Ribelli con cura. A scuola con le “cattive ragazze”
Dialogo di Katya Parente con Barbara Piccinini
La scuola è senz’altro uno dei primi ambienti di crescita. Fin da piccoli le aule e i banchi hanno fatto parte della nostra quotidianità – una quotidianità che non sempre e non per tutti é, come dovrebbe essere, così serena. Per molti il bullismo ha fatto la parte del leone, perché magari non ci si confermava alla maggioranza, perché si sentivano cose diverse dagli altri. Perché si era “quelli strani”, quelli che oggi magari si definirebbero semplicemente queer.
E purtroppo le cose non sono cambiate molto, almeno stando alle iniziative che si moltiplicano per sensibilizzare su questi argomenti insegnanti, genitori e studenti.
È in questo solco che si inserisce la guida “Quale genere di scuola?” a cura del gruppo romano delle “Cattive Ragazze”. Ed è di questo, tra le altre cose, che parliamo con Barbara Piccinini, presidente del collettivo.
Chi sono le “Cattive Ragazze” e perché vi definite “ribelli con cura”?
Cattive Ragazze nasce come collettivo nel 2020, durante il lockdown, per poi diventare associazione nel 2023. Siamo un gruppo di donne, con storie diverse alle spalle, che intrecciando i loro percorsi nel mondo della scuola si sono riconosciute.
Crediamo che la lotta femminista intersezionale, la lotta politica per un mondo ed una società diversi, siano processi che vedono la Scuola pubblica come luogo e come spazio naturale di applicazione. Da marzo 2020 ad oggi siamo cresciute e abbiamo creato non solo un gruppo coeso e riconoscibile ma attivato e alimentato una serie di reti in differenti ambienti di impegno e di lotta.
Ribelli con Cura per noi riassume due aspetti complementari: la ribellione e la cura. La ribellione è quella spinta che ci porta a mettere in discussione le ingiustizie, gli stereotipi, tutto ciò che opprime e marginalizza.
Ma non basta, vogliamo anche prenderci cura delle persone, dei territori, delle relazioni, dei corpi e delle parole, significa scegliere la lotta femminista e trans-femminista come pratica politica, farlo con radicalità ma intrecciando legami, creando spazi sicuri e sostenendo processi di autodeterminazione.
In quale ambiti operate?
Se la nostra ambizione è sognare e costruire mondi diversi, come abbiamo detto, allora si comprende che operiamo in quasi tutti gli ambiti ma soprattutto lo facciamo con una postura e uno sguardo. Siamo dentro diverse strade di lotta, non c’è solo la scuola, ma c’è il diritto per la salute sessuale e riproduttiva, i diritti di affermazione e autodeterminazione, la questione ambientale, il diritto al cibo giusto ed equo, la pace, la lotta agli stereotipi e pregiudizi, la città intersezionale e intergenerazionale, i luoghi aperti e partecipati, la capacità di esercitare il conflitto, non contrapposizione, con le amministrazioni e i governi affinché lavorino per fare la loro parte come descrive e dice la Costituzione, la creazione di reti attive per il supporto a campagne nazionali o internazionali, il diritto a migrare e ad essere cittadinanza del mondo, la ricostruzione della memoria storica perché ricordare è continuare a lottare su una strada che ci precede e ci succede, ecc.
Insomma siamo impegnate su tutti i “fronti” in modo stabile o a volte eccezionale a seconda di quello che accade.
Perché avete pubblicato la guida “Quale genere di scuola?”
La nostra azione nasce dal territorio per poi espandersi alla città, a livello nazionale e a volte internazionale. Secondo lo spirito della frase “agire locale pensare globale” siamo molto radicate nel Municipio nel quale tutte abitiamo e che abbiamo attraversato insieme anche prima di fondare Cattive Ragazze.
Il nostro è un municipio da sempre fortemente caratterizzato dalla presenza di gruppi e movimenti Anti scelta con i quali ci siamo più o meno scontrate da sempre. Da sempre abbiamo individuato la loro strategia e compreso che la scuola e la sua occupazione erano un aspetto centrale per attuare la loro agenda. Pertanto abbiamo imparato a “vederli arrivare” e a capire come agire. Trovare quali sono gli elementi del sistema che favoriscono la loro presenza.
