Non passare oltre: contro l’oppressione, scegli la compassione
Testo di Michael Sennett* pubblicato su New Ways Ministry (USA) il 10 luglio 2022.
Liberamente tradotto dai volontari del progetto Gionata
Viviamo in un tempo in cui le persone LGBTQ+ sono ancora troppo spesso vittime di discriminazione, violenza e rifiuto. Eppure, sono proprio loro – così frequentemente ferite, marginalizzate o respinte – a dare testimonianza concreta di compassione e cura. In tanti momenti, sono loro a farsi prossimi, a prendersi cura di chi soffre, come il Buon Samaritano della parabola evangelica.
Molti cattolici queer conoscono bene l’esperienza della sofferenza nella Chiesa. E nonostante ciò, continuano ad accogliere, a costruire legami, a prendersi cura degli altri. In un mondo segnato da odio e paura, l’oppressione rischia di spezzare il legame fraterno che ci unisce. Ma quante volte sono proprio le persone LGBTQ+ a rispondere con generosità, tenerezza e forza d’animo?
Questa testimonianza interpella profondamente la nostra fede. Ci mostra che essere cristiani oggi significa non chiudere gli occhi davanti alla sofferenza altrui, ma fermarsi, guardare, ascoltare e agire.
Significa cambiare il nostro sguardo: non vedere l’altro come un problema da risolvere, ma come una persona da amare. In tante storie, proprio coloro che la Chiesa ha ferito ci insegnano cosa significa vivere il Vangelo con radicalità.
L’invito di Gesù a “fare altrettanto” (Lc 10,37) non è solo per i momenti di emergenza: è uno stile di vita. È la chiamata a costruire una Chiesa che non solo tolleri, ma ami. Una Chiesa che impari da chi ha vissuto l’esclusione e che, proprio grazie a quella ferita, sa riconoscere più chiaramente il volto di Cristo nei volti degli scartati.
Contro l’oppressione anti-LGBTQ+ non bastano parole di vicinanza. Occorrono gesti concreti, cuori aperti, braccia tese, comunità che sanno farsi prossime. Solo così possiamo davvero vivere la parabola del Buon Samaritano oggi: scegliendo la compassione, scegliendo l’amore.
*Michael Sennett è un uomo trans cattolico e un parrocchiano della chiesa di Sant’Ignazio a Boston, Massachusetts (Stati Uniti), dove fa parte del Consiglio pastorale parrocchiale e collabora nella formazione del ministero LGBTQ+. La sua passione per il ministero LGBTQ+ è cresciuta grazie alle sue relazioni con le Suore della Misericordia, i Gesuiti e, soprattutto, con Gesù. Sta attualmente conseguendo un Master in Pastorale presso la Fordham University con l’obiettivo di accompagnare e sostenere le persone queer di fede attraverso l’incontro e il dialogo. Michael è anche collaboratore di Bondings 2.0, la rivista online di New Ways Ministry dedicata a notizie, riflessioni e spiritualità LGBTQ+ in ambito cattolico.
Testo originale: Against Anti-LGBTQ Oppression — Being Good Samaritans for Others

