Perché tu sei prezioso ai miei occhi (Isaia 43:1-7)
Predicazione su Isaia 43:1-7 del pastore Bruno Gabrielli tenuta nel culto domenicale per il superamento dell’omotransbifobia nei templi delle chiese valdesi di Messina e di Reggio Calabria il 17 maggio 2026
“Ma ora così parla l’Eterno, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando passerai per le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco, non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà.
Poiché io sono l’Eterno, il tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo salvatore; io ho dato l’Egitto come tuo riscatto, l’Etiopia e Seba al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei stimato e io ti amo, io do degli uomini al tuo posto, e dei popoli in cambio della tua vita. Non temere, perché io sono con te; io ricondurrò la tua discendenza dall’oriente e ti raccoglierò dall’occidente. Dirò al settentrione: ‘Da’!’ e al mezzogiorno: ‘Non trattenere; fa’ venire i miei figli da lontano e le mie figlie dalle estremità della terra, tutti quelli cioè che portano il mio nome, che io ho creato per la mia gloria, che ho formato, che ho fatto’”. (Isaia 43:1-7)
Cari fratelli e care sorelle, così ha parlato il Signore Dio dell’universo al suo antico popolo d’Israele. Così il Signore Dio dell’universo parla anche a noi, che per sua grazia siamo la sua Chiesa. Così il Signore Dio dell’universo parla a ciascuna e a ciascuno di noi perché tutte e tutti: bianchi, neri e gialli; grandi e piccoli; maschi e femmine ed etero, omo, bi o transessuali… facciamo parte dell’unica grande famiglia del Signore Dio dell’universo, di Israele e della Chiesa, che è Padre e Madre di tutti e di tutte coloro che credono in Lui. Così parla il Signore quando noialtri, suoi figli e figlie, abbiamo paura.
Sai che cosa vuol dire aver paura, caro fratello, cara sorella? Bene: il Signore ti dice che non devi aver paura, di niente e di nessuno. E sai perché non devi aver paura? Perché il Signore, il gran Dio dell’universo che ha fatto tutte le cose e ha fatto anche te, è con te e sarà sempre con te, dovunque andrai e qualunque cosa possa succederti.
Non lo vedrai mai: è troppo più grande di te e di tutti noi perché tu o chiunque altro possa vederlo. Ma fìdati: con Dio non sarai mai solo, non sarai mai sola. Ogni volta che vorrai ascoltarlo ti parlerà, proprio come oggi; e anche lui ti ascolterà ogni volta che avrai qualcosa da dirgli: qualunque cosa.
Ti guiderà, ti insegnerà che cos’è la vita – la vera vita – e t’insegnerà a vivere, e farà in modo che non ti manchi mai il necessario per viverla, la vera vita che ha voluto donarti. E non vorrà mai che tu ti perda, ma se ti perderai verrà a cercarti, e non smetterà di cercarti finché non ti avrà trovato. E sai perché farà tutto questo per te?
Perché ti vuole bene, e vuole altrettanto bene a tutti noi che siamo qui e anche a tutti gli altri uomini e donne che non sono qui. Perché siamo tutti suoi figli e figlie ed è lui che ci ha fatti, cresciuti, guidati, protetti, liberati e salvati già tante volte in passato, e lo farà ancora.
Così parla il Signore Dio dell’universo al suo popolo d’Israele e alla sua chiesa, a chiunque voglia ascoltarlo. Questo è il suo invito: “non temere”, non aver paura, perché “io” – il tuo creatore, il tuo liberatore, il tuo salvatore – “sono con te”; e questa è la sua promessa: “io sarò” sempre “con te”ovunque andrai e qualunque cosa ti succeda, perché “io sono il Signore, il tuo Dio”;ho deciso di dedicarmi a te e “tu sei mio”,tu sei mia; sei il mio tesoro, la luce dei miei occhi,insomma: “io ti amo!”.
A onor del vero, sorelle e fratelli cari, quel che il Signore ci rivolge non è un invito che si possa accogliere a cuor leggero, né la promessa di una vita facile, tranquilla e spensierata: “non temere”,non aver paura, fìdati di me… anche se avrai più di un motivo d’aver paura! Io “sarò con te”… quando dovrai attraversare “le acque dei fiumi e “le fiamme del fuoco”.
Nessuna prova ti sarà risparmiata dal Dio che ti ama. Né al suo popolo d’Israele, né alla sua Chiesa il Signore ha mai promesso un’esistenza al riparo dai molti mali che affliggono questo nostro vecchio mondo e che tutti, chi più chi meno, ben conosciamo: pericoli, malattie, fatiche; ingiustizie, guerre, ferite, lutti, morte.
Il popolo prediletto da Dio, al quale in origine son stati rivolti questo invito e questa promessa, non è un popolo “fortunato”: è l’Israele scampato alla distruzione e allo sterminio di Gerusalemme e della Giudea ad opera dei Babilonesi, reduce da 70 anni di deportazione, per lungo tempo sordo e cieco nei confronti della parola e dell’opera del suo Dio.
