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Articolo di Molly Sprayregen* pubblicato sul sito web LGBTQ Nation (Stati Uniti) il 24 luglio 2026. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata. Nel 1895, in una stanza sopra un locale di Manhattan, una ventina di persone si incontrava in segreto per potersi vestire liberamente, proteggersi dalla violenza e scoprire di non essere sole. Si chiamavano Cercle Hermaphroditos e la...
Ci sono dei versetti precisi della Bibbia che conducono a prese di posizione negative e proibitive sul comportamento omo-erotico per come era inteso nel contesto delle società del passato; questi passaggi però non hanno alcun riflesso sulla vita dei gay, delle lesbiche, dei bisessuali e dei transessuali di oggi.
La morte di Gesù è stato l’ultimo atto di spregio. I colonizzatori, i gentili, l’hanno messo in croce, fuori dalla città. Gesù crocifisso è fuori dalle mura di Gerusalemme e dai recinti del tempio perchè in Deuteronomio 21.23 viene detto che un uomo impiccato ad un albero è “maledetto”. I corpi di morti e i moribondi sono impuri, perchè i morti non appartengono al mondo dei vivi.
Il rapporto di Notre Dame sulla formazione nei seminari rivela quanto sia scarsa la conoscenza che i funzionari ecclesiastici hanno delle vite dei sacerdoti e dei seminaristi gay. Purtroppo, il clima di paura impedisce di raccogliere dati sulla vera realtà delle vite dei sacerdoti gay.
Prestare attenzione alla mia esperienza queer e metterla in relazione con il cristianesimo mi ha aiutato a ritrovare la mia fede, una storia alla volta, un insegnamento alla volta, un rito alla volta.
Le storie bibliche che avevo ascoltato crescendo e le idee teologiche che mi erano state insegnate improvvisamente cominciavano a diventare vive quando lasciavo che la mia esperienza queer entrasse in dialogo con esse.
Come persone queer, siamo nella posizione perfetta per dare un contributo affinché ogni persona queer incontri l’Amore di Dio: siamo credibili agli occhi di coloro cui ci rivolgiamo perché ne condividiamo le stesse esperienze di vita e le stesse fatiche per cui la nostra scelta, per Cristo e per la Chiesa, pone una questione in grado di essere pietra d’inciampo, e quindi suscitare interesse.
Roman è cristiano e credente, Štěpán è ateo. Come si vive insieme quando per uno Dio è una presenza reale e per l’altro semplicemente non esiste? Ne parlano partendo dalla loro esperienza, senza trasformare la conversazione in una gara per stabilire chi abbia ragione.
Articolo di Frank Abate* pubblicato sul sito di Outreach (USA) il 13 agosto 2026, tradotto liberamente da Luigi e Valeria de La Tenda di Gionata Nel 1991, a Washington, D.C., ho fatto coming out. Ho finalmente ammesso ciò che quasi tutti intorno a me sapevano (senza dirlo) da anni: ero gay. La mia presa di coscienza è avvenuta nel contesto...