Perché non noi? I cattolici LGBTQ+ si preparano al loro pellegrinaggio giubilare

Testo di Elisa Belotti, pubblicato su New Ways Ministry (Stati Uniti) il 22 luglio 2025.
Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
Il 2025 è un Anno Giubilare, un grande evento della chiesa cattolica che si tiene ogni 25 anni e che richiama fedeli da ogni parte del mondo a Roma per pregare, attraversare le porte sante di alcune chiese e partecipare ad altre attività spirituali per rinnovare la propria fede. E quest’anno, i cattolici LGBTQ+ desiderano essere parte attiva e visibile di questo Giubileo.
Per la prima volta nella storia della chiesa cattolica, gruppi di credenti LGBTQ+ si stanno preparando a partecipare al Giubileo non “nonostante” la loro identità queer, ma proprio “attraverso” di essa.
Il 6 settembre si ritroveranno per una veglia di preghiera e un pellegrinaggio orante fino alla Basilica di San Pietro, condividendo pubblicamente le loro identità e la loro fede. L’iniziativa è organizzata da La Tenda di Gionata, associazione italiana che accompagna le persone LGBTQ+ credenti, ed è sostenuta da numerosi altri gruppi cattolici LGBTQ+ sparsi in tutto il mondo, tra cui anche i cattolici statunitensi di New Ways Ministry.
Questi credenti desiderano pregare e riflettere insieme alla Chiesa, offrendo la loro esperienza di fede e le loro vite queer come cammino d’incontro con Dio.
Per approfondire lo spirito di questa iniziativa e capire come si stia preparando la comunità, ho parlato con Tiziano Fani Braga, uno dei membri dell’associazione La Tenda di Gionata e tra gli organizzatori del Pellegrinaggio Giubilare LGBTQ+.
Come è nata l’idea di partecipare al Giubileo come cristiani LGBTQ+?
Tutto è cominciato nel 2024 a Bologna, durante un pranzo nella Villa San Giuseppe, una casa di spiritualità gestita dai gesuiti. Era la conclusione di un weekend per operatori pastorali LGBTQ+. A un certo punto ho detto: “Tutti hanno un Giubileo… perché noi no?”.
Poi ci siamo resi conto che volevamo esprimere la nostra gioia, ringraziare il Signore per quanto abbiamo vissuto e pregare per ciò che ci aspetta. Così abbiamo scritto una lettera all’Ufficio del Giubileo in Vaticano. La loro risposta positiva è arrivata alla fine dell’estate, e da quel momento abbiamo cominciato a prepararci.
Come avete coinvolto le persone LGBTQ+ credenti in tutto il mondo?
Abbiamo cercato di coinvolgere tutti i gruppi cristiani LGBTQ+, a livello nazionale e internazionale. L’idea era duplice: da un lato creare comunità, dall’altro mostrare alla chiesa che questi gruppi esistono e sono attivi da anni. Non ci aspettavamo una risposta così ampia. Abbiamo ricevuto più di mille iscrizioni, in gran parte dall’Italia ma anche da Paesi come Stati Uniti, Brasile e Ghana.
A un certo punto, questo evento giubilare LGBTQ+ era stato inserito nel calendario ufficiale del Giubileo vaticano, ma poi è stato rimosso.
Questa rimozione ha sollevato molti dubbi sulle reali intenzioni dell’Ufficio Giubileo. È stato allora che il sostegno di Papa Francesco è diventato decisivo. Grazie al suo intervento abbiamo potuto proseguire con serenità.
Che tipo di eventi avete in programma?
Stiamo organizzando due eventi principali: una veglia di preghiera, ospitata dai gesuiti, e una Messa, preceduta da un pellegrinaggio verso la Basilica di San Pietro.
Il nostro scopo non è protestare, ma vivere un incontro, una preghiera e una riflessione per noi e per la Chiesa. È un modo per dire: “Guardateci, riconosceteci. Anche noi siamo cristiani. Tutti siamo battezzati allo stesso modo”. Desideriamo costruire un dialogo.
Come vi state preparando? Quali temi state approfondendo in vista del Giubileo?
Come preparazione, abbiamo organizzato alcuni incontri online con i referenti dei vari gruppi sostenitori. Abbiamo studiato il significato storico del Giubileo, partendo dalla Bibbia e dalla tradizione ebraica. In questo ci ha aiutati molto don Gian Luca Carrega, sacerdote e biblista.
Abbiamo poi raccolto esperienze di persone che avevano partecipato a Giubilei precedenti, alle Giornate Mondiali della Gioventù o ad altri grandi eventi ecclesiali, ma non in maniera apertamente LGBTQ+.
Ovviamente non potevamo ignorare quanto accaduto alla Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona nel 2023, quando una Messa LGBTQ+ venne interrotta da conservatori che cantavano in latino. Esponevano bandiere arcobaleno e aggredirono verbalmente le persone presenti alla veglia con Papa Francesco, tanto da costringere molti partecipanti queer ad abbandonare l’evento per motivi di sicurezza.
Cosa provate davanti a episodi così negativi
Sappiamo che potrebbe succedere ancora. Potrebbero arrivare critiche o anche delle contro-manifestazioni. Ma ciò che è emerso con più forza è il desiderio collettivo di farci sentire, a qualunque costo.
Un desiderio di superare ostilità, conflitti e ferite, che non si verificano solo nei grandi eventi della Chiesa, ma spesso nelle parrocchie e nella vita quotidiana.
La nostra speranza è che ogni persona LGBTQ+ cattolica possa vivere un cammino spirituale che sia allo stesso tempo ricco e arricchente.
Non parliamo più solo di accoglienza, ma di riconoscimento e valorizzazione. Siamo tutte e tutti figli di Dio. E posso dire che siamo davvero molto preparati, forse perché abbiamo dovuto difendere il nostro cammino di fede con forza e determinazione.
Il messaggio di Gesù è per tutti. Non ci può essere discriminazione per nessuno.
* Elisa Belotti è insegnante e giornalista italiana. Nel 2022 ha pubblicato l’inchiesta a fumetti La fede molesta sugli abusi subiti da religiose nella chiesa cattolica italiana, e Nulla da curare, sulle terapie di conversione, entrambi apparsi sulla rivista La Revue Dessinée Italia.
Testo originale: Why Don’t We? LGBTQ+ Catholics Prepare for Their Jubilee Pilgrimage
Rassegna stampa sul: Pellegrinaggio giubilare LGBT del 6 settembre 2025

