“Prima sono venuti per le persone trans…”. In Kansas un rabbino viene espulso dal Senato per aver difeso la loro dignità
Articolo di Molly Sprayregen pubblicato sul portale LGBTQ Nation (Stati Uniti, Kansas) il 29 marzo 2026. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata
Il rabbino Moti Rieber, guida religiosa appartenente al giudaismo ricostruzionista – una corrente ebraica progressista che interpreta la tradizione in dialogo con il mondo contemporaneo e pone grande attenzione alla giustizia sociale – è stato recentemente allontanato dalla tribuna del Senato dello Stato del Kansas, negli Stati Uniti, per tutta la durata della sessione legislativa, dopo aver gridato la sua protesta contro una legge anti-trans.
(…) «Prima sono venuti per le persone trans», ha gridato subito dopo l’approvazione del provvedimento, riprendendo e aggiornando la celebre frase attribuita a Martin Niemöller. «E io non ho parlato perché non ero una persona trans. Poi sono venuti per…». Non ha fatto in tempo a finire: è stato immediatamente accompagnato fuori dall’aula.
In seguito ha raccontato che avrebbe voluto continuare dicendo che poi sarebbero venuti per i migranti e per le persone povere. La sua protesta è visibile anche nel video ufficiale della seduta del Senato del 17 febbraio 2026.
«Provavo un grande dolore», ha spiegato. «Questa volta la cosa mi toccava più da vicino, per via delle amicizie e dei legami che abbiamo costruito su questi temi. Quando conosci le persone, ti senti coinvolto. Queste persone non stanno facendo nulla di male, vogliono solo vivere la loro vita. Prendersela con una popolazione già fragile è una forma di bullismo».
E poi ha aggiunto: «Credo di stare facendo… quello che Dio vuole che io faccia. Nella mia vita ho trovato qualcosa in cui sento di essere utile, che le persone sostengono, e che ha uno scopo». Per Rieber, Dio si manifesta nell’azione collettiva: «Portiamo Dio nel mondo quando facciamo queste cose. Siamo in collaborazione con Dio per riparare il mondo. Tiriamo fuori ciò che è rotto e proviamo a rimetterlo insieme».
Il rabbino ha espresso particolare indignazione per il modo in cui il Senato del Kansas ha aggirato il veto della governatrice del Kansas, sottolineando l’assenza di audizioni pubbliche sul provvedimento, che ha definito «un esercizio superficiale del potere». Negli ultimi anni, ha osservato, il tempo dedicato alle audizioni su leggi importanti si è progressivamente ridotto, così come lo spazio concesso alle testimonianze dei cittadini. Dopo il voto del Senato, anche la Camera dello Stato del Kansas ha confermato la decisione.
La legge S.B. 244, inizialmente pensata per questioni legate alle cauzioni carcerarie, è stata modificata con una procedura parlamentare chiamata “gut-and-go”: il testo è stato svuotato e riscritto per includere restrizioni sull’uso dei bagni senza che su queste nuove norme venissero svolte audizioni.
Le nuove disposizioni vietano alle persone transgender di utilizzare servizi igienici negli edifici pubblici che non corrispondano al sesso assegnato alla nascita. Secondo i critici, la formulazione della legge è così ampia da avere conseguenze anche in contesti come dormitori universitari, case di riposo e ospedali.
La governatrice Kelly, nel porre il veto, aveva dichiarato: «Se tuo nonno si trova in una casa di riposo in una stanza condivisa, tu, come nipote, non potresti andarlo a trovare. Se tua sorella vive in un dormitorio universitario, tu, come fratello, non potresti entrare nella sua stanza. Credo che il Parlamento dovrebbe smettere di dire alle persone come devono andare in bagno e concentrarsi piuttosto su come rendere la vita più sostenibile».
La legge prevede anche il divieto per le persone transgender di aggiornare il genere sui documenti ufficiali, come la patente di guida, e impone l’invalidazione di quelli già modificati. Lo stesso vale per i certificati di nascita.
Dopo l’entrata in vigore della legge, diverse persone transgender hanno iniziato a ricevere lettere dal Dipartimento dei veicoli del Kansas che comunicavano l’annullamento delle loro patenti, senza alcun periodo di transizione previsto.
Il politologo Russell Arben Fox ha espresso preoccupazione per il divieto imposto al rabbino: «Molti hanno un’idea della disobbedienza civile che immagina le grandi proteste del movimento per i diritti civili come perfettamente ordinate. Ma non è così. Vietare a un cittadino di esprimersi in questo modo è un problema serio».
Nonostante il provvedimento nei suoi confronti, Rieber non ha smesso di esporsi. Il 10 marzo ha partecipato a un sit-in guidato da leader religiosi che ha bloccato l’ingresso al Senato del Kansas. «Siamo qui perché quando l’ingiustizia diventa legge, allora la resistenza diventa necessaria», ha dichiarato. «Siamo qui come testimoni morali».
Testo originale: Rabbi banned from state senate gallery after protesting anti-trans bill: “I’m doing what God wants”

