Quando il potere religioso protegge gli abusatori. Il caso Chiapino (1661) e la critica al clericalismo di papa Francesco
Breve saggio* di Rab. J. M. John Marshal**, dottorando di Ricerca in Storia alla Goa University (India)
Sebbene in alcuni circoli religiosi cattolici si affermi ampiamente che la pedocriminalità all’interno della Chiesa cattolica debba essere attribuita al clero omosessuale, Papa Francesco ha chiaramente ricondotto tale fenomeno alla cultura clericalista dell’abuso di potere.
In questo breve studio esaminiamo il caso di Iacopo Filippo Chiapino, vittima di abusi sessuali e di potere perpetrati dal clericalismo nella Carmagnola del XVII secolo, in Piemonte. Contrapponendo i panegirici pubblici di padre Francesco Maria Ferragatta, che operò per l’insabbiamento sistemico dei crimini di padre Girolamo Spanzotti, e analizzando la “violenza clericale” dell’epoca attraverso la lente della “Lettera del Santo Padre Francesco al Popolo di Dio” (2018).
Questo lavoro di ricerca evidenzia come una duratura “cultura della morte” si crea quando la reputazione istituzionale viene anteposta alla dignità umana.
HISTORIA DI IACOPO FILIPPO CHIAPINO
Iacopo Filippo Chiapino fu un giovane la cui vita funge da tragica testimonianza della vulnerabilità dei poveri nel Piemonte del Seicento. Nato a Cocconato, in provincia di Asti, Iacopo era un “povero garzone senza padre” (cit. in Lagioia 42).
In cerca di sostentamento, emigrò a Carmagnola, vicino a Torino, intorno al 1657, quattro anni prima dei procedimenti legali che avrebbero documentato le sue sofferenze. Fu introdotto nel convento agostiniano da un frate di nome Pietro Maria, il quale suggerì che il ragazzo potesse “guadagnare qualche soldo” lavorando come corriere.
Il suo compito iniziale fu quello di consegnare una lettera a padre Francesco Maria Ferragatta, allora Provinciale dell’ordine (Lagioia 42). All’età di quindici anni, la vita di Iacopo fu irrevocabilmente sconvolta. Giunto al convento, incontrò padre Girolamo Spanzotti, il quale lo informò che l’incarico di consegna era già stato affidato a un altro ragazzo.
Tuttavia, padre Spanzotti promise di aiutare Iacopo insegnandogli a leggere. Con il pretesto dell’istruzione, il padre lo attirò in una stanzetta che chiamava “scuola”, dove compì sul giovane un brutale atto di violenza sessuale (cit. in Lagioia 42-43).
L’aggressione lasciò Iacopo con danni fisici “incurabili”. Per un anno intero dopo l’evento, la sua salute precipitò; soffriva di dolori estremi ed emorragie.
Quando cercò aiuto presso l’Ospedale di San Giovanni, “non poteva più camminare” (Lagioia 43-44). Le “cure” mediche del tempo furono traumatiche quanto l’aggressione stessa, comportando l’applicazione del “fuoco attuale” (cauterizzazione) da parte di barbieri-chirurghi per trattare le ulcere interne e le lesioni riportate (Lagioia 44).
Nonostante l’immenso potere dei suoi abusatori, Iacopo cercò giustizia attraverso il procuratore fiscale dell’onestà, Giovanni Manghino. Dovette affrontare una campagna coordinata di “colpevole prudenza” e intimidazione guidata da padre Ferragatta, che lo supplicò di tacere, e da padre Spanzotti, che lo costrinse a firmare una ritrattazione “falsissima” (cit. in Lagioia 44).
Iacopo infine testimoniò davanti al nunzio, denunciando la “professione” sistemica di sodomia e l’abuso di potere all’interno del convento, assicurando che il suo “grido fosse più potente di tutte le misure volte a silenziarlo” (Francesco; Lagioia 44).
IL CLERICALISMO, PAPA FRANCESCO E IL CASO DI IACOPO
Il caso di Carmagnola, visto attraverso la lente della “Lettera al Popolo di Dio di Papa Francesco”, si trasforma da narrazione di sessualità deviante a una profonda critica dell’abuso di potere e di coscienza.
