Sono Erin, una persona cristiana non binaria
Testimonianza di Audrey tratta dal sito Beloved Arise (Stati Uniti). Liberamente tradotta da Teresa Mugno, volontaria de La Tenda di Gionata
Da quando ho accettato il mio essere queer, ho iniziato ad apprezzare ancora di più la mia fede. Dio mi ha mostrato modi profondi per vivere le virtù che ci insegna per mezzo della Sua parola – la Bibbia – e adoro poter mostrarmi come sono e seguirlo, senza vergognarmi di essere una persona queer.
Ma sono consapevole e comprendo che non tutti riescono ad accogliere e sostenere il percorso su cui sto camminando. Essendo una persona apertamente religiosa e queer, è inevitabile che io incontri persone che non provano gli stessi sentimenti.
Sebbene io non veda questa cosa come un ostacolo nel fare amicizia (perchè è una cosa buona essere aperti e socievoli), ciò non mi impedisce di provare rifiuto e delusione da parte degli altri, specialmente quando sono anch’essi credenti con cui pensavo di poter stringere una bella amicizia.
Sto imparando a stabilire tre cose: Prima di tutto, non sento più il bisogno di scusarmi perché mi mostro come sono. La verità è che amo essere queer e amo amare Dio. Questi due fatti non si escludono a vicenda. Ciò che impedisce alle persone di realizzare questo fatto è solamente il loro bigottismo.
Poi, è vero che Dio mi chiama ad essere paziente e comprensivo con le altre persone, ma non significa che debba tollerare le loro credenze e azioni discriminanti. Sto imparando a difendermi, sempre con atteggiamento di amore.
Infine, continuerò a seguire Cristo. Tutto ciò avviene tramite la grazia di Dio. Posso pienamente testimoniare che essere una persona cristiana queer è una meravigliosa verità esistenziale, che sono grato di poter sperimentare.
Testo originale: Erin

