Queer e cristiano. Un pastore evangelico ripensa il cammino di fede a partire dall’inclusione
Articolo di Jason DeRose* pubblicato sul sito National Public Radio (Stati Uniti) il 19 giugno 2025. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
Quando ha scelto il titolo per il suo nuovo libro, Queer & Christian: Reclaiming the Bible, Our Faith, and Our Place at the Table (Queer e cristiano. Riscoprire la Bibbia, la nostra fede e il nostro posto a tavola), il pastore Brandan Robertson sapeva che la parola “queer” avrebbe provocato numerose reazioni. Proprio per questo ha deciso di affrontare la questione fin dalle prime righe del suo libro.
«È una dichiarazione radicale», scrive, «del nostro impegno a vivere in modo autentico, ad essere chi Dio ci ha creati per essere, e non chi la nostra società, la nostra comunità o la nostra religione ci dicono che dobbiamo essere».
Autenticità, per Robertson, non è solo una parola: è un percorso spirituale e pubblico. Pastore di una piccola comunità evangelica del Queens, a New York, è seguito da centinaia di migliaia di persone online, specialmente attraverso TikTok. È proprio lì che ha trovato una generazione affamata di contenuti biblici e teologici profondi, spesso inaccessibili ai non addetti ai lavori.
«Da quando ho iniziato a fare ministero su TikTok», racconta, «mi sono reso conto che c’era una fame profonda tra i giovani della Gen Z per contenuti spirituali significativi. Ma troppo spesso tutto questo è rinchiuso nelle torri d’avorio dei seminari».
I suoi video, a tratti ironici e a tratti intensamente spirituali, parlano lo stesso linguaggio di chi lo segue: nella forma di piccole prediche, balli in costume e riflessioni sul Vangelo da una prospettiva queer. In uno di questi video, Robertson paragona la resurrezione di Lazzaro all’esperienza delle persone LGBTQ+ nelle chiese: «Lazzaro era chiuso in un sepolcro buio, legato in bende funebri, dato per morto. È esattamente quello che tante chiese fanno con le persone LGBT».
Il potere liberante di una lettura queer della Bibbia
Il libro Queer & Christian, pubblicato da St. Martin’s Press, è un ibrido tra autobiografia, studio biblico e riflessione etica. Racconta degli anni dell’adolescenza e dei vent’anni vissuti nell’ambiente evangelico, in lotta con la propria omosessualità. Per un periodo, tentò anche di “pregare per diventare etero”, affidandosi a percorsi di counseling. Non funzionò. E oggi, Robertson non solo accetta la propria omosessualità ma la celebra.
Come altri autori cristiani LGBTQ+, Robertson affronta i cosiddetti “passaggi biblici della condanna”, offrendo risposte brevi e mirate per chi se li sente rinfacciare. Ma va oltre. Propone vere e proprie “letture queer” delle Scritture, rileggendo con nuovi occhi personaggi come Giuseppe, Ruth, Davide e Gionata.
«Giuseppe viene bullizzato dai suoi fratelli, al punto che vogliono ucciderlo. Ma grazie all’amore del Padre e alla sua perseveranza nella propria identità, diventa uno dei grandi leader di Israele», racconta Robertson. Anche nella storia di Ruth e nella relazione tra Davide e Gionata, vede la possibilità di identificazione per le persone LGBTQ+, in relazioni profonde e affettive che sfidano le letture tradizionali.
Neppure Gesù sfugge al suo sguardo queer: «Un uomo ebreo trentenne, celibe, che rifiuta la famiglia e viaggia predicando la buona notizia? È qualcosa di rarissimo per il I secolo. E rappresenta una sfida radicale ai modelli patriarcali del suo tempo».
La fede come spazio per la verità di sé
Robertson ammette che dieci anni fa avrebbe riso di fronte all’idea di una lettura queer delle Scritture. Ma dopo il seminario e ora da dottorando in teologia, ne è diventato un promotore convinto. «È importante che ogni comunità possa riconoscersi nel volto di Cristo», afferma. «Anche piccoli spiragli nei testi biblici, che permettano alle persone queer di dire: “Gesù può comprendere la mia esperienza”, sono di una forza terapeutica e liberante straordinaria».
Questa liberazione, sottolinea, non è un allontanamento dalla Bibbia o dal cristianesimo, ma un cammino verso letture che siano portatrici di vita.
Tra crescita dell’accoglienza e resistenze culturali
Secondo dati diffusi nel 2025 dal Pew Research Center, il 57% dei cristiani statunitensi crede che «l’omosessualità debba essere accettata dalla società», contro il 44% nel 2007. Il supporto è più marcato tra protestanti storici e cattolici. Anche i favorevoli al matrimonio tra persone dello stesso sesso sono in aumento: oggi sono il 55% dei cristiani, contro il 44% di dieci anni fa.
Tuttavia, le resistenze rimangono forti. A inizio giugno, la Southern Baptist Convention — il più grande gruppo protestante degli Stati Uniti — ha approvato una risoluzione che chiede l’abolizione del matrimonio egualitario. «Continueremo a sostenere questa posizione, indipendentemente da quello che dicono i sondaggi», ha dichiarato Brent Leatherwood, presidente della Commissione etica dei battisti del Sud.
Un’etica fondata sull’amore, non sulle regole
Nella parte conclusiva del suo libro, Robertson affronta il tema dell’etica sessuale e relazionale. Dopo anni passati a pregare di “guarire” dalla sua omosessualità, oggi riconosce che non c’è nulla da guarire. E anzi, c’è molto da amare. Pur rispettando le scelte di chi promuove la castità fino al matrimonio, Robertson propone un approccio meno normativo, ispirato alle parole di Paolo nella Prima lettera ai Corinzi: «Tutto è lecito, ma non tutto giova».
«In sintesi, è il principio: fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te», spiega. «Qualsiasi esperienza sessuale o relazionale deve essere radicata nell’amore per l’altro e per sé stessi». Anche rapporti fuori dal matrimonio o non monogami possono rientrare in questa prospettiva, se vissuti con consapevolezza e responsabilità.
Il suo libro è rivolto in primo luogo alle persone LGBTQ+, ma il suo messaggio abbraccia tutta la Chiesa. «Credo che le persone queer abbiano una missione speciale: aiutare la Chiesa eterosessuale e cisgender a riscoprire una delle verità centrali insegnate da Gesù. Morire al nostro falso io e rinascere al nostro vero io è il cammino verso la salvezza».
*Jason DeRose è corrispondente per la religione e l’etica presso NPR (National Public Radio). Ha lavorato a lungo sull’intersezione tra fede, giustizia e inclusione, con particolare attenzione ai temi LGBTQ+ all’interno delle comunità religiose.
Testo originale: Pastor’s book ‘Queer & Christian’ is about more than LGBTQ acceptance