Papa Francesco identifica il “clericalismo” come un “modo peculiare di intendere l’autorità della Chiesa” che tratta i fedeli come “piccole élite” senza volti o corpi (Francesco).
Questa distorsione sistemica dell’autorità è precisamente ciò che permise la tragedia che nel XVII secolo che coinvolse padre Ferragatta e padre Spanzotti. Papa Francesco sostiene che il “dolore lancinante di queste vittime… è stato a lungo ignorato, taciuto o messo a tacere” (Francesco).
A Carmagnola, questo silenzio non fu una semplice svista, ma un deliberato esercizio di potere istituzionale. Quando Iacopo Chiapino cercò riparazione, si scontrò con padre Ferragatta — il Provinciale e stimato teologo — che usò il suo potere spirituale e istituzionale per “pregare” il ragazzo di tacere (cit. in Lagioia 44).
Questa è la “corruzione spirituale” descritta da Francesco: una “forma di cecità comoda e autosufficiente” dove “l’inganno e la calunnia” diventano accettabili per proteggere l’istituzione (Francesco).
Padre Ferragatta non protesse padre Spanzotti per un impulso sessuale condiviso, ma per preservare il “Giglio” della reputazione dell’Ordine. L’abuso di potere precedette e facilitò l’abuso del corpo; padre Spanzotti usò l’autorità di insegnante e sacerdote per intrappolare il giovane Chiapino in un “camerino” con il pretesto dell’istruzione (cit. in Lagioia 42)
Padre Ferragatta era una figura di notevole statura ecclesiastica, celebre predicatore e dignitario dell’Ordine Agostiniano (Sokol Books 40). La sua bibliografia, come notato da Goffredo Casalis, include una serie di panegirici che enfatizzano l’innocenza verginale e la rigorosa autodisciplina (Casalis 727).
Nella sua opera del 1645, Il Giglio, padre Ferragatta tesseva le lodi del santo bambino Nicola da Tolentino, descrivendolo come “immaturo negli anni, ma maturo nella virtù” e un “tenero fanciullo” che “castigava la carne” per ottenere la vittoria spirituale (cit. in Lagioia 41).
Inoltre, padre Ferragatta era un devoto di San Bernardino da Siena (Casalis 727), il predicatore del XV secolo noto per il suo “odio esuberante” verso i sodomiti (Crompton 210). Bernardino comandava ai suoi fedeli di “sputare forte” al solo accenno alla sodomia per “estinguere il loro fuoco” (Crompton 210).
Allineandosi a tali figure, padre Ferragatta costruì un’identità pubblica radicata nell’assoluta intolleranza verso la devianza sessuale. Tuttavia, nella realtà, prevalsero i suoi tentativi di insabbiamento di questo piuttosto che la ricerca della giustizia.
FILOSOFIA DEL CORPO E MEDICINA
Il caso di Carmagnola offre un doloroso esempio della filosofia del corpo del XVII secolo, evidenziando come il clericalismo portasse spesso slla distruzione letterale della persona fisica.
Il Corpo Sacro vs Il Corpo Profano
I panegirici di padre Ferragatta esemplificano come le “tenere membra” del santo bambino siano considerati meri vasi per una “mente robusta e vigorosa” (cit. in Lagioia 41). Nella filosofia di padre Ferragatta, il corpo ideale è quello “castigato” e “soggiogato” (41). Tuttavia, il caso dell’abuso di Iacopo Chiapino rivela l’ipocrisia di questo ascetismo.
Mentre padre Ferragatta predicava il trionfo dello spirito sulla carne, il suo contemporaneo padre Spanzotti considerava il corpo del ragazzo come un oggetto usa e getta. La minimizzazione della violenza da parte di padre Spanzotti — sostenendo che le finestre erano chiuse solo “per stare al fresco” e che perfino “le donne non si lamentano” (cit. in Lagioia 42-43) — suggerisce una filosofia del corpo in cui l’autonomia fisica della vittima è interamente assorbita dai desideri del predatore.
Violenza Medica e Semiotica del Dolore
Quando Chiapino cercò aiuto all’ospedale di San Giovanni, la risposta medica fu violenta quanto l’aggressione iniziale. L’applicazione del “fuoco attuale” (cauterizzazione) e altri “rimedi violenti” riflette un paradigma medico in cui la guarigione richiedeva l’inflizione di ulteriore dolore (Lagioia 44).
