Tra vocazione e amore: la “Carta aperta alla libertà” di Melqui e Denisson
“Lettera aperta alla libertà” di Melqui Ferraz pubblicata sul sito Goiás246 (Brasile) il 18 ottobre 2025. Liberamente tradotta dai volontari del Progetto Gionata.
Nel 2025, gli ex seminaristi brasiliani Melqui Ferraz e Denisson Santos, che avevano intrapreso un cammino di formazione verso il sacerdozio cattolico senza essere ordinati preti, hanno suscitato grande attenzione annunciando pubblicamente la loro relazione e la decisione di lasciare il seminario. La loro storia è stata raccontata attraverso una “Carta aperta alla libertà”, nella quale Melqui Ferraz ha condiviso alcuni passaggi del loro cammino, i conflitti interiori vissuti e il coraggio necessario per scegliere di vivere apertamente il loro amore.
Nella lettera Melqui Ferraz, rivolgendosi all’amato Denisson, ricorda come il sentimento tra loro sia cresciuto gradualmente, fino a diventare impossibile da ignorare. «Non è stato soltanto un giorno, un mese o un anno, ma periodi che sembravano un’eternità senza averti accanto a me nel modo in cui avevamo sempre desiderato», scrivono. E ricorda anche il dolore di continuare a sostenere un percorso vocazionale che non sentivano più corrispondere alla loro vita: «Solo noi sappiamo quanto abbiamo pianto e quanto siamo stati infelici nel sostenere una vocazione».
Secondo quanto riportato anche dal portale brasiliano BNews, la decisione dei due ex seminaristi di allontanarsi dal percorso verso il sacerdozio è stata dolorosa ma, alla fine, inevitabile. «Per molti è follia, per noi è liberazione», raccontano, paragonando quel passaggio alla sensazione di un uccello che finalmente può volare libero dopo anni trascorsi in gabbia.
La loro storia ha suscitato molte reazioni e polemiche in Brasile, soprattutto sui social, riaprendo il dibattito sul celibato, sull’omosessualità, sulla vocazione e sulla possibilità di vivere con autenticità all’interno della Chiesa cattolica. Nonostante le critiche, Melqui e Denisson affermano che la loro scelta ha portato serenità e un nuovo significato alle loro vite. Ecco la loro lettera.
Carta aperta alla libertà
Non è semplicemente un giorno 27 qualsiasi, ma un giorno 27 che segna una LIBERAZIONE. Ma che cos’è questa libertà? La libertà di AMARTI. Non è stato soltanto un giorno, un mese o un anno, ma periodi che sembravano un’eternità senza poterti avere accanto a me nel modo in cui avevamo sempre desiderato. Solo noi sappiamo quanto abbiamo pianto e quanto siamo stati infelici nel sostenere una vocazione nella quale, un tempo, avevamo sentito davvero volontà e desiderio.
Poi abbiamo aperto gli occhi e cominciato a guardare la vita in modo diverso. Cercando di dare un nuovo significato a 12 e 5 anni delle nostre vite e di vivere nel modo più coerente possibile, abbiamo capito che non valeva la pena continuare come ci era stato chiesto: «Restate qui, non c’è problema, ma siate prudenti».
Ma perché parlare di LIBERTÀ? Ti do la risposta: la libertà di non vivere prigionieri di persone che usano continuamente il proprio potere per controllarti; la libertà di non vivere dentro la nostra stessa ipocrisia; la libertà di non essere abusati fisicamente e psicologicamente; la libertà di non essere molestati ogni giorno da persone che pensavi sarebbero state le tue guide spirituali. La libertà di essere LIBERI, di essere te stesso.
Quando abbiamo spezzato quelle catene ci hanno detto: «State chiudendo molte porte. Se andrà male, non potrete più tornare indietro». Ma la forza e il desiderio di essere liberi ci hanno impedito di dare ascolto a quelle voci. E oggi siamo qui: nulla di quello che ci avevano detto sarebbe successo è accaduto. La forza di chi vuole davvero costruire la propria vita è più grande di qualsiasi ostacolo.
Per loro può sembrare una cosa di pochi giorni; per noi è la liberazione da anni trascorsi nascosti dietro abiti che agli occhi della gente rappresentavano la santità, mentre dentro di noi ormai nulla corrispondeva più alla bellezza e al significato di quelle vesti.
Oggi posso finalmente affermare ciò che già sapevo: IO TI AMO. Ed è valsa la pena lasciare tutto questo per poter essere, insieme a te, come un uccellino libero.
Forse molti ci considereranno pazzi o ribelli, ma è perché non sanno cosa significhi stare dentro quel mondo e sentirsi come una marionetta completamente controllata. All’inizio è vocazione, poi diventa paura e vergogna di andarsene e di deludere la famiglia e gli amici.
Quante persone vorrebbero fare quello che abbiamo fatto noi, ma purtroppo non ne hanno la forza perché si sentono completamente incatenate?
Noi abbiamo avuto una fortuna: abbiamo avuto l’un l’altro. Ed è per questo che ti amo.
Testo originale: Ex-padres assumem romance homoafetivo em carta aberta e deixam a batina

