Quando escludiamo le persone nelle nostre chiese allontaniamo anche Gesù?

Nella prima scena di questa vignetta di David Hayward*, conosciuto come NakedPastor, una pecora che sembra guidare il gregge si rivolge a una pecora con i colori dell’arcobaleno e le dice: «Mi dispiace, ma qui non sei la benvenuta». Dietro di lei c’è Gesù, in silenzio, mentre tutte le altre pecore restano raccolte dentro la chiesa.
Nella scena successiva la chiesa è ancora lì, la croce è sempre sul tetto e il gregge è rimasto ordinatamente al suo posto. Solo che Gesù è uscito. È fuori, accanto alla pecora respinta. E dentro qualcuno domanda, quasi sorpreso: «Ehi, dov’è finito Gesù?».
La vignetta colpisce proprio perché non è Gesù a escludere. È la comunità che pretende di parlare al suo posto, di stabilire chi possa entrare e chi debba restare fuori. In fondo è una tentazione antica: trasformare la fede in un recinto, la Chiesa in un club e il Vangelo in un regolamento d’ingresso.
Ma Gesù, almeno nei Vangeli, ha una certa allergia per i posti troppo ben sorvegliati. Mangia con chi viene giudicato poco raccomandabile, si lascia avvicinare da chi gli altri evitano e attraversa continuamente i confini costruiti dalle persone religiose (Marco 2,15-17). E quando una pecora resta fuori, non sembra particolarmente interessato a controllare se abbia il colore giusto: il pastore lascia le novantanove per raggiungerla (Luca 15,4-7).
Hayward racconta che, quando pubblicò per la prima volta questa vignetta, essa suscitò un tale clamore da fargli capire di aver «toccato un nervo scoperto». Il disegno mostrava infatti che quanti si considerano “dentro” e rivendicano il diritto di escludere gli altri non sopportano l’idea che possa essere proprio la loro «mancanza d’amore» a tenerli lontani dalla pienezza della vita (David Hayward, NakedPastor, commento dell’autore alla vignetta).
Ed è questo il rovesciamento più forte: la pecora arcobaleno non si è smarrita, è stata mandata via. Non ha abbandonato la comunità; è la comunità ad averle mostrato la porta. E Gesù non la riporta dentro chiedendole prima di scolorirsi, di nascondersi o di diventare simile alle altre. Le si mette accanto.
La vignetta, allora, non parla soltanto dell’accoglienza delle persone LGBT+. Dice qualcosa di più profondo sulla Chiesa. Una comunità non è cristiana perché conserva la croce sul tetto, ma perché riconosce Cristo nei corpi, nelle vite e nelle ferite di chi rischia di essere escluso. «Ero forestiero e mi avete accolto», dice Gesù nel Vangelo, identificandosi con chi resta sulla soglia (Matteo 25,35-40).
La domanda finale non è quindi soltanto: “C’è posto per tutti nelle nostre chiese?”, ma è: “quando qualcuno viene escluso in nome di Gesù, siamo proprio sicuri che Gesù rimanga con chi esclude?“
La vignetta sembra rispondere con una certa ironia evangelica, sembra dirci controllate bene dentro la chiesa. Il gregge potrebbe essere ancora tutto lì, composto e soddisfatto. Ma Gesù, nel frattempo, potrebbe essere già uscito dalla porta.
* David Hayward, conosciuto come Naked Pastor, è un ex pastore canadese che attraverso vignette semplici e ironiche mette a nudo (da qui il nome) le contraddizioni delle chiese e dei rapporti umani alla luce del Vangelo. Scopri i nostri commenti alle sue vignette su gionata.org/tag/nakedpastor/

