«Quando i genitori cattolici fanno coming out». Sul quotidiano Domani una storia di fede e coraggio
La giornalista Alessia Arcolaci, sulle pagine del quotidiano Domani di venerdì 13 febbraio 2026, a pag.10 racconta nell’articolo “Nostro figlio è gay. I genitori cattolici fanno il loro coming out” la storia di una famiglia cattolica che ha scelto di trasformare il coming out del figlio gay in un cammino condiviso di fede e relazioni.
Tutto comincia in una cucina di un appartamento di Bologna. Gian Piero rientra a casa e vede sua moglie con lo sguardo basso. Alla domanda «È successo qualcosa di grave?», lei risponde con fatica: «Nostro figlio Lorenzo è gay». Lui resta zitto, prende il telefono e manda un messaggio al figlio: «Ti voglio bene». Un gesto piccolo ma decisivo, che segna l’inizio del loro cammino.
Beatrice descrive con grande lucidità cosa ha significato davvero vivere il coming out dentro una famiglia credente: «Il coming out di un figlio non è mai un evento isolato», racconta Beatrice, che oggi fa parte del gruppo di genitori cristiani con figli Lgbtq, Famiglie in cammino di Bologna, ed è nel direttivo dell’associazione nazionale La tenda di Gionata, che riunisce persone Lgbt+, genitori e operatori pastorali.
Questo «È un processo che coinvolge tutta la famiglia, che rimette in discussione equilibri, certezze, aspettative. Anche quando si pensa di essere pronti, aperti». Le domande arrivano tutte insieme: il futuro del figlio, la paura del rifiuto, il rapporto con Dio. «Per noi la fede non è mai stata un dettaglio… è per questo che il conflitto è stato così forte».
Quello che emerge dal racconto è uno spazio spesso vissuto in solitudine nelle comunità parrocchiali. «Molte famiglie cristiane vivono questa frattura: non vogliono rinunciare a Dio ma nemmeno ai loro figli». Per attraversare questo deserto Beatrice e Gian Piero scelgono di ascoltare davvero Lorenzo: «È da lui che abbiamo imparato di più e ad allontanare la paura». Da qui nasce anche la decisione di raccontarsi pubblicamente, di fare coming out come genitori.
Un passaggio importante è la partecipazione al Festival Francescano di Bologna, dove diventano “libri viventi” sul coming out in una famiglia cattolica. «Chiunque si è potuto fermare a farci una domanda sul nostro vissuto», raccontano. Lì incontrano genitori, educatori, famiglie con bambini e adolescenti: «Siamo stati travolti dal bisogno quasi disperato di confronto». Molti cercano solo una certezza: «Vivere un percorso di fede e avere un figlio omosessuale non è impossibile».
Dentro il gruppo di genitori cristiani con figli LGBT “Famiglie in Cammino” della diocesi di Bologna, accompagnati da sacerdoti e teologi, affrontano anche i nodi più delicati delle Scritture e della dottrina. «Siamo stati accompagnati sui punti più critici della dottrina e delle Scritture», spiegano, mostrando come certi testi possano essere riletti in modo più umano e meno giudicante.
Oggi partecipano al progetto on line di ascolto Mi fido di te rivolto a dare sostegno on line alle famiglie e alle persone credenti LGBTQ+. «Ogni colloquio t’interroga», dice Beatrice, parlando di genitori impreparati, adulti che hanno vissuto nascosti e giovani inseriti nelle parrocchie ma costretti a tacere una parte di sé. «Mi colpisce sempre quanto questi ragazzi cerchino il confronto con altri genitori… sono convinti che la storia di un’altra famiglia possa aiutare la propria».
La loro storia però non resta segnata solo dal conflitto. Con il tempo arriva una serenità concreta: «Oggi l’omosessualità di nostro figlio è parte integrante della nostra famiglia, dentro e fuori casa… conosciamo il suo compagno, non ci sono tabù». Da qui nasce anche una richiesta alla chiesa cattolica: «Le persone Lgbt e le loro famiglie non vogliono abbandonare la fede. Chiedono solo di poterla vivere senza doversi spezzare».
Il ritratto che Alessia Arcolaci traccia sul quotidiano Domani è quello di un coming out che non riguarda solo un figlio gay, ma di un’intera famiglia che impara a cambiare insieme, trasformando una crisi in un percorso di fede più autentico e condiviso.