Ma ora il suo Dio lo richiama a sé: non temere, tu sei mio e io sono con te; anche in futuro, come già in passato,sarò sempre con te, anche nei momenti più brutti – e ne avrai ancora tanti da passare, povero popolo mio –per liberarti, per salvarti, per raggiungerti e riportarti a casa dai luoghi più remoti!
E anche noi valdesi e metodisti non siamo un popolo “fortunato”, ma abbiamo alle spalle una lunga storia di sofferenze, di fatiche, di lotte. Ma il Signore non si è mai dimenticato di noi: non ha lasciato che le acque ci sommergessero, né che il fuoco ci consumasse; non ci ha mai abbandonato e non ci abbandonerà mai. Tutti – chi più, chi meno – abbiamo provato non solo il riso, ma anche il pianto; non solo la gioia, ma anche il dolore.
Il Signore non ti promette che non piangerai, che non soffrirai, che non dovrai nuotare contro corrente, che non ti scotterai più: ti promette soltanto – scusa se è poco – che anche nel buio più buio sarà sempre con te, e piangerà, soffrirà, faticherà e lotterà insieme con te. Restagli vicino, e neppure le acque più tempestose ti sommergeranno; neppure il fuoco più grande e ostinato potrà consumarti.
Come ogni madre e ogni padre che si rispetti anche il Signore, Madre e Padre di tutti, non sarà mai il tuo giocattolo: non soddisferà i tuoi capricci; non sarà sempre disposto a dirti di sì e neppure a rispondere a tutti i tuoi perché. Dirà sempre di sì alla tua persona, senza mai importi di mortificare, di castrare, di rinnegare te stesso o te stessa e amandoti per come sei, ovvero per come il Signore stesso ti ha fatto; ma ti dirà anche dei no: là non andare; quello non lo fare; quest’altro non lo pretendere; non farti del male e non far del male a nessuno: è peccato!
Più spesso e volentieri ti dirà di andare dove non vorresti; di fare qualcosa che ti pesa, che ti costa, ma che invece è bene per te o per altri suoi figli e figlie, per i tuoi fratelli e per le tue sorelle, per la sua e nostra chiesa. Non andare dove il Signore ti manda, non fare quel che Dio comanda… è pure peccato, e se alla fine ti sarai fatto male per avergli disubbidito, o ti ritroverai fra le mani una povera vita senza gioia e senza senso, non metterti a piagnucolare, ma ricorda sempre che il Signore non ti ha mai abbandonato e non ti abbandonerà mai.
Dio, il Creatore e Signore dell’universo, darà la sua vita per la tua, anzi, l’ha già fatto! In suo Figlio Gesù, il Cristo, si è fatto un essere umano come te, come noi. Per tutti noi è vissuto, è morto ed è risuscitato, sconfiggendo il male e la morte, per donarci una speranza viva che non deve e non può morire, qualunque cosa accada.
Già ai tempi dell’Antico Testamento, grandi cose aveva fatto il Signore per i suoi figli e per le sue figlie, ma nessuna così grande. I nostri versetti di oggi ricordano come aveva piegato al suo volere grandi potenze, dall’Egitto dei faraoni all’impero persiano di Ciro il Grande, per liberare e salvare dalla completa distruzione e dall’oblìo il suo piccolo popolo d’Israele. Anche la storia del nostro ancor più piccolo popolo valdese e metodista è piena di ricordi dei grandi miracoli di liberazione e di salvezza operati dal Signore Dio dell’universo per amor nostro.
Ma in Gesù Cristo – l’Emanuele, un nome che proprio questo vuol dire: Dio con noi… -in Gesù Cristo Dio stesso ha acquistato salvezza, libertà e vita per sempre e per tutti i suoi figli e figlie senza alcuna esclusione; per chiunque sia disposto a “portare il suo nome per la sua gloria” – perché la sua “gloria”, la gloria di Dio, altro non è che la sua gente, il suo popolo, la sua chiesa, nonostante tutti i suoi difetti; nonostante le particolarità e i difetti di ciascuno e di ciascuna di noi! – e sia pronto perciò a condividere con altri le sue benedizioni, il suo invito, la sua promessa, il suo amore.
Ciascuna e ciascuno di noi, cari fratelli e care sorelle, porta il suo nome: ci chiamiamo cristiani e cristiane. Anche di te si gloria il Signore. E “ora così parla il Signore” anche a te, anche per te, e ti dice non temere: tu sei mia, tu sei mio e io sono con te; sarò sempre con te, ovunque sarai, qualunque cosa accada “perché tu sei prezioso e stimato, tu sei preziosa e stimata ai miei occhi, e io ti amo”.
Voglia dunque ciascuno e ciascuna di noi glorificare a sua volta il Signore davanti a tutti, e con tutta la propria vita. Amèn.

