Tre suggerimenti per mantenere vivo il cammino del pellegrinaggio giubilare LGBTQ+
Articolo di Tulio Huggins, pubblicato su New Ways Ministry (Stati Uniti) il 28 settembre 2026. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
A un anno dal pellegrinaggio giubilare LGBTQ+ a Roma, lo scrittore (italiano) Luigi Testa ha riflettuto su quell’esperienza, indicando tre direzioni che i cattolici LGBTQ+ dovrebbero seguire nel cammino verso l’inclusione nella Chiesa.
Il pellegrinaggio giubilare LGBTQ+ è stato organizzato (a Roma il 5-6 settembre 2025) da La Tenda di Gionata, un’ associazione cattolica italiana nata «per condividere il cammino che i cristiani LGBTQ+ vivono ogni giorno»., ed ha riunito oltre 1.400 persone provenienti da diversi Paesi del mondo. Un momento giubilare che è stato preceduto da una Messa celebrata nella chiesa del Gesù, presieduta da mons. Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, ed è culminato nel passaggio attraverso la Porta Santa della Basilica di San Pietro.
Scrivendo sul sito Progetto Gionata, Luigi Testa descrive quei giorni di pellegrinaggio come «una carezza per tanti. I canti, i volti, i sorrisi, le lacrime, le parole ci restano impressi». Quella «grazia giubilare» ha permesso di «aprirci all’ascolto autentico perché lo Spirito ci chiami per nome, aiutandoci a riscoprire la nostra identità».
Ma la responsabilità che deriva da quella grazia indica tre diverse direzioni. La prima consiste nel rimettere al centro il rapporto personale con Gesù Cristo. Scrive Testa:
«I cristiani LGBT+, più di altri, possono davvero testimoniare che il contenuto della fede non è una morale e neppure un’etica, ma l’incontro con una persona. La testimonianza di chi lotta corpo a corpo con le strettoie di una morale fraintesa o addirittura di un moralismo non evangelico, pur di continuare a restare abbracciato a Cristo, pur di continuare ad aderire a Lui, può essere un antidoto molto efficace nella Chiesa contro quel “veleno nascosto e orrendo del tuo errore” di cui parla Agostino: “volere che la grazia di Cristo consista nel suo esempio e non nel dono della sua persona” (Contra Iulianum. Opus imperfectum).»
I cattolici LGBT+ devono inoltre riaffermare il loro impegno nei confronti della Chiesa:
«La nostra scelta deve essere chiara, se si tratta di restare nella Chiesa come si resta in una famiglia: senza smettere di essere noi stessi, ma senza pretendere comprensioni immediate e facili.»
La terza direzione consiste nell’essere testimoni presenti all’interno della Chiesa:
«Si tratta di immaginare modi, personali e di gruppo, di essere presenti negli ambienti ordinari del nostro cattolicesimo – parrocchie, associazioni, movimenti – portando lì la nostra testimonianza di cristiani impegnati, appassionati, seri, radicali, innamorati di Cristo, devoti alla Chiesa e magari – dove possibile – anche la nostra testimonianza di un amore coniugale felice e fecondo.»
I suggerimenti di Luigi Testa offrono importanti indicazioni spirituali che tengono insieme il rispetto per la Chiesa e quello per le persone LGBTQ+. Per leggere integralmente la riflessione di Luigi Testa clicca qui
Testo originale: Three Suggestions to Keep the LGBTQ+ Jubilee Pilgrimage Alive

