Storia trans 101: le persone trans nel mondo
Articolo di Mercedes Allen* pubblicato su LGBTQ Nation (Stati Uniti) il 24 febbraio 2016, parte seconda. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
Presentare cronologicamente le testimonianze trans attraverso i secoli è quasi impossibile, quindi eccole ordinate per area geografica.
Medio Oriente
Nel Medio Oriente, sacerdotesse MTF (male-to-female) servivano divinità come Astarte, Dea Syria, Atargatis e Ashtoreth/Ishtar.
Sacerdotesse gallae servivano invece Cibele, la Grande Madre dei Frigi.
L’espressione transgender compare anche nelle origini antiche del festival Kumbh Mela ad Allahabad (India).
Per secoli, la tradizione musulmana distinse tra:
- persone transgender MTF (male-to-female) che vivevano come prostitute o criminali,
- e persone la cui femminilità era ritenuta innata, rispettabili e chiamate mukhannathun.
Queste ultime erano accettate all’interno dell’Islam. Potevano avere relazioni con uomini o donne, ma solo quelle castrate o attratte esclusivamente dagli uomini potevano entrare negli spazi femminili.
In seguito fu ordinato che tutti i mukhannathun fossero castrati.
Africa
Tradizioni intersessuali o transgender sono registrate in molte culture africane: Akan, Bobo, Dogon, Kimbundu, Luba, Lugbara (dove le persone MTF sono chiamate okule e le persone FTM (female-to-male, persone che transitano dal femminile al maschile) sono chiamate agule), Shona-Karonga, Zulu e altri.
Alcune di queste tradizioni sopravvivono nelle cerimonie dell’Africa occidentale e nelle religioni derivate in Brasile e Haiti.
Tre figure storiche significative:
- Ashurbanipal (Sardanapalo), re assiro del VII secolo a.C., spesso descritto con abiti femminili;
- Hatshepsut, regina d’Egitto salita al trono nel 1503 a.C., che indossò abiti maschili e la barba cerimoniale dei faraoni;
- Nzinga, sovrana dell’Angola (1624–1653), che si vestiva da uomo e guidava truppe in battaglia.
Asia
Le Hijra (tradizione indiana che comprende persone transgender o intersex appartenenti a un terzo genere) sono presenti ancora oggi. La loro presenza ai matrimoni è considerata un buon auspicio, anche se subiscono discriminazioni nel sistema sociale moderno.
Molte venerano la dea Bahuchara Mata; alcune venerano Shiva nella forma androgina Ardhanarisvara.
Figure transgender sono presenti anche in Indonesia, Cina, Corea, Okinawa e altrove.
Nel 1995 l’archeologo Timothy Taylor ha trovato prove di identità transgender in tombe dell’Età del Ferro nel sud della Russia.
Europa
In Europa, sacerdotesse MTF (male-to-female) servivano Artemide, Ecate e Diana.
La mitologia greca è ricchissima di racconti di travestimento, metamorfosi di genere e ambiguità sessuale: Achille, Eracle, Dioniso, Atena, Tiresia e molti altri.
Cupid (Eros) era all’inizio rappresentato come intersessuale, e uno dei suoi nomi diede origine al termine “ermafrodita”.
Le Amazzoni erano viste come un popolo che univa qualità maschili e femminili: Plinio il Giovane le chiamò Androgynae.
In Albania, una vergine poteva giurare davanti a dodici testimoni che non si sarebbe sposata, e da quel momento veniva riconosciuta come uomo, con diritto a portare armi e guidare greggi.
Nord America
Nelle culture native, fino agli anni ’30, sono documentate figure Two-Spirit (termine delle popolazioni native nordamericane che indica persone che uniscono in sé dimensioni maschili e femminili, e può includere esperienze gay, lesbiche, bisessuali, transgender, intersex e varianti di genere).
Si riteneva che avessero due spiriti nello stesso corpo, e per questo meritassero grande rispetto.
Il missionario gesuita Jacques Marquette osservò che, nelle tribù Illinois e Nadouessi, nulla veniva deciso senza il loro parere.
Molti resoconti europei, pieni di sensazionalismo, furono usati per giustificare genocidi e la distruzione delle culture native.
Sud America
Tra gli Araucani e i Mapuche esistevano sacerdotesse MTF (male-to-female).
Nel popolo Tupinamba, alcune donne vivevano come uomini e partecipavano alla guerra.
Fu questo che spinse Pedro de Magalhães a dare il nome “Amazzoni” al grande fiume.
Nella tradizione Yoruba (oggi presente anche in Brasile), la divinità Shango è rappresentata come appartenente a tutti i generi.
Presenza diffusa, origini difficili da ricostruire
È improbabile che tutte queste tradizioni abbiano un’origine comune; alcune possono somigliarsi solo per coincidenza.
Ma il numero di ricorrenze è notevole: divinità intersessuali, sacerdoti e sacerdotesse trans, ruoli sociali dedicati alle persone che univano in sé caratteristiche maschili e femminili.
Sfortunatamente, molte informazioni sono andate perdute nei millenni — tra roghi di testi, conquiste militari e cancellazioni culturali — e oggi possiamo solo speculare.
La storia la scrivono i vincitori, e i vincitori raramente sono stati persone transgender o omosessuali/bisessuali.
* Mercedes Allen è una scrittrice e attivista canadese impegnata nei temi delle persone transgender, dei diritti umani e della storia queer.
Testo originale: Trans History 101: Transgender Expression in Ancient Times

