Papa Leone nomina un nuovo vescovo: cosa ci dice questo sul futuro della pastorale LGBTQ+?
Articolo di Jeromiah Taylor* pubblicato sul sito di New Ways Ministry (USA) il 12 luglio 2025, liberamente tradotto da Luigi e Valeria de La Tenda di Gionata
Fin dall’inizio del pontificato di Leone XIV, si è saputo ben poco dell’atteggiamento del nuovo Papa circa le tematiche LGBTQ+. Tuttavia, la sua ultima nomina episcopale può fornirci indicazioni sull’orientamento del pontefice in tema di pastorale LGBTQ+.
P. Thomas Hennen, nominato vescovo della diocesi di Baker, nell’Oregon, è la prima persona scelta da Leone per il ruolo di vescovo che abbia una qualche esperienza sulle questioni LGBTQ+. Hennen, sacerdote della diocesi di Davenport, Iowa, ha solo quarantasette anni e diventerà il più giovane vescovo a guidare una diocesi statunitense.
Un articolo di Religion News Service (RNS) ha parlato di una «reazione mista» alle attività di Hennen nei confronti della comunità LGBTQ+, mentre il National Catholic Reporter ha definito il vescovo eletto un «campione dell’inclusione LGBTQ+» nell’articolo di RNS.
Il curriculum LGBTQ+ di Hennen include la partecipazione a un’assemblea diocesana del 2023 sulla pastorale LGBTQ+. Durante l’incontro, Hennan ha accennato al suo lavoro con l’associazione Courage, e ha raccontato che quella collaborazione è stata la sua prima vera esposizione pastorale alle persone LGBTQ+. Courage è un gruppo di servizio pastorale che ha tra i suoi obiettivi la promozione del celibato per i cattolici gay e lesbiche.
Il valore di questo approccio pastorale è in realtà controverso e molti cattolici ne criticano l’impostazione rigida e limitante. Il direttore esecutivo di Dignity/Detroit, Frank D’Amore, ha paragonato il gruppo a un programma in dodici tappe «oltraggioso», mentre l’ex primo ministro irlandese Mary McAleese ha definito Courage «machiavellico, pericoloso e deliberatamente pretestuoso».
Parlando del suo lavoro con Courage, Hennen ha raccontato che inizialmente temeva lo stigma e non era sicuro di come si sarebbe relazionato con un gruppo composto principalmente da uomini gay. Ma dopo aver incontrato i partecipanti, Hennan comprese che «non sono molto diverso da queste persone. Anzi, sono molto simile a queste persone». Hennan ha aggiunto di essere «piacevolmente colpito» e «edificato» dalla loro fede. Nel suo discorso, Hennan ha usato l’acronimo «LGBTQ+» e il termine «attrazione per lo stesso sesso», spesso visto dalle persone gay/lesbiche come un termine denigratorio.
Sebbene la lunga affiliazione del neo-vescovo con Courage dia da pensare alle persone che sostengono la comunità LGBTQ+, quando Hennan era vicario generale della diocesi di Davenport, ha contribuito in modo determinante alla stesura della dichiarazione della diocesi del 2023 Linee guida per l’accompagnamento pastorale delle minoranze sessuali e di genere, che New Ways Ministry ha elogiato all’epoca come «straordinariamente positiva» e «sinodalità in azione», e che molti altri hanno considerato come la più utile tra le linee guida recentemente pubblicate.
Le linee guida di Davenport incarnano un approccio alternativo alla comune posizione difensiva della Chiesa, suggerendo invece che un’ampia consultazione delle persone interessate e l’atteggiamento di apertura e attenzione possano mettere le comunità ecclesiali in grado di rispondere caso per caso alle sfide pastorali della diversità nel mondo moderno. Queste dichiarazioni rappresentano probabilmente il documento ufficiale della gerarchia cattolica statunitense più aperto in merito all’inclusione delle persone transgender.
Al momento della pubblicazione, Brennan spiegò al giornale della diocesi di Davenport, The Catholic Messenger, che la strategia di dare ascolto alle persone transgender aveva trasformato l’intero lavoro:
«Più ne parlavamo, più incontravamo le persone transgender o i loro familiari e amici, più riuscivamo a capire chi sono e come si sentono. È stata un’esperienza di vera umanità. Il nostro approccio alla questione si è modificato. Probabilmente siamo orientati a sviluppare una dichiarazione piuttosto che delle indicazioni su base ideologica».
È interessante notare che questi commenti sono in linea con la descrizione che il neo-vescovo ha fatto del suo periodo con Courage, dove gli incontri personali con le persone LGBTQ+ lo hanno aiutato a liberarsi da idee preconcette e da posizioni difensive.
La capacità di «modificare» il proprio approccio alle questioni e di ascoltare le storie delle persone rappresenta un ottimo esempio della visione di papa Francesco di una teologia cattolica «capace di leggere e interpretare il Vangelo nelle condizioni in cui uomini e donne vivono quotidianamente». Se il neo-vescovo Hennen continuerà su questa strada, potrebbe essere una buona notizia per i cattolici LGBTQ+.
Nelle sue prime parole da papa, Leone XIV ha riaffidato la Chiesa universale alla sinodalità. La sua formazione nella Chiesa latino-americana, secondo alcuni, è la base del suo modo di intendere e interpretare il Concilio Vaticano II. Con la nomina di un giovane sacerdote che è capace di imparare dall’ascolto, Leone potrebbe inviare un messaggio alla Chiesa statunitense su come vuole che i vescovi gestiscano le questioni LGBTQ+ nel contesto culturale e sociale attuale.
Speriamo che la capacità di ascolto del neo-vescovo lo aiuti a capire che la pastorale LGBTQ+ deve occuparsi di molto altro e oltre la semplice attenzione all’attività sessuale, e che il servizio deve includere la promozione della vita integrale di una persona LGBTQ+, con tutte le sue componenti, comprese le decisioni che si prendono in coscienza per diventare persone realizzate e integrate e per essere in relazione autentica con gli altri.
*Jeromiah Taylor è un giornalista cattolico di Wichita, Kansas. Lavora al National Catholic Reporter come assistente editoriale e pubblica con diverse testate.
Testo originale: What Does Pope’s New Bishop Appointment Tell Us About Future of LGBTQ+ Ministry?

