Sotto lo stesso cielo. La Pastorale Arcobaleno della diocesi cattolica Svizzera di Basilea
Scheda a cura dei volontari de La tenda di Gionata
La Diocesi di Basilea (Bistum Basel), nel nord della Svizzera, è la più grande diocesi cattolica del Paese. Si estende su dieci cantoni — tra cui Argovia, Berna, Lucerna, Sciaffusa e Soletta — e rappresenta una realtà cattolica di lingua tedesca che, da anni, cerca un equilibrio tra tradizione e innovazione pastorale.
Nel 2016, su impulso del vescovo Felix Gmür e di un gruppo di fedeli, è nato l’Arbeitskreis Regenbogenpastoral (“Pastorale Arcobaleno”), una iniziativa ufficiale della diocesi che si rivolge a persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex, e alle loro famiglie. L’obiettivo dichiarato è promuovere accoglienza, ascolto e consulenza teologico-pastorale.
Nel volantino ufficiale pubblicato nel 2023 si legge: “Siamo parte della grande varietà dell’essere umano. Che siamo omo-, bi- o eterosessuali, che il nostro genere sia evidente o no, un’esistenza piena è promessa a tutti.”
La Pastorale Arcobaleno opera oggi come organo di consulenza per il vescovo e come punto di riferimento per parrocchie, operatori pastorali e persone LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asex).
Nella descrizione ufficiale, la Regenbogenpastoral è presentata come una realtà che “si impegna per un ulteriore sviluppo della teologia e della pastorale” in diocesi (Bistum Basel, sezione Kommissionen – Regenbogenpastoral).
Tuttavia, gli stessi documenti diocesani riconoscono l’esistenza di limiti e tensioni: “Non ovunque c’è lo stesso spazio di manovra”, si legge in una nota della diocesi di Basilea che sottolinea la difficoltà di conciliare l’accoglienza pastorale con la dottrina cattolica vigente (Bistum Basel, Differenzen zwischen Homosexuellen und Kirche bei Regenbogenpastoral).
Le critiche a questa iniziativa diocesana non sono mancate. Alcune voci, interne ed esterne alla Chiesa, hanno sottolineato il rischio che il progetto della pastorale arcobaleno diocesana resti confinato a un piano relazionale e simbolico, senza affrontare i nodi istituzionali legati al riconoscimento pieno delle persone LGBTQIA+ nella vita ecclesiale.
Altri osservano che l’iniziativa, pur animata da buone intenzioni, si muove entro un quadro che resta vincolato dalle norme canoniche e dalle direttive vaticane.
Nonostante queste difficoltà, la pastorale continua a operare con un suo oncaricaton, cercando un punto di equilibrio tra fedeltà alla tradizione cattolica e risposta alle esigenze delle persone che si sentono spesso ai margini.
Il testo di presentazione della Pastorale Arcobaleno riassume il senso di questo cammino in una formula inclusiva ma sobria: “Contribuiamo a una Chiesa che ha molti volti e in cui le persone, indipendentemente da sesso, origine o aspetto, trovano arricchimento nella comunità.” (Bistum Basel, volantino diocesano sulla pastorale, 2023).
Si tratta, in definitiva, di un esperimento ecclesiale che cerca di aprire spazi senza strappi, di accompagnare senza sostituirsi ai processi dottrinali, e di tradurre in pratica l’intento di una Chiesa cattolica che in Svizzera si interroga sul proprio modo di accogliere, ascoltare e comprendere chi, per lungo tempo, si è sentito escluso.
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