Se Gesù si trovasse ad ascoltare come si predica nelle nostre chiese…

Questa vignetta di Naked Pastor* mostra un pastore che sta predicando davanti alla sua comunità. Tra i banchi i fedeli ascoltano. E in mezzo a loro, seduto con un’aria un po’ perplessa, c’è Gesù.
Il predicatore urla ad alta voce: «Lavatevi nel sangue di Gesù e diventerete bianchi come la neve!»
È un’immagine biblica. Richiama quel passaggio dove Dio promette che i peccati, anche se rossi come lo scarlatto, possono diventare “bianchi come la neve” (Isaia 1,18). Un’immagine antica per parlare di perdono, di vita nuova.
Ma mentre il pastore urla quella frase senza spiegarla, ridotta quasi a uno slogan, Gesù ascolta. E guardando il suo volto perplesso sembra quasi pensare che qualcosa, lungo la strada, sia andato un po’ storto.
Perché il Vangelo non ha mai chiesto alle persone di diventare bianche, né in senso simbolico né, tanto meno, nel senso letterale. Non ha mai chiesto di somigliare a un ideale uniforme, pulito, perfetto, standardizzato. Semmai ha fatto esattamente il contrario.
Gesù passava il tempo con persone diverse, impreviste, fuori posto. Con quelli che non rientravano nel modello giusto del suo tempo. Non chiedeva loro di diventare altro da ciò che erano. Chiedeva piuttosto di vivere, rialzarsi, ricominciare.
E poi, diciamolo… se davvero Gesù fosse seduto oggi tra i banchi di molte chiese, probabilmente qualcuno lo guarderebbe con curiosità. Non sarebbe il Gesù dei santini: pelle chiarissima, capelli castani chiari, occhi azzurri e aria nord-europea.
Era un ebreo della Galilea, un uomo del Medio Oriente. Pelle scura, capelli scuri, tratti semitici. Più vicino ai volti che si incontrano oggi tra Palestina, Siria e Libano che alle immagini che per secoli abbiamo appeso sopra gli altari (J. D. Crossan, Jesus: A Revolutionary Biography, HarperOne, 1994).
Ecco perché Gesù, seduto in fondo alla chiesa, con la sua pelle scura e la corona di spine in testa, mentre ascolta qualcuno spiegare che per essere salvati bisogna diventare “bianchi come la neve”, rimane perplesso e sembra pensare: «Ma davvero è questo che ho detto?»
Perché a volte il Vangelo lo facciamo semplicemente diventare qualcos’altro. Ne prendiamo una frase e la usiamo dimenticandoci di cosa davvero vuol dirci. Lo trasformiamo in una richiesta di uniformità, quando invece era una promessa di libertà.
E allora sì… forse oggi Gesù resterebbe seduto tra i banchi delle nostre chiese ad ascoltare perplesso certe prediche misogine, escludenti, portatrici di pregiudizi e paure più che di cammini liberati.
E guarderebbe chi le pronuncia con uno sguardo ironico. Come quando si ascolta qualcuno parlare molto… ma che non ha capito davvero, ciò che proclama, con tanta sicurezza.
* David Hayward, conosciuto come Naked Pastor, è un ex pastore canadese che attraverso vignette semplici e ironiche mette a nudo (da qui il nome) le contraddizioni delle chiese e dei rapporti umani alla luce del Vangelo. Scopri i nostri commenti alle sue vignette su gionata.org/tag/nakedpastor/

