Non solo per me, ma per tutti: il mio Giubileo di donna transgender cattolica
Testimonianza di Kaitlyn (Gran Bretagna) partecipante al pellegrinaggio giubilare de “La tenda di Gionata e le altre associazioni” con i cristiani LGBT+, i loro familiari e gli operatori pastorali che gli accompagnano. Liberamente tradotta dai volontari del Progetto Gionata.
Mi chiamo Kaitlyn, sono una donna transgender e faccio parte del gruppo londinese LGBT Catholics Westminster*. Per me questo pellegrinaggio giubilare alla Porta Santa di San Pietro è un momento unico nella vita, un evento importantissimo sia per le persone LGBT+ che per il mondo cristiano.
Anche se non siamo i primissimi gruppi di cristiani LGBT+ a incontrare un Papa in Vaticano, noi siamo tra i primi a partecipare a un incontro di questa portata e certamente i primi a portare ufficialmente la Croce del Giubileo nelle celebrazioni giubilari.
Uno dei miei brani preferiti della Scrittura, su cui baso gran parte del mio impegno caritativo e pastorale, è tratto dal Vangelo di Luca 14,12-14:
«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
Queste parole ci ricordano che dobbiamo agire con spirito di gratuità, senza aspettarci ricompense per le nostre azioni o per i nostri gesti di bene.
Chi di noi è stato battezzato e/o cresimato ricorderà di aver ricevuto la luce di Cristo sotto forma di una candela, durante la propria cerimonia. Per molti questo gesto è solo simbolico; per me invece ha un significato profondissimo.
È un invito a vivere come ha vissuto Gesù, a incarnare le istruzioni del Vangelo e a muoversi nella vita come un faro di speranza.
In un evento così importante, è meraviglioso avere la possibilità di partecipare come Pellegrini di Speranza, credo che dobbiamo ricordare che non siamo qui soltanto per rappresentare noi stessi: siamo chiamati piuttosto a essere segno visibile di tutti i nostri fratelli e sorelle cattolici LGBT+ nel mondo, e a far risplendere la luce di Cristo che ci è stata donata.
Dobbiamo portare speranza e ispirazione a chi sente di non poter essere se stesso e cristiano, a chi è stato ferito o non riconosciuto; dobbiamo offrire la nostra esperienza di vita per aiutare altri a superare le difficoltà; e dobbiamo aiutare famiglie e amici dei cristiani LGBT+ a imparare ad accogliersi e amarsi, così come ha fatto Gesù.
Questa è un’occasione straordinaria non solo per testimoniare che noi cristiani LGBT+ esistiamo, ma anche che siamo ancora qui e che l’unico cammino che intendiamo percorrere è quello che va avanti, per il bene di tutti i nostri fratelli e sorelle che non hanno voce o che faticano a vivere la propria autenticità.
Per me questo evento significa tutto, e spero che la mia presenza possa ispirare altre persone a riscoprire l’orgoglio in se stesse — non come forma di ego, ma come opposizione alla vergogna —, a fare coming out e a sentire il caldo abbraccio della loro Chiesa, scoprendo che possono finalmente vivere nella verità di ciò che sono.
* LGBT Catholics Westminster è l’iniziativa pastorale dell’Arcidiocesi cattolica di Westminster (Londra) rivolta ai cattolici LGBT+ e alle loro famiglie e amici. Offre momenti liturgici e di confronto comunitario, come la Messa serale della domenica alla chiesa Farm Street Church (Immaculate Conception) di Londra, seguita da momenti conviviali e da attività spirituali e sociali. Info su lgbtcatholicswestminster.org
> Info ufficiali sul pellegrinaggio giubilare de “La Tenda di Gionata e altre associazioni”

