Resta solo quanto è dato. I quattro movimenti dell’amore che si fa carne
Riflessioni di Paolo Spina* sul vangelo della quarta domenica d’avvento
È vero che nella pagina evangelica proposta per oggi (Matteo 1,18-24) leggiamo che “Giuseppe prese con sé Maria”, ma è ancor più vero che, nel suo silenzio, Giuseppe è soprattutto l’uomo del dono di se.
Non comprende tutto, forse non comprende quasi nulla. Eppure si fida. Accoglie Maria, accoglie il mistero, accoglie la vita che non ha generato lui.
Il Natale nasce da un sì silenzioso che salva il mondo. La giustizia di Giuseppe non è legalismo: è disponibilità a lasciarsi cambiare da Dio.
“Lo diede ai suoi discepoli”: tanto tempo dopo, il figlio di questo falegname di Nazaret, trasmise lo stesso insegnamento ai suoi attraverso quel pane preso, benedetto, spezzato. Un pane che prende vita solo quando è dato.
Essere dati significa appartenersi fino in fondo e poi offrirsi. Darsi significa non trattenere, non possedere, non calcolare.
Il dono è il vero volto di un Dio che viene a noi come bambino, come fratello, come pane quotidiano.
L’avvento culmina con questa domanda: a chi sono dato? Per chi sono dono?
Alla fine di questo tempo che prepara al Natale, la voce profetica annuncia: “Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio” (Isaia 7,10-14).
Il segno non appare come un prodigio grandioso, ma nel dono semplice e insuperabile di un figlio.
Il dono di Dio, il dono che è Dio prende forma nella carne fragile e preziosissima di una donna. Il Figlio è dato come luce nella notte della storia.
Per questo l’amato sussurra potentemente: “Forte come la morte è l’amore” (Cantico dei Cantici 8,6-7).
L’amore che tutto dona e tutto si dona è più forte della minaccia che ogni realtà sia incamminata insesorabilmente verso la fine; la fiamma di quel Dio che ha amore per nome non può essere spenta: neppure la morte la vince.
L’amore dato, solo e soltanto questo, è ciò che resta.
* Paolo Spina è un medico, appassionato di Sacra Scrittura e teologia femminista e queer. Laureato in Scienze religiose, collabora con il Progetto Cristiani LGBT+ e con La tenda di Gionata scrivendo su temi di attualità e cristianesimo. Le sue riflessioni le trovi raccolte qui.

