Una chiesa cattolica, un pastore evangelico e l’amore di Roman e Stepan
Il 20 settembre 2025 Roman e Štěpán Zahálek hanno celebrato la loro unione nella chiesa dell’Assunzione della Vergine Maria di Neratov, sui monti Orlické, nella Repubblica Ceca. Le fotografie di quel giorno mostrano i due uomini vestiti di bianco, mano nella mano davanti all’altare, mentre la grande navata è piena di familiari e amici. (LUI Magazine, Repubblica Ceca, 6 ottobre 2025).
È una scena insolita, soprattutto perché quella di Neratov è una chiesa cattolica. Ma non si è trattato di un matrimonio cattolico: a presiedere il rito di unione è stato Jiří Kantor, pastore della Chiesa Evangelica dei Fratelli Cechi, la comunità protestante alla quale appartengono Roman e Štěpán. Per Roman quella celebrazione aveva però radici molto più lontane.
Una fede che non è rimasta nell’infanzia
Roman è cresciuto in una famiglia cristiana protestante piuttosto conservatrice. Nel tempo ha trovato una strada diversa da quella dei suoi genitori, ma il cristianesimo è rimasto una parte importante della sua vita. Parlando con LUI Magazine nell’agosto 2025 lo spiegava così: «La fede non si riflette soltanto nella relazione, ma in tutta la mia vita».
Roman racconta di avere ancora la Bibbia sulla propria scrivania e di pregare. Non ha però cercato di portare Štěpán sulla propria strada religiosa: gli ha piuttosto mostrato il suo mondo, perché potesse capire una parte importante della persona che ama. Štěpán, infatti, non è credente. E proprio il rapporto tra un credente e un non credente è diventato uno dei temi che i due hanno affrontato concretamente.
Roman racconta che qualche volta è proprio Štěpán a chiedergli di pregare per lui, per esempio prima di un esame. Štěpán, da parte sua, ammette che conoscere Roman ha messo in discussione molte delle idee che aveva sulle persone religiose: il suo compagno non corrispondeva affatto all’immagine del credente che si era costruito. (LUI Magazine, Repubblica Ceca, 22 agosto 2025).
Una puntata del loro podcast “Úplně Normální” (“Completamente Normale”) del 19 marzo 2024, è dedicata proprio alla convivenza fra un credente e un ateo. Raccontano la prima partecipazione di Štěpán a un culto cristiano e anche le paure e le domande religiose che Roman porta dentro la loro relazione. (Úplně Normální, episodio 31, “Víra a ateismus”, 19 marzo 2024).
Essere gay e continuare a credere
Anche il rapporto tra omosessualità e cristianesimo è entrato apertamente nel loro podcast. Nell’agosto 2025 Roman e Štěpán hanno incontrato anche un gruppo di cristiani LGBT+ e hanno discusso di come le diverse Chiese guardano alle persone omosessuali. La domanda al centro della puntata era molto concreta: “si possono vivere insieme la fede cristiana e una vita gay?”.
Sono entrati anche nei temi più difficili, come la richiesta del celibato rivolta in alcuni ambienti cristiani alle persone omosessuali o l’idea di costruire una relazione eterosessuale non corrispondente al proprio orientamento. (Úplně Normální, episodio 64, “Církve v Česku”, 10 agosto 2025).
Per Roman non sono discussioni astratte. La sua storia racconta il tentativo di trovare un modo di vivere la propria omosessualità senza mettere Dio fuori dalla propria vita.
Anche il battesimo ha per lui un significato particolare. Roman precisa di non essere cattolico e racconta di essere stato battezzato quando era già abbastanza grande da poterlo scegliere personalmente. A battezzarlo fu proprio Jiří Kantor, lo stesso pastore che molti anni dopo avrebbe celebrato la sua unione con Štěpán. (LUI Magazine, Repubblica Ceca, 22 agosto 2025).
«Per me era importante che avesse anche una dimensione spirituale»
Il desiderio di celebrare la loro unione in una chiesa era presente già molto prima del settembre 2025. Nel luglio 2024 Roman spiegava a Radio Prostor di volere un rito di unione religioso proprio perché proveniva da una famiglia cristiana: «Per me è importante che sia anche spiritualmente avvolto». (Radio Prostor, Repubblica Ceca, 22 luglio 2024).