Sappiamo pure che non sono la maggioranza dei genitori come spesso raccontano di essere, ma sappiamo che sono potenti e ben organizzati e soprattutto hanno negli anni adottato un registro comunicativo che nelle scuole non viene compreso nella sua pericolosità. La loro strategia è parlare di diritti delle famiglie e di priorità educativa delle famiglie. Non è facile capire subito cosa comporta e nasconde questa affermazione. Anche quando parlano di consenso informato preventivo non è facile capire cosa stanno dicendo. Anche la loro tecnica di ingaggio non è evidente.
Quindi abbiamo deciso che era importante condividere il nostro patrimonio di esperienza per dare a chi vuole gli strumenti per vederli arrivare e non farli entrare. Questo patrimonio non si traduce solo in pratiche possibili ma anche nella conoscenza del funzionamento della scuola e degli strumenti che la scuola ha per essere una fucina di democrazia partecipata e un luogo di crescita vera per le persone che la abitano.
Per questo lo abbiamo chiamato manuale per genitori consapevoli perché sappiamo come il loro target siano proprio loro e allora abbiamo voluto fare una contro informazione vera e seria che ci auspichiamo possa realizzare un “contro ingaggio” verso le posizioni e le affermazioni di questi movimenti.
Vorremmo che la guida facesse capire non solo l’importanza della scuola dentro il sistema costituzionale e democratico ma soprattutto la centralità della partecipazione e della creazione non di una alleanza generica con la Scuola ma di alleanze dentro le scuole tra le differenti anime che ci vivono: studenti, docenti e genitori ma una alleanza di cura e riconoscimento. Questo li metterebbe veramente in difficoltà.
Che tipo di problematiche incontrano gli studenti queer e come si possono superare?
Oggi come oggi non sono solo studenti queer ad avere problemi di diritti dentro le aule. Abbiamo docenti queer, personale amministrativo queer, genitori queer, fratelli o sorelle queer. La scuola che stanno creando oggi attraverso una serie di interventi chirurgici e parcellizzati mira ad impedire a tutte le persone queer il diritto alla propria soggettività e affermazione.
Un docente o anche un amministrativo oggi rischia in termini proprio di provvedimenti disciplinari il suo essere auto dichiarato queer, student non avranno più la carriera alias e non potranno più vivere in serenità la loro affermazione dentro la scuola, genitori non etero cis avranno più difficoltà in generale nel paese tanto più nelle scuole piene di burocrazia.
Questo varrà anche per persone con background migratorio o appartenenti ad altri credi religiosi. Questo varrà per chiunque deciderà di esercitare il dissenso o il conflitto a scuola.
Ovviamente dentro questo oscuro scenario le soggettività queer saranno più esposte e per questo occorre costruire alleanze. “Non sei solə a scuola” oggi deve essere un mantra.
State lavorando a qualche altro progetto?
Tanti, storici e nuovi, siamo molto prolifiche e soprattutto attraversiamo questi tempi senza fare sconti e dunque ovunque ci giriamo c’è una questione che va capita, affrontata, gestita. Dalle guerre al marciapiedi rotto potremmo dire.
In relazione alla guida c’è un progetto secondario che vorremmo costruire: un Osservatorio che monitori quello che succede nelle scuole e i livelli non solo di infiltrazione di questi movimenti, anche per dedurne le alleanze che fanno e con chi le fanno, ma anche gli ostacoli che si incontreranno nelle scuole nella programmazione, nella possibilità di organizzare incontri, nel diritto alle scuole superiori di poter autorganizzarsi in spazi e incontri.
Per questo nella guida è possibile trovare, alla fine, “se vuoi raccontaci che succede nella tua scuola”.
L’Osservatorio è un progetto a cui pensiamo da tempo ma per costruirlo ci vuole una rete di alleati più capillare a livello nazionale, ci stiamo lavorando.
Ringraziamo Barbara e, nel ricordarvi che la guida è scaricabile sul loro sito, vi lasciamo i loro contatti: cattiveragazze2020@gmail.com in rete su cattiveragazze2020.wordpress.com

