Per i cristiani LGBT+ è possibile essere persone intere?
Prefazione di Laura Ricci* tratta dal libro curato da Elisa Belotti**, Mi fido di te. In ascolto delle persone cristiane LGBTǪ+ e dei loro genitori, edito da La tenda di Gionata, marzo 2026, pp.1-2
C’è una domanda che ritorna, formulata in tanti modi diversi, nelle storie di quasi tutte le persone che ho incontrato in anni di servizio pastorale al fianco delle e dei credenti LGBTǪ+ e delle loro famiglie. Una domanda semplice e radicale insieme: è possibile essere persone intere? Intere nell’identità, nelle relazioni, nella fede, nell’appartenenza. Senza dover scegliere quale parte di sé sacrificare sull’altare dell’accettazione altrui.
Ǫuesta domanda è il cuore pulsante del servizio “Mi fido di Te”, nato nel 2020. In questi anni, decine e decine di persone hanno scritto a quel piccolo indirizzo mail cercando qualcuno disposto ad ascoltare senza giudicare: ragazzi e ragazze che faticavano a tenere insieme fede e orientamento sessuale, genitori disorientati dopo il coming out di un figlio, persone transgender in cerca di riconosci- mento, coppie che si chiedevano se ci fosse un posto per loro nella Chiesa.
Fidarsi richiede coraggio in entrambe le direzioni: da un lato per chi si rivela, esponendo la parte più vulnerabile di sé, e dall’altro lato per chi riceve quella fiducia, rinunciando alle proprie certezze per fare spazio a una realtà più viva e più complessa di quanto immaginasse.
Come psicologa, ho avuto il privilegio di camminare accanto a molte di queste persone: in studio, in percorsi pastorali e in contesti ecclesiali di diversa sensibilità. Ho imparato a stare nel silenzio di un abbraccio quando le parole non bastano.
Ho imparato che il conflitto tra identità e fede non nasce dalla debolezza, ma dalla fedeltà: fedeltà a sé e fedeltà a Dio, vissute come inconciliabili da chi non ha ancora trovato uno spazio in cui tenerle insieme. E ho imparato che la fede, lungi dall’essere un ostacolo, può essere la radice più profonda da cui cresce la capacità di amare senza condizioni, anche verso i propri figli.
Perché i genitori, spesso le madri, arrivano all’ascolto con un dolore che non è rifiuto, ma disorientamento. E il cammino dal disorientamento all’accoglienza non solo è possibile, ma è uno dei più trasformativi che mi sia capitato di accompagnare.
Ǫuesto libretto (Mi fido di te. In ascolto delle persone cristiane LGBTǪ+ e dei loro genitori), non offre risposte definitive. Offre voci, storie, domande oneste. Porge la possibilità di sentirsi meno soli. Perché la solitudine – l’ho ascoltato infinite volte – è spesso il peso più difficile da portare.
Se tieni queste pagine tra le mani, probabilmente stai attraversando qualcosa di importante. Che tu possa trovarvi, almeno in parte, una compagnia fedele.
* Laura Ricci è psicologa, formatrice e presidente dell’associazione Doceat, nonché docente di Psicologia Dinamica e Psicologia dell’Età Evolutiva presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. La sua attività professionale si muove lungo due direttrici profonde e complementari: il trauma e il talento. Accompagna persone, gruppi e organizzazioni nel navigare separazioni, lutti e cambiamenti – personali e professionali – con un approccio che trasforma le ferite in nuove opportunità di vita e di crescita.
** Elisa Belotti, giornalista e insegnante, si occupa di diritti umani e comunità marginalizzate, con particolare attenzione all’impatto della religione sulla società. Per La Revue, ha scritto delle inchieste a fumetti sull’ora di religione a scuola, la violenza sulle religiose e le terapie di conversione. È l’autrice di Senza mulini, una newsletter sul cristianesimo nel mondo.


