Pellegrinaggio giubilare delle persone LGBTQ+: “Ascoltate le nostre vite… perché è quello che farebbe Gesù”

Articolo di Emma Cieslik* pubblicato su New Ways Ministry (Stati Uniti) il 4 luglio 2025.
Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata
Nel dicembre 2024, l’associazione italiana La Tenda di Gionata, che da anni promuove percorsi di ascolto e accoglienza delle persone LGBTQ+ credenti e delle loro famiglie, ha annunciato l’organizzazione di un pellegrinaggio giubilare LGBTQ+ a Roma, in programma per sabato 6 settembre 2025, nel contesto dell’Anno Santo. Il pellegrinaggio porta un titolo quanto mai significativo: “Chiesa: casa per tutti”.
La Tenda di Gionata ha rivolto l’invito a partecipare a “tutte le associazioni e i gruppi che si impegnano nell’accoglienza delle persone LGBTQ+ e delle loro famiglie”, per unirsi a un gesto forte e simbolico: l’attraversamento della Porta Santa nella Basilica di San Pietro. Un momento di grande impatto, per ricordare che anche le persone LGBTQ+ credenti (e i loro familiari) sono parte viva della Chiesa.
Il programma del pellegrinaggio prevede anche una celebrazione eucaristica presso la Chiesa del Gesù, la storica sede della Compagnia di Gesù a Roma, con la partecipazione di monsignor Francesco Savino, vescovo e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana. La sera di venerdì 5 settembre, sempre presso la Chiesa del Gesù, si terrà anche una veglia di preghiera.
Nonostante l’iniziativa abbia trovato sostegno da parte di alcune realtà ecclesiali – come New Ways Ministry, che ha ufficialmente aderito – il cammino non è stato privo di ostacoli.
Subito dopo l’annuncio del pellegrinaggio, i dettagli dell’evento sono apparsi sul sito ufficiale del Giubileo, per poi essere rimossi a metà dicembre 2024.
Tuttavia, a distanza di pochi giorni, sono stati ripubblicati, confermando l’esistenza di una certa tensione all’interno delle istituzioni vaticane. Un portavoce dell’ufficio per il Giubileo ha comunque chiarito che “non si tratta di un evento ufficiale patrocinato o organizzato da noi”.
Ma La Tenda di Gionata ha ribadito con forza che questo pellegrinaggio vuole creare uno spazio in cui le persone LGBTQ+ cattoliche possano presentarsi così come sono e offrire a tutta la Chiesa la possibilità di vederle per ciò che sono: membra vive e preziose del Popolo di Dio.
Tra coloro che guardano con speranza a questo evento c’è Brent Taghap, persona queer e non binaria cattolica che vive a Chicago.
Brent racconta: “Sto attraversando un periodo della mia vita in cui sto recuperando la mia fede. Per me ha perfettamente senso che siano i gesuiti a ospitare questo evento. Negli Stati Uniti, sono proprio loro a sostenere Outreach, un progetto che si rivolge ai cattolici LGBTQ+, coordinato da padre James Martin SJ con Michael O’Loughlin come direttore esecutivo”.
Brent sogna che il pellegrinaggio sia “simile a Outreach, uno spazio sicuro per pregare, incontrarsi, sentirsi accolti e non giudicati dall’ambone”. Aggiunge: “Prego che sia un’opportunità per ascoltare, senza reagire, dove le persone queer possano vivere autenticamente la loro fede nell’Anno Santo. Ma so che non è facile: tutti e tre gli anni in cui Outreach ha organizzato i suoi incontri, ha dovuto affrontare la presenza di contestatori che pregavano fuori dai luoghi delle conferenze”.
Per Brent, un gesto semplice ma rivoluzionario sarebbe partecipare insieme alla Messa: “Credo che, se solo partecipassero con noi alla Messa, capirebbero che siamo esseri umani con una profonda sete spirituale e con una dignità che merita rispetto.
Spero che da questo pellegrinaggio nasca un invito a ‘sorelle e fratelli in Cristo’ ad ascoltarci, ad accogliere le nostre storie senza giudizi teologici… ad ascoltare le nostre vite, perché è quello che farebbe Gesù”.
Il cammino per il riconoscimento delle persone LGBTQ+ nella Chiesa non è nuovo. Da decenni esistono realtà come Dignity, New Ways Ministry, Global Network of Rainbow Catholics e lo stesso Outreach, che hanno cercato di costruire spazi pastorali inclusivi.
Si affiancano a una storia antica e complessa di diversità di genere e orientamenti sessuali all’interno della Chiesa cattolica, e trovano un certo ascolto nei gesti e nelle parole di Papa Francesco, che negli ultimi venticinque anni ha incontrato più volte pellegrini LGBTQ+.
Nel 2019 il Papa ha salutato un gruppo di pellegrini LGBTQ+ provenienti dal Regno Unito. Nel 2023 l’ufficio sinodale del Vaticano ha pubblicato (e poi rimosso, per poi ripristinare con delle scuse) sul proprio sito le risorse di New Ways Ministry.
Sempre Papa Francesco ha incontrato due volte i rappresentanti di questa realtà, e nel secondo incontro ha ricevuto anche alcune persone transgender e intersessuali. Più recentemente, ha salutato uomini e donne trans durante le udienze generali in Piazza San Pietro.
Tra loro anche Maxwell Kuzma, uomo trans e cattolico da sempre, collaboratore di National Catholic Reporter e del blog Bondings 2.0.
Per Maxwell, il pellegrinaggio potrebbe sembrare solo un piccolo passo, ma è un passo visibile e concreto verso la sicurezza e il riconoscimento delle generazioni future di credenti LGBTQ+, anche se la piena accoglienza ecclesiale ancora manca.
“Ho scelto di restare nella Chiesa per chi verrà dopo di me,” racconta Maxwell. “Perché i figli LGBTQ+ continueranno a nascere in famiglie cattoliche. E anche se manca l’educazione o si cerca di ignorare la nostra esistenza, noi esistiamo. E chiunque viva apertamente la propria identità LGBTQ+ ve lo potrà confermare”.
Sia Maxwell che Brent sono consapevoli che forse non vedranno mai una Chiesa pienamente accogliente per le persone LGBTQ+ durante la loro vita, ma sperano che la loro visibilità possa essere un dono per chi verrà dopo.
Restare in una Chiesa cattolica ferita è anche un atto profetico di speranza, con il sogno di diventare a loro volta “anziani queer” – guide e testimoni – come quelli che li hanno ispirati e che oggi rendono possibile un pellegrinaggio come quello del 6 settembre.
*Emma Cieslik è una lavoratrice museale disabile e queer, scrittrice e direttrice del “Queer and Catholic Oral History Project” negli Stati Uniti.
Testo originale: LGBTQ+ Jubilee Pilgrimage, Part 1: “Listen to our lived experience. . .because that’s what Jesus would do”