Curiosamente, però, fu il suo compagno Štěpán a scegliere il luogo. Durante una visita a Neratov entrarono nella chiesa dell’Assunzione della Vergine Maria. Štěpán, che racconta di non sentirsi generalmente a proprio agio nelle chiese, rimase colpito da quell’edificio luminoso e disse a Roman che lì sarebbe riuscito a immaginare la loro celebrazione.
Roman contattò allora il sacerdote cattolico responsabile della chiesa e gli raccontò apertamente la loro storia. Il prete volle prima conoscerli, parlò a lungo con loro e spiegò con chiarezza ciò che poteva e non poteva fare. Roman ha ricordato quell’incontro in un’intervista successiva: «Ci disse che non poteva sposarci lui, ma che poteva darci la sua benedizione». (iGlanc.cz, Repubblica Ceca, 7 gennaio 2026).
La soluzione fu quindi ecumenica: la comunità cattolica mise a disposizione la propria chiesa e la celebrazione venne affidata al pastore evangelico Jiří Kantor. Non si trattò soltanto di trovare un edificio disponibile. Roman e Štěpán raccontano che ci furono diversi incontri di preparazione e che, per mesi, Kantor li accompagnò riflettendo con loro sulla vita di coppia. Alla celebrazione parteciparono anche membri della loro comunità cristiana, che regalarono loro una Bibbia con una dedica.
Il 20 settembre nella chiesa di Neratov
È alla luce di tutto questo che le fotografie del 20 settembre acquistano un significato diverso. Roman e Štěpán sono davanti all’altare di una chiesa cattolica, ma intorno a loro c’è una storia che attraversa confini confessionali e personali: Roman con il suo cammino cristiano, Štěpán che non condivide quella fede ma ne riconosce l’importanza per il compagno, una comunità cattolica che accetta di ospitare il rito e un pastore protestante che accompagna Roman dal battesimo fino a quel giorno.
Dopo la celebrazione Jiří Kantor ha scritto di considerare un privilegio essere stato vicino a loro e alle loro famiglie, aggiungendo: «È Lui l’autore di tutto ciò che è buono, saggio e bello». (LUI Magazine, Repubblica Ceca, 6 ottobre 2025).
Dal punto di vista giuridico occorre comunque una precisazione. In Repubblica Ceca Roman e Štěpán non hanno contratto un “matrimonio” secondo la denominazione prevista per le coppie eterosessuali, ma una partnership. Come hanno spiegato loro stessi nel gennaio 2026, il nuovo istituto riconosce nella Repubblica Ceca alle coppie dello stesso sesso gran parte dei diritti matrimoniali, pur mantenendo una diversa denominazione. (iGlanc.cz, Repubblica Ceca, 7 gennaio 2026).
«La nostra unione non è peccato»
La celebrazione naturalmente ha suscitato anche reazioni contrarie. Nel marzo 2026 Roman e Štěpán sono tornati sull’argomento in una puntata dal titolo significativo: “Il matrimonio non è peccato. La nostra unione non è un rito satanico”. Raccontano che alcuni cattolici avevano scritto alla diocesi per protestare contro l’utilizzo della chiesa di Neratov e perché una celebrazione simile non si ripetesse.
Ma aggiungono subito che la reazione cattolica non è stata affatto univoca: hanno ricevuto anche molti messaggi di sostegno, amore e comprensione da parte di cattolici. (Úplně Normální, episodio 73, 15 marzo 2026).
La storia di Roman e Štěpán non racconta quindi che siano improvvisamente scomparse tutte le differenze tra le Chiese, né che la Chiesa cattolica abbia celebrato un matrimonio tra due uomini. Racconta qualcosa di più semplice e forse, proprio per questo, interessante: persone e comunità con posizioni diverse sono riuscite a incontrarsi senza chiedere a Roman e Štěpán di nascondere la loro relazione.
Per Roman, soprattutto, quel giorno sembra raccogliere molti fili della sua storia. Il bambino cresciuto in una famiglia cristiana, il ragazzo che ha scelto il battesimo, l’uomo gay che ha continuato a interrogarsi sulla propria fede e il compagno innamorato di un uomo sono la stessa persona.
Ed è quella persona intera che, il 20 settembre 2025, è entrata nella chiesa cattolica di Neratov tenendo Štěpán per mano.

