Papa Leone incontra padre Martin e raccoglie l’eredità di Francesco sull’accoglienza dei cattolici LGBTQ+
Articolo di Nicole Winfield*, pubblicato sul sito cattolico National Catholic Reporter (Stati Uniti) il 1 settembre 2025. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
Papa Leone XIV ha incontrato lunedì, 1 settembre 2025, uno dei più noti sostenitori di una maggiore inclusione delle persone LGBTQ+ nella chiesa cattolica e lo ha incoraggiato nel suo ministero, a pochi giorni da un pellegrinaggio giubilare di cattolici LGBTQ+ a Roma, in segno di continuità nell’accoglienza.
Padre James Martin, gesuita statunitense autore ed editorialista di America Magazine, ha dichiarato che papa Leone gli ha assicurato l’intenzione di proseguire la linea di accoglienza di Papa Francesco e lo ha esortato a continuare nel suo impegno.
«Ho sentito lo stesso messaggio da Papa Leone che avevo sentito da Papa Francesco: il desiderio di accogliere tutte le persone, comprese le persone LGBTQ», ha raccontato Martin all’Associated Press dopo l’udienza. «È stato meraviglioso. Molto consolante, molto incoraggiante e, francamente, anche molto divertente».
L’incontro, durato circa mezz’ora, è stato annunciato ufficialmente dal Vaticano, segno che Leone desiderava renderlo pubblico.
L’udienza è significativa perché rappresenta un chiaro segno di continuità con Francesco che, più di qualsiasi predecessore di Leone, si era impegnato per rendere la chiesa cattolica un luogo più accogliente per i cattolici LGBTQ+. Dal famoso «Chi sono io per giudicare?» del 2013, riferito a un sacerdote ritenuto omosessuale, fino alla decisione di permettere ai preti di benedire le coppie dello stesso sesso, Francesco si era distinto per il suo messaggio di apertura.
Nelle fotografie diffuse dal Vaticano, Martin appare insieme a Leone nella biblioteca privata del pontefice, luogo in cui questi riceve capi di stato, cardinali, vescovi, leader religiosi di altre fedi e altre personalità. Proprio il fatto che l’incontro si sia svolto lì, e che sia stato reso pubblico, è stato interpretato da molti come una dichiarazione di sostegno al ministero di Martin tra le persone LGBTQ+.
Durante i suoi dodici anni di pontificato (2013-2025), Francesco aveva incontrato più volte Martin, nominandolo consulente del dicastero per la comunicazione e membro del lungo processo sinodale sul futuro della chiesa. Tuttavia, non aveva modificato l’insegnamento della chiesa, che continua a definire gli atti omosessuali «intrinsecamente disordinati».
La posizione di Leone sui cattolici LGBTQ+ era stata finora un punto interrogativo. Subito dopo la sua elezione, nel maggio 2025, erano riemerse alcune sue affermazioni del 2012 in cui, allora conosciuto come padre Robert Prevost, criticava lo “stile di vita omosessuale” e il ruolo dei media nel promuovere l’accettazione delle relazioni tra persone dello stesso sesso, in contrasto con la dottrina cattolica.
Diventato cardinale nel 2023, Prevost aveva risposto a Catholic News Service che Francesco aveva chiarito di non voler che le persone fossero escluse sulla base delle scelte di vita, di lavoro, di abbigliamento o altro. «Ma la dottrina non è cambiata», aveva precisato, «stiamo cercando di essere più accoglienti e più aperti e di dire che tutte le persone sono benvenute nella chiesa».
Martin, che aveva conosciuto Prevost durante i lavori del Sinodo, ha detto di non aver mai avuto dubbi, avendolo sempre considerato «una persona molto aperta, accogliente e inclusiva».
«Ma è meraviglioso sentire questa continuità», ha aggiunto, raccontando che Leone gli ha parlato delle sue priorità per la pace e l’unità, citando in particolare i conflitti in Ucraina, Gaza e Myanmar.
Al tempo stesso, Leone ha ribadito che la chiesa è per «todos, todos, todos», riprendendo la famosa frase in spagnolo di Francesco, a indicare che la chiesa è aperta a tutti.
Martin è tra i fondatori di Outreach, un ministero per l’accoglienza delle persone LGBTQ+, che prenderà parte al pellegrinaggio giubilare organizzato il 5 e 6 settembre dall’associazione italiana “La Tenda di Gionata”. All’evento, che vedrà la partecipazione di circa 1.200 persone, è prevista una Messa nella chiesa del Gesù a Roma, celebrata dal vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Il pellegrinaggio non è sponsorizzato ufficialmente dal Vaticano, ma figura comunque nel calendario degli eventi giubilari. I responsabili vaticani hanno chiarito che tale inserimento non equivale a un riconoscimento, ma serve soltanto a facilitare l’organizzazione logistica dei pellegrinaggi che intendono attraversare la Porta Santa di San Pietro.
Tuttavia, sia il pellegrinaggio che l’udienza concessa a padre Martin inviano un segnale coerente con l’insegnamento evangelico «che Gesù si rivolge alle persone poste ai margini», ha affermato Martin.
«Il messaggio che ho ricevuto da Leone è che, se le persone hanno apprezzato l’approccio di Papa Francesco verso i cattolici LGBTQ, apprezzeranno anche quello di Papa Leone. E mi ha chiesto di continuare ciò che sto facendo, il che è stato molto incoraggiante», ha concluso.
*Nicole Winfield è corrispondente dell’Associated Press in Vaticano e autrice di numerosi articoli di approfondimento sulla chiesa cattolica e la politica internazionale.
Testo originale: “Pope Leo embraces Francis’ legacy on LGBTQ+ Catholics, Fr. James Martin says”

