Se la Bibbia fa paura alle persone queer perché continuiamo a interrogarla?
Riflessioni di Brandan Robertson* tratte dal suo libro Queer & Christian: Reclaiming the Bible, Our Faith, and Our Place at the Table
(Queer e cristiani. Riprenderci la Bibbia, la fede e il nostro posto a tavola), edito da St. Martin’s Publishing Group (Stati Uniti), 2025. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata
«L’amore perfetto scaccia la paura» (1 Giovanni 4,18). In queste cinque parole della Bibbia è racchiusa l’interezza della mia fede. Poco prima ci viene detto che «Dio è amore» (1 Giovanni 4,16), il che significa che ovunque sia presente il Dio che è amore, la paura non può esistere.
È una verità profondamente bella e liberante. Eppure, come persona queer che ha cercato di conoscere Dio, ho sperimentato una quantità enorme di paura.
Sono stato reso impaurito da predicatori eretti sui pulpiti, Bibbie rilegati in pelle tra le mani, mentre dichiaravano che la cosa più gentile che si potesse dire a una persona coinvolta nel “peccato dell’omosessualità” era che si trattava di un peccato che l’avrebbe dannata ed esclusa per sempre dal regno di Dio.
Sono stato angosciato leggendo traduzioni moderne della Bibbia che affermano esplicitamente che, se un uomo pratica l’omosessualità avendo rapporti con un altro uomo, entrambi hanno commesso un atto abominevole e meritano la morte.
Sono stato reso pieno di paure mentre cercavo di vivere la mia fede, perché mi veniva assicurato che una parte di me, che non avevo scelto e che non potevo cambiare, mi rendeva detestabile agli occhi di Dio.
Così, invece di una fede fondata sull’amore, la mia fede è diventata radicata nella paura, una paura che sembrava provenire direttamente dalle pagine della Bibbia.
Ho iniziato a chiedermi come fosse possibile che lo stesso libro che dichiara che “l’amore perfetto scaccia la paura” potesse essere la fonte di tanto terrore nella mia vita. Se Dio era davvero presente in questo libro sacro, come poteva esserci anche la paura?
E come potevano le stesse persone che affermavano di predicare la buona notizia dell’amore di Dio essere quelle che avevano solo cattive notizie per persone queer come me?
Se stai leggendo queste pagine, probabilmente ti sei posto domande simili. Probabilmente ti sei chiesto come una religione che dovrebbe basarsi sull’amore sia diventata una religione di dolore, abuso e paura per così tante persone queer.
Molte persone sono arrivate a credere che la fonte di tutta l’omofobia e la transfobia nella chiesa provenga direttamente dalle pagine della Bibbia stessa. E considerando quanto questo testo sia stato usato per ferire, non sorprende che venga visto come un’arma pericolosa più che come una fonte di nutrimento spirituale (…).
Eppure la Bibbia è anche il libro che proclama che l’amore scaccia la paura, che invita a “praticare la giustizia, amare la misericordia e camminare umilmente con il nostro Dio” (Michea 6,8), che chiama a “sciogliere le catene dell’ingiustizia e liberare gli oppressi” (Isaia 58,6).
È un testo che nasce dall’esperienza di popoli segnati dall’emarginazione, non dal privilegio. Forse, allora, il problema non è la Bibbia in sé, ma ciò che ne è stato fatto.
* Brandan Robertson è un teologo e pastore evangelico statunitense. Si occupa di interpretazione biblica, giustizia sociale e inclusione delle persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisex, trans, queer, intersex e asessuali). È autore di numerosi libri e una delle voci più ascoltate del cristianesimo inclusivo evangelico contemporaneo.
Testo originale: Queer & Christian: Reclaiming the Bible, Our Faith, and Our Place at the Table

