Quando avevano previsto che il matrimonio gay avrebbe distrutto la civiltà. Eppure siamo ancora qui
Articolo di Alex Bollinger*, pubblicato sul sito LGBTQ Nation (Stati Uniti) il 26 giugno 2025. Molto liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata
C’è stato un tempo – e non stiamo parlando del Medioevo, ma degli anni Duemila – in cui nei circoli conservatori americani si diceva sul serio che legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso avrebbe portato alla fine della civiltà.
Sì, fine-fine. Con tanto di fiamme, crolli, caos. Altro che film apocalittici: il vero Armageddon, secondo alcuni, era una torta nuziale con due statuine dello stesso sesso.
Persino un Papa – Papa Benedetto XVI, per la cronaca – ci mise del suo. Nel 2012 dichiarò che “il matrimonio non è una semplice convenzione sociale, ma la cellula fondamentale di ogni società. Le politiche che ne minano le basi minacciano la dignità umana e il futuro stesso dell’umanità”【Reuters】.
E in America? Beh, ci si scatenò. L’ex governatore dell’Arkansas Mike Huckabee, esponente del Partito Repubblicano e voce amata della destra cristiana, nel 2007 affermava che nessuna civiltà che avesse osato “riscrivere il significato del matrimonio” era mai sopravvissuta【Daily Kos】.
Peccato che non fornì nemmeno un esempio a supporto. Perché – sorpresa! – tutte le culture hanno già significati diversi di matrimonio e famiglia. Ma vallo a spiegare…
“Fine della civiltà”: la profezia più gettonata
Negli anni che hanno preceduto la sentenza storica Obergefell v. Hodges del 2015 – con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutti gli Stati – queste previsioni catastrofiche erano ovunque.
Il deputato repubblicano Todd Akin, per esempio, passato alla (triste) storia per aver sostenuto che “le donne non rimangono incinte in caso di stupro legittimo” (sì, lo disse davvero), nel 2006 tuonava: “Chi conosce un minimo la storia dell’umanità sa che non esiste civiltà che abbia accettato apertamente i matrimoni omosessuali e sia sopravvissuta a lungo”【Mother Jones】.
Nel 2010 il reverendo Thomas Euteneuer, presidente di un’organizzazione ultracattolica, parlava di “violenza contro i valori fondamentali della società” e citava la Grecia antica come esempio di decadenza “preceduta dalla proliferazione dello stile di vita gay”. Secondo lui, se non ci si fosse opposti subito, ci saremmo trovati – testuali parole – “alla fine della linea” in men che non si dica【People for the American Way】.
Anche Rick Santorum, ex senatore della Pennsylvania (e altra vecchia conoscenza della destra americana), si preoccupava che se due uomini si sposavano, le coppie eterosessuali non si sarebbero più sentite “speciali”, quindi non si sarebbero più sposate, quindi niente figli, quindi… addio civiltà.
In un’intervista del 2008 disse: “L’istituzione del matrimonio è già sotto attacco. Perché dovremmo fare di più per danneggiarla?”【Pew Research】. E in un articolo del 2012 rincarò la dose: “Il matrimonio è il sangue della società. È ciò che protegge la nostra libertà”【The Atlantic】.
Ma la civiltà… è ancora qui
Ora siamo nel 2025. Dieci anni dopo Obergefell.
Domanda: la civiltà è finita?
Beh, no. C’è traffico, ci sono i reality show, ci sono i mutui da pagare. Le Poste ancora perdono le raccomandate. Tutto nella norma.
Certo, il mondo è complicato. Ma l’apocalisse arcobaleno non si è vista. Nemmeno un unicorno armato in giro per le strade. Forse, proprio perché era tutto un gigantesco spauracchio. Un’esagerazione così estrema da diventare quasi astratta. Talmente astratta da non sembrare mai davvero reale. Giusto una cosa che si dice per spaventare – ma che nessuno prende davvero sul serio.
E infatti, il sostegno al matrimonio egualitario è aumentato negli anni 2010. Se la gente avesse davvero creduto che l’umanità stava per finire, forse non ci sarebbe stata tutta questa corsa agli anelli.
Quindi, cosa abbiamo imparato?
Che i grandi proclami apocalittici spesso nascondono piccole paure.
La paura che la società cambi. Che qualcun altro venga incluso. Che i privilegi si allarghino.
Perché poi, alla fine, cosa significava davvero quella “fine della civiltà”?
Che le cose sarebbero state diverse da prima. Che ci sarebbero stati più tipi di famiglie, più modelli da vedere, più storie da raccontare.
E sì, forse è proprio questo che dava così fastidio.
*Alex Bollinger è giornalista e direttore di LGBTQ Nation, dove segue da anni le notizie LGBTQ+ fin dai tempi dell’amministrazione Bush. Ha un master in Teoria economica ed Econometria presso la Paris School of Economics e vive a Parigi.
Testo originale: “Christians warned marriage equality would end civilization. 10 years in, we’re still standing”