La descrizione del chirurgo Francesco Emanuelli di “ulcere” e “condilomate” (76, cit. in Lagioia 44) funge da registro fisico del “vituperio” (vergogna).
Qui, il corpo diventa testimone; anche quando padre Ferragatta e i superiori tentarono di silenziare la voce del ragazzo, il suo “sangue puro” e la carne deturpata fornirono una testimonianza che la gerarchia ecclesiastica non poté cancellare.
CONCLUSIONE
Papa Francesco afferma che “dire no all’abuso significa dire un no deciso a ogni forma di clericalismo”. Il caso di Carmagnola dimostra che la sessualità è stata solo il mezzo attraverso il quale si è espressa una patologia di potere più profonda e antica.
La “colpevole prudenza” di padre Ferragatta (Lagioia 44) era la versione secentesca della “cultura della morte” che papa Francesco ha cercato di sradicare: un sistema in cui la preservazione dei “troni” dei potenti viene pagata con il sangue degli umili (papa Francesco).
OMAGGIO POETICO
Questa poesia, composta dall’autore di questo breve saggio, cerca di esprimere il dolore, le lotte e la speranza in Dio che vendica e restaura, ispirandosi al caso di Iacopo.
Il Giglio Violato
Senza padre, cercai una famiglia in seno alla Madre Chiesa;
invece, divenni un oggetto di consumo!
Violato, vittimizzato, ri-vittimizzato e manipolato!
Il mio corpo è straziato e la mia anima è sfinita!
Esigono che io rimanga in silenzio!
Ma il mio corpo parla attraverso il dolore e le sue piaghe.
Le mie gambe zoppicano, i miei movimenti sono ridotti,
eppure la mia lotta per la giustizia non avrà mai fine!
Se sono una “minaccia”, lo sono solo per i farisei che cercano di gestirmi!
Per i sepolcri imbiancati, sono l’agnello vulnerabile a cui danno la caccia!
Eppure parlano di santi fanciulli e delle loro virtù —
predicano proprio ciò che non sanno seguire!
La mia fiducia è in Cristo, che tutto vede!
Colui che permise la morte di Lazzaro, lo ha anche risuscitato.
Colui che ha permesso questa violenza mi renderà giustizia;
gli stessi farisei che distrussero il corpo di Cristo sono coloro che hanno violato il mio!
Eppure la mia fede nel Signore degli Eserciti non svanisce mai!
Cristo guarirà ogni ferita inflitta al corpo e alla mente;
lo Spirito mi condurrà presso acque tranquille.
Il Dio Trino, Difensore degli Orfani, mi renderà giustizia!
Gloria al Dio Trino nei secoli dei secoli! Amen! Amen!
* Devo un sincero ringraziamento ad Alessandro Previti e a La Tenda di Gionata per aver attirato per primi la mia attenzione sul caso di Carmagnola (provincia di Torino, Italia).
** Rab. J. M. John Marshal è dottorando di Ricerca in Storia, DDKSSBS, presso la Goa University (India), fondatore e responsabile dell’Elamite Interfaith Movement. Email: johnbti0901142@gmail.com
BIBLIOGRAFIA:
ANT (Archivio Nunziatura di Torino). Cancelleria, Acta, vol. 1040, cc. 5r–18r. Quoted in Lagioia, pp. 41–46.
Casalis, Goffredo. Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S.M. il re di Sardegna. Vol. 18, Presso G. Maspero, 1848.
Crompton, Louis. Homosexuality and Civilization. Harvard University Press, 2003.
Francis. Letter of His Holiness Pope Francis to the People of God. The Holy See, 20 Aug. 2018,
Lagioia, Vincenzo. “‘Per l’eccesso commesso’: Chierici e pedocriminalità in alcuni casi dell’Italia moderna (secc. XVII-XVIII)” in “In segreto: Crimini sessuali e clero tra età moderna e contemporanea“, a cura di Lorenzo Benadusi, Vincenzo Lagioia, Mimesis Edizioni, 2022, pp. 41–46.
Sokol Books. Catalogue of the International League of Antiquarian Booksellers (ILAB), no. 39, pp. 39–40.

