp, che trovò la pace di Dio in una cella di prigione nazista.
Durante le sei settimane della Quaresima condividerò alcune storie nate dall’incontro con alcuni dei santi che porto più nel cuore. Donne e uomini che hanno saputo andare oltre i limiti imposti da un mondo crudele e ingiusto, un mondo che spesso li aveva spinti ai margini.
Proprio da quella condizione hanno cercato di incarnare i principi della Dottrina Sociale della chiesa cattolica.
Queste persone sante possono aiutarci a restare raccolti nella preghiera, sereni e pieni di speranza anche quando attorno a noi crescono ansia, rabbia e paura.
Lasciamo entrare queste figure nella nostra preghiera quaresimale. Possono diventare compagni spirituali e guide per le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali), per migranti che vivono nella paura, per chi non ha una casa e vive nella povertà, per chi affronta fragilità psichiche o fisiche, per chi si sente solo o abbandonato e per chiunque desideri accorgersi della presenza amorosa di Dio nella propria vita quotidiana.
Queste storie ricordano una cosa semplice ma decisiva: non siamo soli. Non in questi tempi inquieti.
Alfred Delp, S.J. (1907-1945)
A quanto pare Alfred Delp non era proprio il confratello più facile con cui vivere in comunità. Poteva essere arrogante, pieno di sé, rumoroso, uno che pretendeva di sapere sempre tutto. Rideva troppo forte e fumava decisamente troppi sigari.
La sua richiesta di emettere i voti solenni fu respinta due volte dal provinciale gesuita. Eppure, alla fine, quei voti li pronunciò tra le lacrime in una cella di prigione nazista, nei giorni che precedettero la sua esecuzione. Un luogo paradossale per un momento così benedetto.
Hitler nutriva un’avversione particolare per i gesuiti. Tra tutti gli ordini religiosi che perseguitò, la Compagnia di Gesù era uno di quelli che detestava maggiormente.
Fu proprio durante la prigionia e le torture subite dai nazisti che Alfred scoprì dentro di sé una presenza di Dio sorprendentemente dolce e amorevole.
Alfred era convinto che il nazismo fosse una forza malvagia da affrontare senza ambiguità. Nei suoi sermoni durante la Messa non nascondeva il proprio disprezzo per il regime. Aiutò anche diverse persone ebree a fuggire dalla Germania verso la Svizzera.
Entrò inoltre nel Kreisau Circle, un gruppo clandestino della resistenza tedesca di cui faceva parte anche il pastore luterano Dietrich Bonhoeffer. Quando il tentativo di assassinare Hitler fallì, tutti i membri conosciuti del gruppo furono arrestati, sottoposti a processi farsa e condannati a morte.
Anche se Alfred non aveva partecipato direttamente al complotto, venne comunque incarcerato nel carcere di Tegel, a Berlino (Germania), dove alla fine fu impiccato.
Il breve periodo trascorso in prigione resta uno dei momenti più intensi della sua storia. Alfred fu detenuto durante l’Avvento e il tempo di Natale. Mentre subiva torture e umiliazioni, con le mani ammanettate e incatenate al muro, scriveva di nascosto saggi e omelie sulla nascita di Cristo.
Proprio nella sua impotenza e nel suo dolore scoprì una pace interiore e una speranza radicate nell’Incarnazione.
Riuscì a far uscire quelle riflessioni grazie all’aiuto di due amiche, entrambe di nome Mary Anne, che avevano il permesso di ritirare e restituire la sua biancheria. Furono loro a introdurre di nascosto carta e penne. E furono sempre loro a portargli ostie non consacrate, così che potesse celebrare segretamente la Messa nella sua cella.
Alfred Delp fu impiccato il 2 febbraio 1945, nella festa della Presentazione del Signore, che segna liturgicamente la conclusione del tempo di Natale.
In questi giorni in cui ansia, tensione e paura sembrano crescere sempre di più — soprattutto per le persone continuamente messe ai margini: migranti, persone di colore, persone gay e persone trans, persone senza dimora, persone senza accesso alle cure mediche, vittime di violenza e vittime dell’odio — la testimonianza del gesuita Alfred Delp ci ricorda che il Vangelo e la Dottrina Sociale della chiesa cattolica esistono oltre le logiche della politica.
Sono una sorgente di pace nel mezzo delle nostre tempeste. Amen.
* Mickey McGrath, O.S.F.S. (Michael O’Neill McGrath) è un religioso degli Oblati di san Francesco di Sales, artista e illustratore statunitense. Le sue opere uniscono arte contemporanea, spiritualità e attenzione alle persone messe ai margini della società.
Testo originale: Saintly companions for LGBTQ Catholics this Lent

